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Congresso FIBA: governare il cambiamento
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Congresso FIBA: governare il cambiamento

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Pubblicato il 22 Marzo 2005

Maria Rosa Loda, Segretario generale della FIBA CISL di Brescia, la Federazione dei lavoratori delle banche e delle assicurazioni, ha aperto questa mattina i lavori del settimo Congresso della Categoria con una relazione che senza nascondere alcuna delle difficoltà che attraversano il settore del credito, oggetto in questi anni di pesanti processi di trasformazione, fusioni e accorpamenti, ha mandato un messaggio forte di fiducia e di rinnovato impegno. “I cambiamenti che avanzano sempre più rapidamente all’interno delle realtà lavorative, le nuove forme di lavoro ed i nuovi soggetti che si affacciano anche nel nostro settore – ha detto Maria Rosa Loda – ci obbligano a fare una seria riflessione sull’attuale struttura del Sindacato. In un mondo del lavoro sempre più complesso, abbiamo bisogno, anche nel nostro settore, di rafforzare e allargare i nostri orizzonti di rappresentanza confermando la confederalità come scelta che unisce nella solidarietà e nel pluralismo. E il nostro impegno si deve focalizzare nei confronti dei giovani che vivendo situazioni di debolezza e maggiore precarietà ci chiedono azioni di attenzione e solidarietà”. Quest’ultimo è stato un termine ricorrente nella riflessione del Segretario generale della FIBA CISL, quasi a sottolineare che la gestione di una ristrutturazione come quella che si è registrata in questi anni nel settore, un processo tutt’altro che concluso, si è potuta fare e si potrà continuare a fare perché azioni di solidarietà hanno reso e renderanno possibile governare esuberi e piani di uscita dal lavoro.

Va in questa direzione “la costituzione del Fondo di Solidarietà che proprio a partire dalla realtà bresciana ha mosso i primi passi attraverso numerosi accordi aziendali. È con questo strumento che si è potuto far fronte a fenomeni di esubero di personale in seguito a fusioni, incorporazioni, operazioni di razionalizzazione del settore. Con le banche bresciane, reduci da importanti operazioni di fusione ed incorporazione, è stato possibile utilizzare e rendere operativo il Fondo attraverso accordi sindacali aziendali che hanno evitato soluzioni traumatiche ai lavoratori considerati in esubero”.

Ma il quadro generale del settore è ancora in movimento. Paradossalmente, alla diminuzione dei posti di lavoro corrisponde una costante proliferazione degli sportelli bancari. “Da un giorno all’altro – ha ricordato Maria Rosa Loda – si insediano nuove aziende di credito, nuove società per la vendita di prodotti e servizi finanziari, nuovi sportelli. Il nostro impegno è quello di monitorare costantemente la situazione per poter intervenire a difesa non solo dei diritti dei lavoratori e dei livelli occupazionali, ma anche per impedire la dispersione delle professionalità e delle competenze”.

Ciò avviene principalmente attraverso la contrattazione, in particolare la contrattazione di secondo livello: “Un compito impegnativo – ha detto il Segretario generale -che ci vedrà in prima fila nella preparazione e nella gestione delle piattaforme.Il nostro primario obiettivo sarà quello di migliorare le normative già esistenti  e operare affinché  per la parte economica si possano riscuotere i dividendi del risanamento. Dobbiamo impegnarci perché una parte dei profitti vengano distribuiti anche ai lavoratori premiando il capitale umano che è il patrimonio  principale delle aziende. Dati di bilancio e prospettive delle aziende di credito sono buoni e questo dovrebbe essere un elemento positivo a sostegno delle nostre rivendicazioni”.

La relazione congressuale ha dato conto della complessità e delle difficoltà che hanno senato il rinnovo del contratto nazionale, anche perché condizionato dalle gravi difficoltà di contesto dopo lo scandalo Parmalat e Cirio, dopo la bufera suoi bond argentini e i problemi legati alle carenze della normativa. “I segnali di pericolo – ha aggiunto Maria Rosa Loda – troppo spesso venivano minimizzati, distorti, elusi a favore di una politiche aziendali tutte rivolte all’ottenimento dei risultati di breve o brevissimo periodo, orientata alla creazione di valore per l’azionista, al primato della quantità sulla qualità e degli obiettivi economici sulla soddisfazione del cliente. Quel che è poi avvenuto ha reso necessaria una riflessione attenta sul modo di essere e di fare banca e sulla necessità di proporre un’alternativa possibile, vale a dire una banca eticamente e socialmente responsabile. Dare un’impostazione coraggiosa alla nostra piattaforma ha significato dunque inserire nella nostra politica contrattuale obiettivi concreti, mutuati da una visione del capitalismo finanziario propria della CISL e della FIBA. Con queste premesse si è arrivati alla firma del Contratto nazionale che è stato giudicato in maniera positiva dalla stragrande maggioranza dei lavoratori: a Brescia l’acordo è stato approvato dall’83% dei lavoratori intervenuti alle assemblee sindacali”.

Altro versante di impegno per la FIBA CISL è quello del settore assicurativo dove le Compagnie italiane hanno scelto la strada delle concentrazioni come strada per mantenere la propria competitività. Per la responsabile sindacale questa è “una strada che privilegia la riduzione dei costi di fronte alla necessità di adeguare la qualità dei servizi offerti alla clientela, ed opera principalmente sulla riduzione degli organici e sulle politiche di accentramento dei servizi assicurativi. Uno degli effetti principali di tale politica è stato pagato dalla rete esterna dei lavoratori direzionali, in particolar modo da quella di liquidazione, l’autentica cartina di tornasole sulla qualità e sull’efficacia di un servizio assicurativo. Su questo versante le compagnie di assicurazione  devono ritrovare il coraggio di effettuare una scelta radicale, che è quella di rinunciare alla strategia della riduzione dei costi e delle esternalizzazioni (i cui vantaggi risultano spesso illusori e di breve durata) per investire con determinazione, invece, nella rete tradizionale del servizio liquidativo, vale a dire su quei lavoratori dipendenti, siano essi impiegati amministrativi che liquidatori, che sono sempre in grado di offrire visibilità alla clientela sulla qualità dei servizi”.

Chiudendo la relazione congressuale Maria Rosa Loda ha lanciato un appello per una maggiore e più incisiva presenza delle donne nel sindacato e avuto parole di gratitudine verso tutti coloro che nel settore, ai più diversi livelli, svolgono attività di promozione sindacale attraverso “tutti quei piccoli atti quotidiani che ci permettono alla fine di rendere un grande servizio ai lavoratori, nella tutela dei diritti e nell’acquisizione e nel miglioramento delle norme che regolano la vita sia all’interno del mondo del lavoro che  nella realtà in cui viviamo da cittadini. È un compito che tutti quanti svolgiamo spesso come opera di volontariato senza badare ad orari e compensi, secondo le nostre capacità ed i nostri incarichi. Anche questo è un contributo per costruire una società più giusta.È così – ha concluso Maria Rosa Loda – è anche così che un sindacato cresce, si rafforza, affronta le battaglie che a partire dal quotidiano sfociano nel contesto nazionale dando valore ai cambiamenti”.