L’assemblea regionale degli RLS
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L’assemblea regionale degli RLS

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Pubblicato il 30 Novembre 2007

Il 31 per cento dei lavoratori lombardi è potenzialmente soggetto a una condizione di stress pesante, il 7 per cento è potenzialmente in condizione di mobbing. Lo dicono i primi risultati dell’indagine realizzata dalla Clinica del lavoro di Milano insieme a Cgil, Cisl e Uil della Lombardia sulla situazione della vita in fabbriche e uffici, condotta su un campione di circa diecimila persone. I risultati finali sono attesi per la primavera del prossimo anno, ma alcune anticipazioni sono state presentate ieri a Sesto San Giovanni nel corso dell’assemblea regionale lombarda dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. L’assemblea ha chiuso la campagna di denuncia della grave situazione degli infortuni realizzata tra maggio e giugno dal titolo “Nelle città per vivere il lavoro”. Gli oltre cinquecento Rls presenti sono solo una piccola rappresentanza dei circa diecimila che tutti i giorni si occupano di ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia. Accanto ad essi sono attivi anche 130 Rlst che operano sul territorio per le piccole imprese, i cantieri edili, le attività commerciali. Per l’ennesima volta è stata denunciata la gravissima situazione degli infortuni che si susseguono con tragica regolarità. Nel periodo gennaio – settembre 2007 in Lombardia gli incidenti sono stati 115.798, di cui 151 mortali. “Obiettivo dell’assemblea – ha sottolineato il segretario della Cisl lombarda, Franco Giorgi – è guardare al futuro, raccogliendo gli interventi di quegli Rls, aziendali e territoriali, che con grande sforzo hanno maturato esperienze positive che è giusto socializzare, ma soprattutto per riuscire nella battaglia della prevenzione, per sfruttare al meglio la nuova stagione che si apre con la legge 123/07 e che deve continuare nella prospettiva del nuovo Testo unico per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. La Lombardia, per quantità di lavoratori e percentuali di infortuni, meriterebbe una maggiore attenzione anche da parte della Regione. L’ultimo piano di intervento in materia disalute e sicurezza varato dall’assessorato alla Sanità si riferisce al triennio 2004-2006. Siamo alla fine del 2007 ancora non è stato presentato il piano per il triennio 2008-2010. Per questo i sindacati lombardi chiederanno l’apertura di un tavolo contrattuale con la Regione per la realizzazione di un piano straordinario sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le conclusioni dell’assemblea erano affidate al segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, il quale ha detto che “in troppe aziende il sindacato non è in grado di tutelare sufficientemente i lavoratori sulla sicurezza e questa è la sfida dei prossimi anni. Inoltre – ha aggiunto – bisogna far rispettare le buone leggi che in questo Paese ci sono, ma che vengono violate. Questo è l’obiettivo più importante, non servono grida manzoniane se poi non si hanno i mezzi, le risorse e la volontà per far sì che le leggi vengano rispettate”.