Gruppo Moretti: il sindacato protesta
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Gruppo Moretti: il sindacato protesta

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Pubblicato il 9 Marzo 2006

Grande gruppo, piccole relazioni. Così la FAI CISL di Brescia, il Sindacato dei lavoratori del settore agroalimentare, fotografa la situazione sindacale all’interno del Gruppo Moretti, realtà industriale bergamasca (mangimificio, macinazione mais, avicoltura, commercio grano e farinacei, attività immobiliare) che ha spostato lo scorso anno nel bresciano, a Cologne, un pezzo importante della sua produzione.

A fronte di due accordi sindacali siglati nella sede dell’Unione Industriali di Bergamo, gli impegni assunti dall’azienda sono purtroppo disattesi. “Sono mesi che sollecitiamo l’apertura di un confronto sul rinnovo contrattuale per l’integrativo economico e sui carichi di lavoro degli addetti, sia nel Mangimificio che dei Molini Riuniti – spiega Daniele Cavalleri, componente della Segreteria della FAI CISL di Brescia – così come da tempo chiediamo il rispetto degli accordi nella loro interezza, compreso il riconoscimento di un ticket giornaliero per il vitto che il Gruppo Moretti aveva concordato per venire incontro ai disagi e alle difficoltà degli operai”.

In una società con 70 milioni di euro di fatturato, che opera cessioni e acquisti di rami d’azienda a livello internazionale, che ricorre a molteplici tipologie contrattuali per l’inquadramento dei suoi lavoratori, sarebbero auspicabili relazioni sindacali più strutturate.

“I lavoratori non chiedono la luna – conclude Cavalleri – ma qualche certezza in più e il rispetto delle intese. Fino ad ora le assemblee hanno registrato con disagio uno stato di cose diverso dalle premesse gettate in occasione del trasferimento a Cologne del mangimificio del Gruppo Moretti. Non si vuole arrivare allo scontro ma, se sarà necessario, i lavoratori sono determinati ad ottenere non solo quanto attendono da quasi un anno ma anche quel dialogo aziendale che è elemento essenziale di una realtà industriale avanzata”.