Metalmeccanici: si tratta ma restano le difficoltà

Prosegue il difficile cammino di mediazione per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Nella riunione plenaria di ieri, che si è tenuta dopo l’interruzione della trattativa registrata la scorsa settimana, Federmeccanica ha avanzato per la prima volta le sue proposte su tutta la piattaforma, compresi gli aumenti contrattuali. Ma ha fatto di più: non ha chiuso sulla riforma dell’inquadramento, permettendo così alla Fim di proseguire la trattativa, senza rinviare un capitolo così importante per i metalmeccanici Cisl. Le distanze tra le posizioni rimangono comunque forti, ma questa non è una novità. Lunedì i leaders di Fim, Fiom e Uilm, Rinaldini, Caprioli e Regazzi avevano incontrato il presidente e il direttore generale di Federmeccanica, Calearo e Santarelli per verificare eventuali punti di convergenza tra le posizioni. Convergenze ancora tutte da costruire, per cui si è deciso di fare il possibile per evitare la rottura. Le imprese hanno proposto per il mercato del lavoro di estendere la normativa sulla stabilizzazione prevista dall’accordo sul welfare per i contratti a termine anche ai lavoratori interinali. Una proposta insufficiente soprattutto per la Fiom che punta ad ottenere un forte miglioramento dell’accordo del 23 luglio. Anche sul salario l’aumento offerto da Federmeccanica è giudicato dai sindacati insufficiente. Le imprese offrono 100 euro di cui due terzi di incremento per i minimi e un terzo per il potenziamento degli istituti di flessibilità che aumentino la produttività. L’offerta è, dunque, circa la metà dei 117 euro chiesti da Fim, Fiom e Uilm. I 100 euro, ha spiegato Roberto Santarelli, sono un modo per avvicinare i 60 euro previsti dall’accordo del ’93 alle richieste sindacali e, al contempo, aumentare la produttività delle imprese, un punto irrinunciabile per Federmeccanica. Tanto più che giudica “solo parziali” le risposte di Fim, Fiom e Uilm sulle richieste di flessibilità delle aziende. Il 28 e 29 novembre e il 5 e 6 dicembre le parti torneranno a incontrarsi a delegazioni ristrette per approfondire i vari nodi sul tavolo e il 12 dicembre ci sarà una nuova riunione in assemblea plenaria, con l’obiettivo di chiudere entro fine anno. (www.ildiariodellavoro.it)

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