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Sciopero meccanici: in 6.000 a Brescia
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Sciopero meccanici: in 6.000 a Brescia

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Pubblicato il 11 Gennaio 2008

Attraverso l’organizzazione di 20 manifestazioni in tutte le principali realtà della Lombardia, anche nella nostra regione come in tutta Italia i metalmeccanici hanno partecipato oggi alla quinta giornata di sciopero e di lotta per rivendicare il rapido rinnovo del contratto nazionale. Buone le adesioni allo sciopero di 8 ore proclamato per oggi (oltre 80% nelle fabbriche) e buona anche la partecipazione ai cortei dove oltre 40mila lavoratori hanno fatto sentire la loro voce. Cortei importanti si sono svolti a Brescia (oltre 6mila partecipanti), a Bergamo (4mila) con un corteo organizzato nella zona industriale di Dalmine, a Milano (4mila persone al corteo all’Alfa di Arese), a Varese (5mila lavoratori in corteo nella zona di Gallarate), Legnano (2000 in corteo), Lecco e Sondrio (manifestazione lungo la statale per Merate). Presidi si sono tenuti dinanzi alle Associazioni industriali o dinanzi ad aziende significative di: Monza (1000 lavoratori), Mantova (500), Lodi (300 a Graffignana), Cremona (incontro con prefetto e sindaci) ed in molte altre città. Alcuni cortei hanno percorso le principali arterie stradali, arrivando anche a provocare interruzioni del traffico su strade e autostrade. “Lo sciopero e la forza delle manifestazioni alza la voce dei metalmeccanici che vogliono, dopo 7 mesi di attesa, il loro contratto. Siamo soddisfatti della partecipazione che dimostra la giustezza delle nostre richieste e deve essere definitivamente ascoltata dagli industriali – ha dichiarato Roberto Benaglia, Segretario generale della Fim Cisl Lombardia – I blocchi delle strade sono un segnale della esasperazione dei lavoratori dovuta alla troppo lunga attesa di giusti aumenti. La trattativa, che è ripartita nel pomeriggio, è chiamata a dare risposte a questa attesa. Per il sindacato è l’ora di puntare ai risultati e di insistere nella trattativa. Dobbiamo conquistare un contratto che soddisfi le aspettative salariali e adegui il quadro delle normative per i prossimi anni. Non possiamo fallire con ulteriori tentennamenti e rinvi”.