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Case di riposo: la regione dimentica i più deboli
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Case di riposo: la regione dimentica i più deboli

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Pubblicato il 31 Agosto 2006

La Regione Lombardia, dopo mesi di pressioni, ha finalmente deciso di aumentare i contributi alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) dal 1 settembre p.v., destinando alcune risorse aggiuntive per coprire i costi sanitari sostenuti impropriamente dagli utenti.

La decisione accoglie solo minimamente le richieste delle Organizzazioni sindacali dei pensionati di CGIL, CISL e UIL Lombarde in quanto la delibera lascia invariato il contributo alle RSA per gli oltre 14mila non autosufficienti totali (NAT) e non tocca la Ia classe, quella dei malati che più hanno bisogno di assistenza.

I Segretari Generali Marco Fenaroli per lo SPI-CGIL, Mario Clerici per la FNP-CISL e Giovanni Belletti per la UILP-UIL di Brescia non nascondono la loro delusione per il fatto che il provvedimento abbia dimenticato gli anziani più fragili.

“I contributi per i non autosufficienti totali (NAT) sono fermi al 2003 e sono pari a 39.30 euro, contro i 47.50, 45.10 e 39.70 della prima, seconda e terza classe. Ci pare assurdo che la delibera abbia escluso proprio i malati più fragili.” Quindi per moltissimi assistiti e le loro famiglie le rette rimarranno purtroppo invariate.

“Negli ultimi quattro anni abbiamo registrato rincari medi delle rette del 15%, un peso economico insostenibile per migliaia di ospiti e delle loro famiglie; – proseguono i Segretari Generali dei Sindacati dei pensionati bresciani – ma la situazione degli anziani nelle Case di Riposo e i rincari delle rette è solo uno dei temi al centro della mobilitazione che i Sindacati dei pensionati hanno lanciato e che – spiegano Fenaroli, Clerici e Belletti – necessita riprendere con rinnovato impegno a settembre”.

I Sindacati dei pensionati bresciani sollecitano quindi la Regione, tramite i consiglieri e assessori regionali, affinché si apra un confronto a tutto campo concreto e senza pregiudizi su temi che sono stati anche impegni elettorali, quali il fondo per le persone non autosufficienti, la politica per la domiciliarità, un reale abbattimento delle rette, l’attuazione dei posti di sollievo nelle RSA e il potenziamento degli hospice.