Sciopero nazionale di 8 ore nel settore agricolo

Il Governo ha annunciato di voler presentare il prossimo 8 novembre, attraverso un maxi emendamento alla legge finanziaria 2006, la sua proposta di riforma della previdenza agricola.

Sul piano del metodo ciò è in netta contraddizione con l’impegno assunto dal ministro del welfare insieme a quello delle politiche nello scorso mese di marzo di voler aprire un tavolo di confronto con le parti sociali che poi non è stato mai aperto.

Sul piano dei contenuti non si tratta di una riforma della previdenza agricola nel suo complesso, come le organizzazioni sindacali avevano richiesto, ma di una semplice rimodulazione basata su tre punti:

  • la riduzione delle aliquote contributive;
  • condono previdenziale;
  • revisione dei trattamenti di disoccupazione per i lavoratori.

La conclusione è semplice: si vogliono togliere soldi ai lavoratori per diminuire il costo del lavoro per le imprese.

Per lunedì 7 novembre, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil nazionali hanno proclamato 8 ore di sciopero in tutto il settore agricolo.

Nel settore avicolo le aziende stanno procedendo a licenziamenti, a Brescia accade anche in quelle realtà dove gli ammortizzatori sociali (Cig Ord. Cig Str.) possono tutelare i dipendenti (Avicola San Martino del Gruppo Amadori).

Il Sindacato chiede che vengano fissati criteri precisi nel distribuire premi e agevolazioni alle Imprese avicole perchè sono finanziati con risorse pubbliche, e ritiene che le aziende che licenziano non possano avere assegnato alcun premio di sorta.

Nell’ambito della giornata di lotta Flai, Fai e Uila lombarde organizzeranno un presidio dei lavoratori e lavoratrici agricoli florovivaisti e forestali alla sede della Regione Lombardia a Milano e chiederanno un incontro congiunto al Presidente del Consiglio Regionale e all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia.

Il cordoglio della Cisl per la morte di Mons. Giammancheri

La Cisl bresciana ricorda con gratitudine e affetto mons. Enzo Giammancheri che per molti anni alla vigilia della più importante festa cristiana, ci ha aiutato, con straordinaria sapienza, a riflettere sul senso della Pasqua per l’uomo contemporaneo.

La sua disponibilità e la sua umanità sono una testimonianza che la Cisl bresciana serberà sempre tra le memorie più care.

Influenza aviaria: gravi ripercussioni sull’occupazione

Il settore avicolo italiano, dalla fine del mese di agosto scorso, a causa del costante allarme suscitato dai media sul possibile futuro diffondersi, anche in Italia, dell’influenza aviaria, sta subendo la più grave crisi che si ricordi.

Il calo dei consumi, quantificabili inizialmente in un meno 20%, ha assunto oggi livelli assai superiori con punte del 60%, e contemporaneamente il prezzo delle carni si è ridotto del 50%. Una situazione che sta mettendo in ginocchio l’avicoltura italiana, l’unico settore zootecnico nazionale autosufficiente, che l’anno scorso ha fatturato 4,5 miliardi di euro, dando lavoro ad oltre 80.000 addetti.

Questa drammatica situazione di crisi dei consumi, che non ha riscontro in nessun altro Paese europeo, è stata determinata unicamente a seguito di un ingiustificato allarmismo, e non a causa di eventi sanitari effettivi occorsi in Italia. A tal proposito, va sottolineato che una fitta rete di controlli sanitari consente da anni un costante e rigoroso monitoraggio lungo tutte le fasi della filiera che vanno dalla cova delle uova fino alla macellazione e alla commercializzazione. Ecco perché la situazione del nostro Paese è totalmente diversa rispetto a quella riscontrabile nei Paesi colpiti dall’influenza aviaria, dove esistono condizioni igienico-sanitarie e produttive non paragonabili con quelle nazionali.

Va ricordato che da anni gli imprenditori del settore hanno maturato la consapevolezza che qualità e salubrità dei prodotti sono fattori fondamentali del loro business.

Attualmente le Aziende stanno provvedendo a congelare ed a stoccare gran parte della produzione, arrivando già a saturare le capacità di stoccaggio degli impianti frigoriferi disponibili sul territorio nazionale. Entro breve tempo, le Aziende saranno costrette a ridurre la produzione, causando un drastico calo di ore e giornate lavorative e determinando riflessi negativi sul piano occupazionale.

Per tentare di superare questa difficile congiuntura le Parti hanno già richiesto al Governo misure straordinarie di sostegno quali: lo stato di crisi del settore (finalizzato all’ottenimento dello stato di calamità naturale); esenzione dei contributi previdenziali ed assistenziali per tutta la filiera;slittamento delle scadenze finanziarie e ammortizzatori sociali per i lavoratori a tempo indeterminato e determinato.

Le Parti auspicano che la recente introduzione delle nuove misure di etichettatura sulla origine nazionale delle carni avicole induca i consumatori a recuperare fiducia nella produzione italiana, dando nuovo impulso alla ripresa dei consumi.

Comunicato unitario di FAI-CISL – FLAI-CGIL – UILA-UIL del 26 ottobre 2005

Per una via sociale allo sviluppo

I Segretari generali di Cgil Cisl e Uil di Brescia, Dino Greco, Renato Zaltieri e Angelo Zanelli, hanno tenuto una conferenza stampa per presentare il documento unitario che il movimento sindacale bresciano intende porre al centro del confronto con le Istituzioni, le rappresentanze d’impresa e il mondo dell’associazionismo perché Brescia intraprenda una via sociale allo sviluppo rispondendo in modo originale e il più possibilmente coeso alla crisi economica ed industriale che ha investito anche il nostro territorio.

Leggi l’articolo del Giornale di Brescia e l’articolo del Bresciaoggi.

Finanziaria, sciopero generale il 25 novembre

Quattro ore di sciopero generale e manifestazioni in tutta Italia il 25 novembre: è la risposta di Cgil, Cisl e Uil contro la Finanziaria del governo Berlusconi. Al termine di una riunione durata quasi sette ore, ieri sera i sindacati hanno confermato il giudizio negativo sulla manovra e deciso due iniziative di mobilitazione: una giornata di riunioni degli attivi sindacali per il 12 novembre e quattro ore di sciopero con manifestazioni a carattere territoriale. Oggi, inoltre, prepareranno uno schema di documento con le proprie proposte di modifica della legge finanziaria da portare in Parlamento giovedì mattina nell’audizione delle Commissioni e da inviare al governo, agli enti locali e alla Confindustria. Proposte che, ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, il governo “dovrebbe accogliere, perché sono compatibili con i conti pubblici”. Il documento affronterà in particolare quattro questioni: l’emergenza sociale, il Mezzogiorno, la questione del carovita e la difesa dei redditi.

La crisi investe anche l’industria chimica

Cresce il ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità anche nelle industrie dei settori chimico farmaceutico e gomma plastica della Lombardia. L’aumento, rispetto al secondo semestre 2004, è evidente per tutti gli ammortizzatori sociali, mentre le aziende in crisi sono 119 contro le 81 dei sei mesi precedenti. Secondo l’indagine congiunturale semestrale della Femca Cisl Lombardia, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria (cigo) ha coinvolto 2.873 addetti rispetto ai 1.904 del 2° semestre del 2004; la cassa straordinaria (cigs) interessa 428 addetti contro i precedenti 293. I lavoratori messi in mobilità sono 718, anch’essi in crescita rispetto ai 552 della seconda parte dello scorso anno. Altre 6 aziende hanno cessato l’attività, con una perdita di 138 posti di lavoro. Complessivamente, i lavoratori occupati in aziende in difficoltà sono 15.472, sei mesi fa erano 9.966. “I dati confermano il permanere di una grave situazione di riduzione delle capacità produttive e diminuzione degli addetti nel settore – precisa il segretario generale aggiunto della Femca Cisl Lombardia, Aldo Isella -. Anche in questa occasione rilanciamo l’allarme sulla mancanza di una politica industriale in Lombardia: per gli attuali occupati e per le generazioni che oggi si affacciano al mondo del lavoro, per un buon lavoro, meno incerto e meno precario”. Nei settori dell’area chimica e manifatturiera affine (gomma plastica, vetro e ceramica), gli andamenti sono differenziati; grave la situazione delle fibre tessili. Nel comparto lampade si rileva in particolare il processo in corso di riorganizzazione alla Leuci, azienda del lecchese con utilizzo della mobilità. La sofferenza di alcuni comparti delle gomme e delle plastiche, con mercati di sbocco nell’auto, elettrodomestico e prodotti industriali, evidenzia la fragilità delle strutture produttive tradizionali correlate ad insufficienti diversificazione dei mercati e dei clienti, nonché a scarsa innovazione nei prodotti. In questo caso la competizione è molto elevata sui costi anche per il progressivo incremento di prodotti provenienti da altri Paesi. Anche nella chimica di specialità, relativa ai prodotti destinati all’edilizia, alla detergenza, è in atto un rallentamento rispetto al semestre precedente. Nei prodotti per l’igiene personale e alla cosmesi sono in crisi due importanti aziende: la Diana De Silva e la Wella. Processi di mobilità sono in corso anche nel settore farmaceutico e della salute per effetto delle fusioni in corso in Pfizer, Shering e Sanofi Aventis.

Trenta pullman da Brescia per il contratto dei metalmeccanici

“La mano della partita di oggi la vinciamo noi”. È visibilmente soddisfatto Giorgio Caprioli per la buona riuscita dello sciopero nazionale dei metalmeccanici. Le notizie che giungono dalla varie piazze d’Italia lo confermano e il segretario generale della Fim Cisl vuole farlo sapere ai quarantamila lavoratori riuniti in piazza Duomo a Milano. Da dieci anni non si vedeva una manifestazione unitaria delle tute blu sfilare lungo le vie della metropoli lombarda per chiedere il rinnovo del contratto nazionale. Il successo dello sciopero e l’alta partecipazione diventano ora un punto di riferimento certo per spingere verso una positiva conclusione della vertenza.

“Noi chiediamo aumenti salariali ragionevoli per tutti i lavoratori, con un’attenzione particolare per coloro che non hanno la contrattazione aziendale e hanno bisogno di solidarietà – ha spiegato nel comizio conclusivo il leader della Fim -. Il contratto è scaduto da nove mesi e Federmeccanica non si è mossa di un passo dalla sua offerta iniziale di 60 euro di aumento. Ora vogliamo fatti concreti. È inutile che ci dicano che siccome c’è la crisi non possiamo fare nulla. La crisi non si risolve bloccando il salario dei lavoratori, senza soldi chi le compra le merci che si producono?”. Due le risposte che il sindacato si attende dalla ripersa delle trattative del 4 ottobre: l’innalzamento dell’offerta economica e l’accelerazione del confronto.

Certo, il percorso per arrivare alla fine non sarà facile. “Il nostro contratto non ce l’hanno mai regalato, ce lo dobbiamo conquistare. Per questo prepariamoci ad un altro mese di scioperi articolati – ha detto ancora Caprioli -. Basta straordinari, basta flessibilità e sabati lavorativi. Dobbiamo essere consapevoli che oggi non è la spallata decisiva”.

Per costringere Federmeccanica a sostanziare con un’offerta adeguata la propria affermata volontà di fare il contratto, è importante che Fim, Fiom e Uilm continuino la loro battaglia restando uniti. “Il fondamento dell’unità sarà il merito. Pur partendo da posizioni diverse abbiamo creduto nella positività della discussione, un bene prezioso da conservare”.

Sono oltre 500mila i metalmeccanici lombardi interessati al rinnovo del contratto nazionale di lavoro e folte delegazioni sono giunte nel capoluogo da tutta la regione in numero superiore alle ventimila presenze previste. Oltre 150 i pullman, 30 dei quali dalla sola Brescia. Decine e decine gli striscioni delle fabbriche, una marea le bandiere, con una presenza della Fim particolarmente marcata. Un corteo animato e colorato ha attraversato il centro cittadino, accompagnato da musica e ritmato dai numerosi slogan per il contratto, ma anche contro il governo. E contro il presidente del consiglio che dipinge tutto di rosa si è espresso anche Caprioli durante il suo intervento. “C’è chi dice che la crisi non c’è, ma forse è difficile vederla dal suo osservatorio – ha detto -. Stiamo perdendo migliaia di posti di lavoro anche nelle regioni ricche mentre ci sono realtà come la Stm dove per mancanza di iniziative serie per lo sviluppo non è possibile assumere 1.500 persone da inserire in un settore innovativo”. (Costantino Corbari)

Industria alimentare. Rinnovato il contratto

È stata raggiunta un’intesa per il rinnovo biennale della parte economica del Contratto nazionale di lavoro dell’Industria Alimentare. L’aumento medio è di 96 Euro lordi mensili che verranno corrisposti in tre successive scadenze (40 Euro lordi con decorrenza 1 settembre 2005; 40 Euro lordi con decorrenza 1 marzo 2006; 16 Euro lordi con decorrenza 1 gennaio 2007). Con la retribuzione del mese di ottobre i lavoratori del settore avranno in busta paga 160 Euro lordi a copertura del periodo 1 giugno 2005 – 31 agosto 2005.

Le Segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno espresso soddisfazione per un accordo che salvaguarda il potere d’acquisto delle retribuzioni e valorizza il ruolo del Contratto nazionale, pur in un momento congiunturale molto difficile per il nostro Paese.

Trasporto locale. Sciopero cancellato

È stato raggiunto questa notte un accordo tra le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil e la Federazione nazionale dei trasporti pubblici locali, sul trattamento di malattia degli autoferrotranvieri. L’intesa tra le parti consente la revoca dello sciopero previsto per mercoledì 21 settembre. Soddisfazione dei sindacati confederali per l’esito delle trattative: la vertenza si è conclusa bene – hanno dichiarato i Segretari di Cgil Cisl e Uil – e non possiamo che esprimere un giudizio ampiamente positivo.

L’Adiconsum sui costi della scuola per le famiglie

L’Adiconsum Lombardia, l’associazione dei consumatori promossa dalla Cisl, è preoccupata per i rincari delle spese scolastiche a carico delle famiglie. Sia i libri di testo che zaini, astucci e  cartoleria, registrano un aumento tra il 10 e il 15%, vale a dire dieci volte superiori a quelli dell’inflazione.

Per i libri di testo, il Ministero della Pubblica Istruzione ha confermato i tetti di spesa solo per le Medie Inferiori, lasciando senza limiti fissati quelli delle Superiori.

Adiconsum Lombardia sollecita il Ministero a porre limiti di spesa anche per i libri di testo delle Superori e a vigilare perché le disposizioni siano effettivamente, ma invita anche i consumatori a confrontare con pazienza prezzi e offerte del materiale scolastico perché le variazioni riscontrate su uguali articoli in commercio arrivano fino al 15%.

Al concorso preparati

La FPS CISL di Brescia, la Federazione dei Lavoratori Pubblici e dei Servizi, ha organizzato un corso di preparazione per coloro che intendono affrontare nelle prossime settimane il concorso per “tecnico di laboratorio” indetto dagli Spedali Civili di Brescia, la più grande e più importante struttura sanitaria e ospedaliera del nostro territorio.

Articolato in quattro lezioni, dal 13 al 16 settembre dalle ore 18 alle ore 20.30, il corso sarà tenuto da personale qualificato in grado di inquadrare nella loro complessità tutte le tematiche oggetto della prova concorsuale.

“La nostra iniziativa – spiega Angelo Galeazzi, Segretario generale della FPS CISL di Brescia – si inserisce in un collaudato percorso di accompagnamento che il nostro sindacato assicura ai propri iscritti. Come è avvenuto in passato per altri concorsi nella Pubblica Amministrazione, siamo sicuri che anche questo servizio rappresenterà un valido contributo ad affrontare con la necessaria preparazione e la indispensabile serenità il concorso degli Spedali Civili”.

Per ulteriori informazioni, i lavoratori interessati al corso della FPS CISL di Brescia, che avrà luogo nella sede di via Altipiano d’Asiago, 3 a Brescia, possono telefonare al numero 0303844650.

La quota d’iscrizione al corso è di 15 euro per gli iscritti CISL e di 25 euro per i non associati.

Ufficio e servizi della Cisl riapriranno il 22 agosto

È tempo di ferie anche per la Cisl e per i molti servizi (Patronato, Servizio fiscale, Associazione consumatori, Sportello stranieri, Centro assistenza lavoro familiare) a disposizione degli iscritti e dei cittadini. Come ogni anno l’attività della Cisl si ferma nelle due settimane centrali di agosto. Gli uffici riapriranno lunedì 22 agosto.

CISL BRESCIA: Uffici aperti. Accessi in sicurezza regolati su prenotazione allo 030 3844 511