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Welfare e pensioni: vincono i sì
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Welfare e pensioni: vincono i sì

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Pubblicato il 12 Ottobre 2007

La grande maggioranza dei lavoratori, chiamati alla consultazione sull’accordo del 23 luglio scorso, ha votato sì. Secondo i dati, ormai quasi definitivi, a livello nazionale la prevalenza del sì al referendum sul welfare si attesta tra il 70 e l’80%. Cgil Cisl e Uil sottolineano l’alta affluenza alle urne con il voto di oltre cinque milioni di lavoratori, pensionati, precari e disoccupati.

A Brescia e provincia ha votato in 68.846. Il risultato definitivo conferma che i sì hanno vinto con il 58,6%; per il no ha votato il 41,4%.

Il Segretario della Cisl bresciana ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Per me questa vittoria del sì ha molteplici significati. Dice che il mondo del lavoro ha sicuramente più buon senso di tanti politici. Approva un accordo che per importanza e ricadute positive sui lavoratori, sulle famiglie, sui pensionati non ha precedenti. Dice che il sindacato confederale ha saputo organizzare uno straordinaria consultazione che ha dato a tutti, lavoratori e pensionati, l’opportunità di sapere e di discutere.

E poi dice al circo mediatico di nani e ballerine, Santoro e Vespa in testa a tutti, che ha cavalcato gli strepiti della sinistra estrema confezionando teatrini e trabocchetti per avvalorare la tesi dei brogli (dall’assemblea organizzata nel bergamasco dai sostenitori del no ad uso televisivo fino alla signora spedita in due differenti seggi dove, ovviamente seguita da telecamere nascoste, ha tentato di votare due volte), che ci ha dato conferma che questo nostro Paese ha un problema serio di etica dell’informazione.

So bene che è una vittoria ai punti quella del , ma è una vittoria importante perché il clima creato attorno alla consultazione, soprattutto negli ultimi giorni, non era certo dei migliori o dei più incoraggianti per favorire il ragionamento; lo testimonia una partecipazione al voto più bassa di quanto era atteso, frutto del disorientamento su cui in tanti hanno giocato.

Ciò nonostante la maggioranza dei lavoratori e dei pensionati ha confermato con il suoi l’operato del sindacato e la necessità di assumersi le responsabilità che derivano dalla rappresentanza che gli è affidata.

Al sindacato si chiedono risposte concrete, e il sindacato le ha date queste risposte, firmando un accordo che cancella la pessima legge Maroni sulle pensioni, che garantisce per il 2007 una tantum di 303 euro a 58.500 pensionati bresciani, che accompagna i giovani nel loro inserimento al lavoro con più agevolazioni e maggiori certezze rispetto al passato. A questo il mondo del lavoro bresciano ha detto .

Adesso, liberati dalle scorie velenose di un dibattito che certa parte politica ha tentato di condizionare pesantemente, il nostro impegno immediato non può che fare riferimento alla necessità di continuare a discutere, chiarire e approfondire, per dimostrare nei fatti anche a chi ha votato no che l’accordo è vantaggioso per tutti e che i benefici non sono astratti ma tangibili e immediatamente misurabili.

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