Perché lo sciopero generale dei trasporti?
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Perché lo sciopero generale dei trasporti?

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Pubblicato il 30 Novembre 2007

“Il Governo non riesce a sbloccare la vicenda del trasporto locale, dell’ Alitalia, dei treni e lo sciopero generale è la logica conseguenza di ritardi inammissibili in tutti i settori del trasporto”. Così il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo l’ennesimo insoddisfacente incontro con il Governo dei sindacati di settore. Per Filt, Fit e Uilt, infatti, che lamentano la mancanza “di un serio confronto e di una vera concertazione” le aperture dell’Esecutivo, che si sono limitate al solo trasporto locale, “non sono state sufficienti”. “Più che destinare risorse per il trasporto ferroviario ad alta velocità .-ha ribadito Bonanni riferendosi all’annuncio fatto nei giorni scorsi dal Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, di voler tagliare drasticamente i fondi destinati alle Ferrovie dello Stato – il Governo pensi all’Italia che lavora e che prende il treno”. “Due mesi fa di fronte all’aumento delle tariffe degli Eurostar, – ha ricordato il Segretario generale – noi dicemmo benissimo, ma gran parte dell’attenzione deve andare alle tratte locali, dove ci sono i pendolari, perché sono ridotte ad una situazione da terzo mondo. Invece, dove vanno a tagliare? Proprio lì. Noi non siamo d’accordo”. Dello stesso parere Annamaria Furlan, Segretario Confederale Cisl, responsabile Dipartimento Politiche servizi e terziario che in nota sottolinea: “Esecutivo ed Istituzioni a cui si accompagna la assai marginale attenzione che la finanziaria 2008 presta al mondo dei trasporti, non hanno colto l’importanza di prevenire e risolvere crisi assai complesse come quelle dell’Alitalia, delle Ferrovie, del trasporto locale o della Tirrenia, solo per citarne alcune, quelle che più direttamente interagiscono con la quotidianità di centinaia di migliaia di lavoratori e di milioni di cittadini”. Lo stesso Segretario generale della Fit Claudio Claudiani. parla di “disimpegno ed ambiguità” del Governo “sulle questioni scottanti dei trasporti, della garanzia dei servizi universali, della mobilità soprattutto per i pendolari. Restano incolmabili – secondo il segretario della Fit – le distanze dalle proposte del sindacato che, è bene ricordarlo, – precisa – non sono in questo caso di tipo salariale, bensì riguardano le politiche, le regole, i contratti, lo sviluppo dell’intero settore almeno alla pari alla domanda di mobilità”.