Giovanna Mantelli nella UST Cisl

Giovanna Mantelli, già componente della Segreteria della Cisl Scuola, è stata eletta venerdì, 7 dicembre, nella Segreteria dell’UST Cisl Brescia. Il Consiglio generale del sindacato di via Altipiano d’Asiago ha portato così a quattro i componenti della Segreteria bresciana. Iscritta alla Cisl dal 1974, anno in cui ha iniziato ad insegnare nella scuola elementare. Da sempre delegata sindacale del SINASCEL Cisl, dal 1998 è distaccata dall’insegnamento e svolge attività a tempo pieno nella Cisl Scuola.

Nel Congresso di Categoria del 2001 è stata chiamata a far parte della Segreteria della Cisl Scuola, riconfermata nell’incarico al Congresso del 2005.

Dal 2006 è stata nominata responsabile del Coordinamento Femminile della Cisl.

Giovanna Mantelli si aggiunge nella Segreteria della Cisl bresciana a Renato Zaltieri, Segretario generale, Enzo Torri e Paolo Reboni.

Sicurezza sul lavoro: CGIL CISL e UIL dal Prefetto

Domani, mercoledì 12 dicembre, i Segretari generali di Cgil Cisl e Uil di Brescia e della Vallecamonica – Sebino, Marco Fenaroli, Renato Zaltieri e Angelo Zanelli, Domenico Ghirardi e Gianbettino Polonioli, assieme ad una delegazione composta da diversi rappresentanti delle Categorie, saranno ricevuti dal Prefetto Francesco Paolo Tronca nell’ambito delle iniziative e del presidio sindacale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sarà l’occasione per rilanciare la campagna di sensibilizzazione e informazione per fermare la tragedia delle morti sul lavoro che vede purtroppo la nostra provincia sempre in prima pagina.

La manifestazione sindacale avrà inizio alle ore 10,30 con un concentramento di lavoratori nel cortile di Palazzo Broletto; l’incontro con il Prefetto è previsto alle ore 11.

Consiglio generale Cisl

È cominciato con un minuto di silenzio il Consiglio generale della Cisl riunitosi oggi nell’Auditorium della sede di via Altipiano d’Asiago a Brescia. A proporlo è stato il Segretario generale Renato Zaltieri per ricordare le molte vittime degli incidenti sul lavoro. A questo drammatico problema Zaltieri ha dedicato la parte iniziale della sua relazione, annunciando anche una serie di iniziative che unitariamente il sindacato bresciano sta mettendo a punto per una mobilitazione generale sui temi della sicurezza sul lavoro.

Nel corso del suo intervento il Segretario della Cisl ha ripercorso gli appuntamenti sindacalmente più significativi degli ultimi mesi: dal referendum su welfare e pensioni con una netta affermazione dei sì (così come sostenuto e spiegato in centinaia di assemblee dai delegati della Cisl) fino alla Assemblea organizzativa.

Sull’attualità politico sindacale Zaltieri ha rilanciato la necessità di relazioni industriali più intense e l’auspicio di una vera concertazione sociale.

In vista delle elezioni amministrative del Comune capoluogo, il Segretario della Cisl si è augurato che le molte espressioni del sociale organizzato, dei Movimenti e delle Associazioni che annualmente danno origine al convegno socio politico di fine estate, possano insieme elaborare una posizione per chiedere a partiti e candidati l’impegno per una rinnovata qualità della politica.

Presentando infine la candidatura di Giovanna Mantelli quale quarto componente della Segreteria della Cisl bresciana, Zaltieri ha sottolineato che l’ingresso di una donna in Segreteria non è solo un adempimento formale ma una grande opportunità per l’operatività del sindacato.

Leggi la relazione del Segretario generale Renato Zaltieri.

La flessibilità non deve diventare precarietà

È in corso nella sede delle Acli provinciali di Brescia un convegno promosso dall’Associazione in collaborazione con la Cisl. “Il lavoro precario a Brescia” è il titolo del convegno organizzato per presentare i risultati di una indagine sul lavoro atipico.

Introducendo i lavori, il Segretario generale della Cisl di Brescia ha sottolineato come Il precariato non sia un universo omogeneo. È una moltitudine di differenze, di percorsi singolarizzati”. Da qui le difficoltà, anche del sindacato, di dare risposte e di farsi carico di questa moltitudine di differenze. “Lavorare dentro questa esperienza di confine – ha detto ancora Zaltieri – è quello che, a diverso titolo tutti gli attori sociali stanno facendo. Con una difficoltà in più, che è quella di non cadere nella trappola che vorrebbe associare la flessibilità del lavoro alla precarizzazione. Cosi come diciamo che il lavoro flessibile non può sistematicamente essere trasformato in lavoro precario dobbiamo avere la forza e la coerenza di dire che una certa flessibilizzazione del lavoro è necessaria sia all’occupazione che allo sviluppo”. Secondo le rilevazioni statistiche più recenti in Italia l’87% dell’occupazione è stabile mentre  il 13% è frutto del lavoro atipico. È un dato inferiore a quello che si registra in Francia, Spagna o Germania. “Ma noi sappiamo bene – ha concluso Zaltieri – che quel 13% è quasi per intero composto da giovani lavoratori con ricadute importanti sul presente (la difficoltà a fare progetti a lungo termine, il rinvio delle scelte legate alla nascita di una famiglia, alla genitorialità, alla casa; livelli di consumo molto bassi, difficoltà ad accedere al credito e molto altro ancora) e ricadute non sufficientemente ponderate sul futuro (cosa succederà quando questi lavoratori arriveranno all’età della pensione?). I dati della ricerca sul lavoro precario a Brescia non possono che aiutarci a capire ancora di più e meglio questa realtà, verificando, ciascuno per il proprio ruolo e per le proprie responsabilità, come intervenire più efficacemente per coniugare le esigenze della flessibilità del lavoro e della produttività del nostro sistema economico con quelle della sicurezza e della stabilità dei lavoratori”.

Documenti utili:

L’assemblea regionale degli RLS

Il 31 per cento dei lavoratori lombardi è potenzialmente soggetto a una condizione di stress pesante, il 7 per cento è potenzialmente in condizione di mobbing. Lo dicono i primi risultati dell’indagine realizzata dalla Clinica del lavoro di Milano insieme a Cgil, Cisl e Uil della Lombardia sulla situazione della vita in fabbriche e uffici, condotta su un campione di circa diecimila persone. I risultati finali sono attesi per la primavera del prossimo anno, ma alcune anticipazioni sono state presentate ieri a Sesto San Giovanni nel corso dell’assemblea regionale lombarda dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. L’assemblea ha chiuso la campagna di denuncia della grave situazione degli infortuni realizzata tra maggio e giugno dal titolo “Nelle città per vivere il lavoro”. Gli oltre cinquecento Rls presenti sono solo una piccola rappresentanza dei circa diecimila che tutti i giorni si occupano di ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia. Accanto ad essi sono attivi anche 130 Rlst che operano sul territorio per le piccole imprese, i cantieri edili, le attività commerciali. Per l’ennesima volta è stata denunciata la gravissima situazione degli infortuni che si susseguono con tragica regolarità. Nel periodo gennaio – settembre 2007 in Lombardia gli incidenti sono stati 115.798, di cui 151 mortali. “Obiettivo dell’assemblea – ha sottolineato il segretario della Cisl lombarda, Franco Giorgi – è guardare al futuro, raccogliendo gli interventi di quegli Rls, aziendali e territoriali, che con grande sforzo hanno maturato esperienze positive che è giusto socializzare, ma soprattutto per riuscire nella battaglia della prevenzione, per sfruttare al meglio la nuova stagione che si apre con la legge 123/07 e che deve continuare nella prospettiva del nuovo Testo unico per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. La Lombardia, per quantità di lavoratori e percentuali di infortuni, meriterebbe una maggiore attenzione anche da parte della Regione. L’ultimo piano di intervento in materia disalute e sicurezza varato dall’assessorato alla Sanità si riferisce al triennio 2004-2006. Siamo alla fine del 2007 ancora non è stato presentato il piano per il triennio 2008-2010. Per questo i sindacati lombardi chiederanno l’apertura di un tavolo contrattuale con la Regione per la realizzazione di un piano straordinario sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le conclusioni dell’assemblea erano affidate al segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, il quale ha detto che “in troppe aziende il sindacato non è in grado di tutelare sufficientemente i lavoratori sulla sicurezza e questa è la sfida dei prossimi anni. Inoltre – ha aggiunto – bisogna far rispettare le buone leggi che in questo Paese ci sono, ma che vengono violate. Questo è l’obiettivo più importante, non servono grida manzoniane se poi non si hanno i mezzi, le risorse e la volontà per far sì che le leggi vengano rispettate”.

Inflazione: per il 2007 si conferma la previsione dell’1,8%

Forte aumento dell’inflazione a novembre, sale del 2,4%. Per il 2007 l’Isae conferma la previsione di un’inflazione media dell’1,8%. Lo rende noto un comunicato dell’Istituto in cui si sottolinea che l’incremento mensile dei prezzi al consumo è risultato pari allo 0,4%. Se si prende in considerazione l’indicatore al netto dei fattori stagionali, prosegue l’Isae, emerge un profilo dell’inflazione in salita ancora più marcata: tra settembre e novembre il ritmo di crescita dei prezzi si è portato al 3,1% in termini annualizzati, dal 2,7% del trimestre terminato a ottobre. (www.ildiariodellavoro.it)

Perché lo sciopero generale dei trasporti?

“Il Governo non riesce a sbloccare la vicenda del trasporto locale, dell’ Alitalia, dei treni e lo sciopero generale è la logica conseguenza di ritardi inammissibili in tutti i settori del trasporto”. Così il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo l’ennesimo insoddisfacente incontro con il Governo dei sindacati di settore. Per Filt, Fit e Uilt, infatti, che lamentano la mancanza “di un serio confronto e di una vera concertazione” le aperture dell’Esecutivo, che si sono limitate al solo trasporto locale, “non sono state sufficienti”. “Più che destinare risorse per il trasporto ferroviario ad alta velocità .-ha ribadito Bonanni riferendosi all’annuncio fatto nei giorni scorsi dal Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, di voler tagliare drasticamente i fondi destinati alle Ferrovie dello Stato – il Governo pensi all’Italia che lavora e che prende il treno”. “Due mesi fa di fronte all’aumento delle tariffe degli Eurostar, – ha ricordato il Segretario generale – noi dicemmo benissimo, ma gran parte dell’attenzione deve andare alle tratte locali, dove ci sono i pendolari, perché sono ridotte ad una situazione da terzo mondo. Invece, dove vanno a tagliare? Proprio lì. Noi non siamo d’accordo”. Dello stesso parere Annamaria Furlan, Segretario Confederale Cisl, responsabile Dipartimento Politiche servizi e terziario che in nota sottolinea: “Esecutivo ed Istituzioni a cui si accompagna la assai marginale attenzione che la finanziaria 2008 presta al mondo dei trasporti, non hanno colto l’importanza di prevenire e risolvere crisi assai complesse come quelle dell’Alitalia, delle Ferrovie, del trasporto locale o della Tirrenia, solo per citarne alcune, quelle che più direttamente interagiscono con la quotidianità di centinaia di migliaia di lavoratori e di milioni di cittadini”. Lo stesso Segretario generale della Fit Claudio Claudiani. parla di “disimpegno ed ambiguità” del Governo “sulle questioni scottanti dei trasporti, della garanzia dei servizi universali, della mobilità soprattutto per i pendolari. Restano incolmabili – secondo il segretario della Fit – le distanze dalle proposte del sindacato che, è bene ricordarlo, – precisa – non sono in questo caso di tipo salariale, bensì riguardano le politiche, le regole, i contratti, lo sviluppo dell’intero settore almeno alla pari alla domanda di mobilità”.

Metalmeccanici: prosegue la trattativa

Prosegue il difficile cammino di mediazione per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Nella riunione plenaria di ieri, che si è tenuta dopo l’interruzione della trattativa registrata la scorsa settimana, Federmeccanica ha avanzato per la prima volta le sue proposte su tutta la piattaforma, compresi gli aumenti contrattuali. Ma ha fatto di più: non ha chiuso sulla riforma dell’inquadramento, permettendo così alla Fim di proseguire la trattativa, senza rinviare un capitolo così importante per i metalmeccanici Cisl.

Le distanze tra le posizioni rimangono comunque forti, ma questa non è una novità. Lunedì i leaders di Fim, Fiom e Uilm, Rinaldini, Caprioli e Regazzi avevano incontrato il presidente e il direttore generale di Federmeccanica, Calearo e Santarelli per verificare eventuali punti di convergenza tra le posizioni. Convergenze ancora tutte da costruire, per cui si è deciso di fare il possibile per evitare la rottura. Le imprese hanno proposto per il mercato del lavoro di estendere la normativa sulla stabilizzazione prevista dall’accordo sul welfare per i contratti a termine anche ai lavoratori interinali. Una proposta insufficiente soprattutto per la Fiom che punta ad ottenere un forte miglioramento dell’accordo del 23 luglio. Anche sul salario l’aumento offerto da Federmeccanica è giudicato dai sindacati insufficiente. Le imprese offrono 100 euro di cui due terzi di incremento per i minimi e un terzo per il potenziamento degli istituti di flessibilità che aumentino la produttività. L’offerta è, dunque, circa la metà dei 117 euro chiesti da Fim, Fiom e Uilm. I 100 euro, ha spiegato Roberto Santarelli, sono un modo per avvicinare i 60 euro previsti dall’accordo del ’93 alle richieste sindacali e, al contempo, aumentare la produttività delle imprese, un punto irrinunciabile per Federmeccanica. Tanto più che giudica “solo parziali” le risposte di Fim, Fiom e Uilm sulle richieste di flessibilità delle aziende. Il 28 e 29 novembre e il 5 e 6 dicembre le parti torneranno a incontrarsi a delegazioni ristrette per approfondire i vari nodi sul tavolo e il 12 dicembre ci sarà una nuova riunione in assemblea plenaria, con l’obiettivo di chiudere entro fine anno. (www.ildiariodellavoro.it)

Venerdì 16 novembre sciopero generale metalmeccanici

Si svolgerà venerdì 16 novembre, in tutte le aziende metalmeccaniche, lo sciopero nazionale di 8 ore proclamato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uilm, con 14 manifestazioni regionali e comizi nelle principali città, a sostegno delle vertenze per il rinnovo dei Contratti nazionali del settore.

La giornata di lotta si svolge nell’ambito del pacchetto di 12 ore di sciopero indetto dai sindacati per il mese di novembre, aggiuntivo alle 8 ore già effettuate nel mese di ottobre, con una prima giornata di mobilitazione nazionale realizzata il 30 del mese scorso. Prosegue anche lo sciopero degli straordinari e delle flessibilità.

Per dare il massimo di visibilità alla lotta, nel corso della giornata si svolgeranno 14 manifestazioni regionali, oltre 20 presidi e altre iniziative locali. Comizi in numerose città.

In particolare, il segretario generale della Uilm-Uil, Antonino Regazzi, concluderà la manifestazione regionale della Lombardia che si svolgerà a Milano, con un corteo che partirà da porta Venezia alle 9,30 diretto a piazza del Duomo.

Lo sciopero interessa tutte le imprese industriali metalmeccaniche impegnate nel rinnovo dei contratti Federmeccanica e Assistal, Unionmeccanica-Api e Cooperative, nonché del settore orafo e argentiero, per un totale di oltre 1 milione e 600.000 lavoratori coinvolti.

Proseguono intanto gli incontri di Fim, Fiom e Uilm con le controparti. Riunioni in sede tecnica e a delegazioni ristrette si svolgono nella settimana in corso, per sfociare, la prossima settimana, in due nuove sessioni negoziali in plenaria: mercoledì 21 novembre, alle ore 11 in Confindustria, con Federmeccanica; giovedì 22 novembre, sempre alle ore 11, con Unionmeccanica, presso la sede nazionale della Confapi

Commercio: sciopero nazionale il 17 novembre

Il 17 novembre sciopereranno i dipendenti del settore del commercio (ipermercati, supermercati, negozi) per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro e “contro l’arroganza di Confcommercio che ha rotto strumentalmente la trattativa”. In una nota, Filcams Cgil, Fisascat Cisle Uiltucs Uil ricordano infatti che “il 25 settembre, Confcommercio ha rotto le trattative per il rinnovo del contratto disertando un incontro programmato e presentando un comunicato con il quale respingeva in toto le richiestesindacali”. “Confcommercio – precisano i sindacati – non ha firmato il protocollo traparti sociali e Governo del 23 luglio 2007, tentando, con questo atteggiamento, una rivincita rispetto al contratto firmato tre anni fa, che conteneva conquiste di netto avanzamento sul part time, l’apprendistato e i contratti a termine”. Per i lavoratori delle aziende commerciali e del terziario avanzato impegnati su cinque giorni alla settimana lo sciopero è stato anticipato al 16 novembre. Nella stessa giornata si asterranno dal lavoro anche i dipendenti delle aziende aderenti a Assofarm,Federfarma servizi, Adf Confcommercio e ai sindacati confederali di categoria.

Nuovo incidente sul lavoro: muore operaio a Vezza d’Oglio

Un operaio bresciano di 26 anni è morto in un infortunio sul lavoro, travolto da una gru che veniva trainata da un altro veicolo. L’incidente si è verificato poco prima di mezzogiorno a Vezza d’Oglio. Sono intervenuti i vigili del fuoco, e per le indagini, i carabinieri della Compagnia Breno.(ANSA).

In memoria di Gianfranco Caffi

Il 22 ottobre è morto a 70 anni, nell’ospedale di Iseo, Gianfranco Caffi, già sindacalista nella Cisl e conosciutissimo pittore. Studi magistrali, maturità artistica all’Istituto d’arte di Modena, abilitato all’insegnamento di educazione artistica, disegno e storia dell’arte, Caffi andò a lavorare alla OM, poi alla Fiat di San Polo. Stupì tutti che un docente d’arte diventasse dirigente sindacale dei metalmeccanici in un momento di aspri conflitti. La sua vita è stata una testimonianza di coerenza e di rigore.

Riportiamo di seguito l’intervento del Segretario Generale della Cisl di Brescia Renato Zaltieri pronunciato al termine dei funerali svolti il 24 ottobre a Provaglio d’Iseo.

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