Brescia in prima pagina. La posizione della Cisl
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Brescia in prima pagina. La posizione della Cisl

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Pubblicato il 29 Agosto 2006

La Cisl bresciana rileva come il susseguirsi dei gravissimi episodi criminali che sono accaduti in città e provincia nei giorni scorsi hanno gettato sulla nostra comunità un’immagine estremamente negativa.

È indubbio, non può essere negato, che la dinamica e gli accadimenti in tempi brevi di questi fatti innalzano nella popolazione elementi di preoccupazione sulla sicurezza personale per questa concentrazione di violenza; reazioni prime ancora naturali, legittime che figlie di convinzioni ideologiche.

Ma se questo è giustificabile per il cittadino diventa inaccettabile se forze politiche , sociali, istituzionali reagiscono scompostamente, se non addirittura con speculazione sui gravi fatti accaduti che invece necessiterebbero che l’insieme della comunità faccia sentire la propria vicinanza al dolore delle famiglie colpite.

La stessa origine degli episodi , con dinamiche estremamente diverse fra loro dove l’unico motivo che li accomuna è il tempo breve intercorso tra un fatto e l’altro , non legittima nessuna teoria che ciò sia dovuto ad un clima sociale degradato dovuto alla presenza straniera.

La Cisl bresciana guarda dunque con diffidenza chi in queste ore, agendo su una vera preoccupazione dei cittadini, utilizza questi drammi per promuovere una propria posizione politica e ideologica.

Questi comportamenti offrono una conferma alla lettura distorta della realtà della nostra provincia che non è certo fatta di una comunità violenta e immatura rispetto ai problemi complessi che la società moderna pone, ma che viceversa è una provincia che ha sempre dimostrato una grande capacità di governo nei vari ambiti in cui è stata chiamata a cimentarsi.

Richiamare cittadini stranieri per far funzionare le nostre fabbriche, per far lavorare le nostre stalle, per affidare a loro i nostri anziani per poi farli diventare nello stesso tempo il nemico in casa dal quale difendersi, al di là delle sensibilità umane che ognuno può avere più o meno marcate, è una operazione politica e sociale miope che diventa essa stessa alimento di tensione e conflitto.

Condividiamo da questo punto di vista le affermazioni del Prefetto, del Questore e del Procuratore di Brescia che con attenzione stanno seguendo le vicende senza alimentare un “problema Brescia” o un “allarme sociale” che la città e provincia di Brescia non meritano.

Crediamo che solo se si ha in questo modo chiaro l’ambito in cui svolgere la propria azione, maggiore efficacia avranno gli interventi necessari per garantire alla comunità bresciana quella serenità che si merita.

In questa ottica vanno ricercate risorse e mezzi adeguati per la prevenzione sul territorio , adottando quelle iniziative opportune che una società multiculturale pone anche in termine di lotta a chi nel nostro Paese viene interessato a delinquere piuttosto che all’integrazione e al lavoro.

Brescia è una realtà, lo ha sempre dimostrato, capace di essere all’altezza dei cambiamenti e delle sfide che questi pongono; l’integrazione con le diverse culture che l’immigrazione pone non passa attraverso la separazione, l’emarginazione, quando non addirittura l’esclusione, ma attraverso la paziente opera del dialogo che deve restare aperto per consentire a quella gran parte di immigrati onesti che qui opera, di condividere con noi una vita normale.