In regione la protesta dei lavoratori avicoli

È pienamente riuscito lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di settori agricoli, forestali e dell’avicolo. Il presidio organizzato davanti al Palazzo della Regione Lombardia ha visto la presenza di molte delegazioni provinciali ed è stato fortemente significativo e rappresentativo del lavoro nei diversi settori interessati dallo sciopero ed ha registrato la presenza anche di RSU di industrie alimentari lombarde venute a condividere e sostenere le motivazioni alla base dell’iniziativa.

Una delegazione sindacale, su richiesta di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Regionali, è stata ricevuta da un delegato del Presidente Roberto Formigoni e dalla Vice Presidente Viviana Beccalossi.

Nell’incontro la delegazione sindacale ha ribadito la propria contrarietà – sia per il modo che per il contenuto – alla proposta di Riforma Previdenziale Agricola, preannunciata dal Ministro Alemanno che sarebbe contenuta in un maxi emendamento alla Finanziaria 2006.

E soprattutto alla rivisitazione “al ribasso” dei trattamenti di disoccupazione agricola che se adottata, insieme al ridimensionamento sostanziale introdotto dall’art. 147 della precedente Finanziaria e poi sospeso, ma di prossima efficacia, colpirebbe gravemente il reddito di lavoratori agricoli già penalizzati per via della “stagionalità” del loro lavoro e dei loro contratti.

La delegazione istituzionale ha chiarito di non saper assolutamente nulla dei contenuti della Riforma della Previdenza agricola non essendo intervenuto, allo stato delle cose, alcun confronto cn le Regioni.

Quanto all’avicolo ha confermato di ritenersi impegnata nell’occasione dell’incontro di domani a Verona con il Ministro Maroni, a sostenere le richieste di ammortizzatori per tutti gli organici  che potrebbero essere coinvolti nella crisi produttiva e per evitare pesanti ricadute sull’occupazione.

Insieme ai provvedimenti a sostegno – selezionato e mirato – di imprenditori delle realtà avicole coinvolte, vanno adottati provvedimenti a sostegno del lavoro. Pena la perdita d intelligenza e professionalità essenziali a produzioni di qualità e sicure per l’alimentazione.

L’occasione è stata utile per ribadire la necessità di risorse per i lavori forestali, una programmazione di lungo periodo e lo sviluppo dei livello occupazionali che negli ultimi anni hanno subito una lenta erosione sia nel numero che nelle giornate di lavoro.

Questo confronto troverà un ulteriore approfondimento nell’incontro già fissato per la giornata domani presso la Direzione Agricoltura e Foreste della Regione Lombardia.

Nel confronto, spazio ha trovato la richiesta di un intervento della Regione Lombardia a sostegno  della definizione positiva della contrattazione integrativa degli allevatori aperta da troppo tempo.

L’incontro si è concluso alle 12 e nei prossimi giorni concretamente se ne potranno misurare gli effetti.

Alla Regione Lombardia si è ricordato che qualsiasi politica che non si confronti e non ricerchi la condivisione con il mondo del lavoro ed i suoi rappresentanti rischia di mancare gli obiettivi che si pone e come, al contrario, in un momento in cui l’agricoltura si interroga su come svilupparsi e superare ritardi ed arretratezze, oltre che emergenze, sia importante misurarsi con il punto di vista del lavoro.

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