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Il saluto di Carlo Borio alla Cisl Lombardia
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Il saluto di Carlo Borio alla Cisl Lombardia

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Pubblicato il 17 Settembre 2008

“Vivo questo momento di passaggio con assoluta serenità. Il cambiamento è sempre una occasione per crescere, per fare di più e per fare meglio. E io sono sicuro che così farà il nuovo gruppo dirigente”. È questo un passaggio dell’intervento con cui Carlo Borio ha lasciato ieri, martedì 16 settembre 2008, la guida della Cisl Lombardia, passando il testimone della Segreteria generale a Gigi Petteni. Bresciano, sessantuno anni, dal 1972 impegnato nella Cisl, Borio è stato Segretario generale della Cisl Scuola di Brescia, Segretario generale della Cisl bresciana e a partire dal 1999 Segretario generale della Cisl Lombardia. “Se dovessi dire in estrema sintesi qual è stato il segno dell’esperienza che abbiamo vissuto in questi anni – ha detto ancora il Segretario generale uscente – direi il cambio radicale dei modelli sociali. Una mutazione profonda che ha riguardato la politica, le istituzioni, l’economia, i comportamenti e i riferimenti collettivi. Abbiamo visto in questi anni venire meno le pagine del manuale sindacale sul quale la maggioranza di noi si è formato. Abbiamo cominciato a muoverci senza rete in uno spazio in cui i punti di riferimento sono via via diventati incerti. Con quali risultati. Abbiamo tenuto il punto, utilizzando fino al più piccolo degli spazi di manovra che abbiamo avuto a disposizione, avendo come unico riferimento l’interesse dei nostri iscritti”. Borio ha anche voluto rendere omaggio a due modelli, a due figure di sindacali che sono stati per lui un riferimento costante. “Il primo è Mario Borgognoni – ha spiegato – per me anche un maestro di vita oltre che modello di comportamento. Ho cercato di rifarmi sempre al suo rigore, alla sottolineatura pro tempore che metteva vicino al suo incarico, al rispetto che mi ha insegnato ad avere nell’utilizzo delle risorse dell’organizzazione, alla felicità che provava ogni volta che arrivava una nuova iscrizione. L’altro riferimento è stato e sarà per me quello di Franco Castrezzati, che lasciò l’organizzazione dopo vicende politiche burrascose, ma che per rispetto della Cisl non ha ne ha mai fatto pubblicamente occasione di polemica. Io ho la fortuna di lasciare l’organizzazione senza burrasche o tradimenti. Ma il silenzio è il modo più giusto per dire la gratitudine che porto alla Cisl, per quello che la Cisl mi ha dato in questi anni e per le persone con cui ho vissuto e lavorato”.