La Cisl sulla fusione ASM e AEM
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La Cisl sulla fusione ASM e AEM

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Pubblicato il 15 Settembre 2006

5 domande a Renato Zaltieri, Segretario generale della CISL di Brescia sull’annunciata ipotesi di fusione tra ASM di Brescia e AEM di Milano.

Qual è la posizione della Cisl rispetto all’ipotesi di fusione delle Aziende municipalizzate di Brescia e di Milano?

Il progetto è certamente tra i più ambiziosi tra quelli messi in campo nel mondo delle multiutility. L’intesa tra i Sindaci di Milano, Brescia e Bergamo è indubbiamente un passo decisivo per la fusione delle due aziende a partecipazione pubblica. È una operazione che potrebbe portare alla creazione di un colosso nella gestione delle reti di gas, acqua, energia e rifiuti, con una capitalizzazione di oltre sei miliardi di euro e ambizioni anche a livello europeo.

Le vostre preoccupazioni quali sono?

La prima è capire il ruolo a cui sono destinati i Comuni. Per quanto limitato possa essere dopo la quotazione di borsa di Asm, oggi gli Enti locali esercitano ancora un ruolo di indirizzo strategico sulla società. Dopo la fusione quanto conteranno i Comuni-Azionisti?

Ma ci sono anche questioni di natura strettamente sindacale che ritenete di mettere in campo nella valutazione di questo progetto?

Certamente sì. Esse riguardano le ricadute sulla occupazione, attuale e futura, che vuol dire numero dei lavoratori occupati e tipologia dei rapporti di lavoro. Ma vogliamo anche assicurazioni per i lavoratori che sono diventati piccoli azionisti di ASM, considerato che Cisl e Uil hanno sottoscritto a Brescia un accordo per l’acquisto “agevolato” delle azioni da parte tanto dei lavoratori che dei cittadini utenti.

E poi?

La qualità dei servizi erogati; le tariffe applicate ai cittadini.

Operativamente come vi muoverete?

Aspettiamo di essere convocati a Brescia dal Sindaco Corsini al quale unitariamente con Cgil e Uil abbiamo chiesto un incontro per spiegarci il progetto sul piano istituzionale. Così come parlando questa mattina con il presidente di ASM Renzo Capra abbiamo manifestato la nostra necessità di incontrarlo per conoscere gli elementi del progetto industriale alla base della fusione societaria. Solo allora esprimeremo il giudizio sulla operazione, senza preconcetti ideologici o preclusioni, ma con la responsabilità di chi ha una rappresentanza sociale importante.