Proteste contro la regione

Fondo per la non autosufficienza: nulla! Risorse per l’edilizia popolare: nulla!. La giunta si appresta a far approvare il bilancio per il prossimo anno, ma non ha avuto né tempo né denaro per le richieste sindacali. Per questo Cgil, Cisl, Uil della Lombardia hanno deciso di organizzare per oggi e per domani due manifestazioni sotto le finestre del presidente Roberto Fomigoni. Oggi pomeriggio, martedì 19, dalle 15,30 alle 18.00 si protesta per la mancanza di case popolari e per sollecitare maggiori investimenti per l’edilizia pubblica; domani, mercoledì 20, dalle 10 alle 13, presidio di lavoratori e pensionati per chiedere la costituzione di un fondo regionale per la non autosufficienza e rivendicare una maggiore impegno sui temi dell’assistenza. Al Presidente Fomigoni, che ripetutamente chiede un federalismo politico e fiscale, Cgil Cisl e Uil Lombardia chiedono un federalismo sociale per lo sviluppo e la coesione del territorio.

L’elenco delle rimostranze sindacali è fitto e circostanziato.

Con affitti sempre più cari e prezzi di vendita irraggiungibili, crescono le difficoltà abitative per migliaia di famiglie lombarde. Per i giovani, con lavori precari e sottopagati; per gli anziani, con pensioni insufficienti; per gli immigrati, e in generale per tutti i soggetti deboli. Sono almeno 40mila le famiglie con l’ufficiale giudiziario alla porta, con sfratti per oltre il 60% determinati dall’impossibilità di pagare canoni esosi. A stimare che, da qui al 2010, sarebbero necessari almeno 120mila case popolari è lo stesso Piano di sviluppo regionale. La Giunta propone, però, di finanziarne solo 1800. Il Governo nazionale, dal canto suo, non ha messo in Finanziaria neppure una lira per la casa.

Sul versante assistenziale occorre invece ricordare che sono oltre 100mila le persone non autosufficienti assistite in casa, mentre altre 53mila sono ricoverate. Questo vuol dire un costo per ogni famiglia compreso tra 16 e 20.000 euro l’anno. Per questo Cgil, Cisl e Uil chiedono da tempo tre cose essenziali:

  • la costituzione di un Fondo regionale per la cura e l’assistenza dei cittadini non autosufficienti, garantito da risorse certe e alimentato dalla fiscalità regionale con criteri di equità e progressività;
  • l’aumento del contributo a carico della Regione sul costo della retta pagata nelle Rsa al fine di ridurre la tariffa a carico dei ricoverati e delle loro famiglie;
  • lo sviluppo della rete dei servizi territoriali per assicurare l’efficacia delle prestazioni e dell’assistenza domiciliare e per garantire la continuità assistenziale.

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