Una lettera dei lavoratori di Cologne

Dopo la presa di posizione della FAI CISL di Brescia (“Il Comune di Cologne fa la guerra ai lavoratori” reperibile in questo stesso spazio dedicato alle notizie) i lavoratori della azienda la cui produzione è stata bloccata dal comune di Cologne, hanno scritto una lettera ai direttori dei quotidiani locali. Eccone il testo:

Caro Direttore, siamo dei lavoratori dipendenti della ditta Principe Pet Food, con stabilimento sito nel comune di Cologne Bs, produciamo alimenti per cani e gatti in crocchette, ditta trasferita da un paio d’anni da Bergamo e che opera nel mercato da decenni, una società finita sotto la lente del Comune di Cologne e costretta a sospendere l’attività dall’inizio dell’anno corrente per ben tre volte, causa, a detta del comune, di emissioni di odori sgradevoli (dovrebbero chiudere tutte le cucine di Cologne perché emettono odori di pesce o carne cotta).

Queste sospensioni hanno causato grandi disagi per noi lavoratori, costretti ad anticipare le ferie e non abbiamo potuto programmare con le famiglie il periodo di riposo estivo, oggi siamo in attesa di una revoca di sospensione dell’attività da parte del Comune, se ciò non avverrà al più presto per noi lavoratori sarà un duro Natale 2006.

Ringraziamo della sua cortese attenzione.

I lavoratori della ditta Principe Pet Food

Il comune di Cologne fa la guerra ai lavoratori

A Cologne c’è un’azienda con 15 dipendenti che rischia di chiudere i battenti. Stavolta non c’entra né la concorrenza dei cinesi e tanto meno la crisi del mercato. La “Principe Pet Food”, questo il nome dell’azienda che produce alimenti per animali domestici, è sull’orlo della crisi a causa del Comune di Cologne che per la seconda volta nell’arco di pochi mesi ha emesso una ordinanza di sospensione dell’attività. “La vicenda – racconta Daniele Cavalleri della Fai Cisl che tutela gli interessi dei lavoratori – ha avuto inizio ad aprile con il primo stop imposto dal Comune, deciso – si legge nell’ordinanza – per le ripetute lamentele sull’odore proveniente dagli impianti di produzione. Nell’ordinanza c’era anche un preciso richiamo alla proprietà perché si dotasse delle necessarie autorizzazioni regionali. L’azienda a quel punto ha presentato alla Regione la documentazione richiesta ed il 6 di novembre ha ricevuto l’autorizzazione alla ripresa della attività, condizionata alla realizzazione di interventi impiantistici per mettere sotto controllo le emissioni.” Si arriva così al 30 maggio con la revoca da parte del Comune del provvedimento di sospensione dell’attività. “Un mese e mezzo di blocco dell’attività – aggiunge il sindacalista – in cui i lavoratori hanno dovuto fare ricorso a ferie, festività e permessi per non perdere lo stipendio. Un sacrificio non da poco, sopportato da tutti i dipendenti con la speranza di dare certezza al proprio posto di lavoro”. Il Comune di Cologne torna però all’inizio di agosto ad interpellare la Regione per conoscere le sue valutazioni sulla realizzazione delle prescrizioni. Gli uffici del Pirellone rispondono dando atto all’azienda di aver fatto quanto richiesto e chiarendo che la loro efficacia potrà essere stabilità da un monitoraggio delle emissioni. Il Comune non è soddisfatto e chiede alla Principe Pet Food nuovi “impianti di abbattimento delle emissioni olfattive”. A questo punto l’azienda ordina ad una ditta specializzata un impianto che costa oltre 100.000 Euro la cui entrata in funzione è prevista per i primi giorni di dicembre. Ma l’ufficio tecnico del Comune di Cologne ha emesso nel frattempo una nuova ordinanza di sospensione della attività anche se la Regione non ha mai modificato il proprio provvedimento di autorizzazione. “Il Sindacato non vuole entrare nel merito di questa specie di guerra delle carte che l’Amministrazione comunale ha ingaggiato con l’azienda – conclude Cavalleri della Fai Cisl – Abbiamo detto e continuiamo a dire al Comune di Cologne che se tiene giustamente in conto le lamentele dei suoi cittadini, deve anche farsi carico del fatto che il blocco dell’attività mette oggettivamente a rischio il posto di lavoro di quindici persone. Ci appelliamo al Sindaco per una nuova valutazione dei dati a disposizione dell’Amministrazione comunale, non da ultimo l’installazione di un impianto che risponde alle garanzie richieste. Lo impone prima di tutto il buonsenso. Il Comune non può non conoscere gli effetti di mercato di un blocco della produzione che complessivamente è arrivato a 92 giorni. Occorre un pronunciamento che tranquillizzi i lavoratori e dia loro certezza del posto di lavoro”.

La notte bianca dei precari

Scarica il volantino.

Nuova manifestazione per la sanità privata

Un passo avanti e due indietro. La vertenza della sanità privata (che a Brescia conta 4.000 lavoratori) è ancora senza sbocchi. Il cartello delle associazioni che raggruppano le diverse proprietà della sanità privata si è di fatto rotto dopo la scelta della Fondazione Don Gnocchi di firmare il rinnovo contrattuale; ma la vertenza si è purtroppo inasprita con le altre associazioni datoriali. Questa mattina, venerdì 10 novembre, i lavoratori della sanità privata bresciana hanno nuovamente manifestato il loro disagio con un presidio dei delegati sindacali in piazza della Loggia. È stata una nuova occasione di sensibilizzazione su una vicenda che ha dell’incredibile con dei datori di lavoro che negano ormai da quasi 3 anni il rinnovo contrattuale ai propri dipendenti. La preoccupazione dei rappresentanti dei lavoratori è stata al centro, nel pomeriggio, di una riunione di FP CGIL, FP-FPS CISL, FPL UIL svoltasi nell’Auditorium della Cisl bresciana.

Ormai appare sempre più inevitabile il ricorso a forme di protesta che avranno purtroppo pesanti ripercussioni in tutte le case di cura, case di riposo e ambulatori sanitari privati. Solo una immediata riapertura della trattativa potrebbe – è stato ribadito nel presidio e nella riunione di oggi – scongiurare l’inasprimento della vertenza.

Fim Cisl: progettare l’integrazione

La Fim Cisl di Brescia ha organizzato un seminario di formazione per i suoi delegati. L’iniziativa rientra in un progetto che vedrà la sua realizzazione nel corso dei prossimi mesi, finalizzato ad approfondire i molteplici aspetti della integrazione dei lavoratori stranieri nella dimensione lavorativa e sindacale del territorio bresciano. Nelle aziende del settore metalmeccanico la Fim Cisl di Brescia stima una presenza di lavoratori stranieri quantificabile in 130.000 addetti. Il seminario avrà luogo a Villa Pace di Gussago il 27 e il 28 novembre prossimi.

Scarica il programma dell’iniziativa.

Direttivo Femca sulla finanziaria

La Femca Cisl di Brescia, la federazione dei lavoratori del settore tessile e del settore chimico, riunirà venerdì in mattinata il proprio gruppo dirigente, gli eletti nelle RSU e i delegati sindacali, per approfondire i temi legati all’attualità sindacale, la legge finanziaria e la congiuntura economica che attraversano i due settori produttivi in cui opera la Categoria.

Ai lavori del Direttivo interverrà Sergio Spiller, Segretario generale aggiunto della Femca nazionale.

A riunione avrà luogo venerdì 3 novembre, nell’Auditorium della Cisl in via Altipiano d’Asiago, 3 a Brescia.

Lunedì a Roma. Pensionati contro

Lunedì 30 ottobre a Roma si svolgerà una manifestazione nazionale dei pensionati CGIL CISL UIL a sostegno delle richieste degli  anziani.

Nel quadro della Legge Finanziaria in discussione al Parlamento, che pure tende a perseguire gli obiettivi di risanamento, sviluppo, equità, non siamo soddisfatti – dicono i pensionati – delle risposte finora giunte alle nostre richieste.

Il dibattito parlamentare in corso lascia ancora dei margini di azione. Infatti, la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ha votato un emendamento che porta il Fondo Sociale per la non autosufficienza a 200 milioni di euro; stanziamento che, pur positivo, riteniamo ancora insufficiente. Valutiamo positivamente anche il coinvolgimento del sindacato dei pensionati nel tavolo di confronto sulla previdenza, dove si discuterà – fra l’altro – del potere d’acquisto delle pensioni, e ci auguriamo che il Governo e il Parlamento valutino attentamente le richieste e gli ulteriori emendamenti presentati che domandano più giustizia sociale e più benessere per gli anziani.

Cisl: l’accordo di Adro va cancellato

La Segreteria della UST CISL di Brescia ritiene inaccettabili i contenuti dei progetti che figurano in allegato all’accordo sindacale con il Comune di Adro.

“Per la nostra organizzazione – spiega il Segretario generale Renato Zaltieri – non è sufficiente l’adesione di singoli lavoratori a rendere valido un accordo sindacale quando questo contiene elementi contrari ai valori ed ai principi statutari della CISL. Penso in particolare ai cosiddetti ‘progetti di produttività 2006’ presenti nell’allegato all’accordo sindacale: i progetti contrassegnati con i numeri 6 e 8 sono palesemente contrari ai principi sanciti dal nostro Statuto, ed è inammissibile che si trasformi la figura dell’agente di Polizia Locale in una specie di sceriffo del territorio. Quanto avvenuto poi, mette in evidenza anche la qualità dei rapporti che l’Amministrazione Comunale ha inteso instaurare con il Sindacato, per questo non è sufficiente affrontare la questione con il solo stralcio di alcuni articoli del protocollo d’intesa. L’accordo va rimosso nel suo impianto generale. Pertanto la Segreteria della Cisl di Brescia invita il Sindaco ad avviare un rinnovato confronto con il Sindacato per definire una nuova intesa che contenga elementi rispettosi delle elementari regole della convivenza civile e democratica”.

La Fim discute di “cindia”

Lo sviluppo di Cina e India fra luoghi comuni, realtà socio-economica e azione sindacale, è il tema di un incontro dibattito promosso dalla FIM Lombardia per mercoledì 25 ottobre (ore 9.30 – 13.30) nel Teatro dei Salesiani in via Copernico n. 9 a Milano.

Tra i relatori: Federico Rampini, giornalista corrispondente di Repubblica da Pechino, autore del volume “L’impero di Cindia”; Mariachiara Franceschetti, imprenditrice, amministratore esecutivo della Gefran spa di Brescia, leader nel settore dei componenti per l’automazione e sistemi per il controllo dei processi industriali; Cecilia Brighi, Responsabile ufficio internazionale della Cisl.

Telecom: chi pensa ai lavoratori?

Nella complicata vicenda della ristrutturazione aziendale del Gruppo Telecom non ci sono solo le questioni politiche e finanziarie a tenere banco.

Migliaia di lavoratori vivono con preoccupazione l’evolversi della situazione. “La Voce del Popolo, settimanale della Diocesi di Brescia, ha pubblicato in proposito una intervista a Tomasino Ferlinghetti, Segretario generale della Fistel bresciana, la federazione della Cisl che tutela i lavoratori dello spettacolo, dell’informazione e delle telecomunicazioni.

Leggi l’intervista.

Delegati Cgil Cisl e Uil in assemblea

Il movimento sindacale bresciano ha vissuto giovedì 5 ottobre un appuntamento di grande rilievo. Nella rinnovata sala conferenze della Camera di Commercio cittadina, si è svolta l’Assemblea generale dei delegati e delle leghe dei pensionati di Cgil Cisl e Uil con la presenza dei Segretari nazionali della Cgil Guglielmo Epifani e della Cisl Raffaele Bonanni; per la Uil era presente Guglielmo Loi.

È stata l’occasione per il sindacato bresciano di fare il punto della situazione con particolare riferimento all’andamento della situazione economica, alla realtà della immigrazione e ai problemi della integrazione sociale che ne derivano.

Ma si è parlato anche di Legge Finanziaria e delle richieste sindacali per un provvedimento di risanamento e di giustizia sociale.

Documenti utili:

La Cisl all’assemblea ANMIL

Domenica 8 ottobre la 56esima Giornata nazionale delle vittime per incidenti sul lavoro.

Documenti utili:

CISL BRESCIA: Uffici aperti. Accessi in sicurezza regolati su prenotazione allo 030 3844 511