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Europa e radici cristiane: risorsa di futuro
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Europa e radici cristiane: risorsa di futuro

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Pubblicato il 19 Gennaio 2005

Il successo che ha contrassegnato il 62° corso dell’Università per Anziani “Conoscere per migliorare” è il segno della validità di una iniziativa ormai profondamente radicata nella realtà bresciana. Promosso dall’ANTEA e dalla Federazione Pensionati CISL di Brescia con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, il corso era dedicato quest’anno alle Radici cristiane dell’Europa.

Il Presidente dell’ANTEA Mario Clerici ha richiamato il vasto dibattito e le non poche polemiche dei mesi scorsi, quando è stata redatta quella che dovrebbe diventare la carta costituzionale di un’Europa politicamente integrata. Trascorsi i momenti in cui più acceso si è fatto il confronto tra chi ne richiedeva la menzione perché non andasse cancellata la stessa identità storica e culturale del continente e chi invece vi vedeva il pericolo per la laicità dell’ambito politico, si avvertiva la necessità di una più pacata riflessione, nella consapevolezza che, al di là delle formule giuridiche, solo una memoria consapevole e condivisa può mantenere vive identità e tradizioni e dare vitalità ad un patrimonio culturale di cui altrimenti si corre il rischio di conservare presenze e tracce vistose (si pensi solo ai monumenti e ai beni storico-artistici di matrice religiosa che innervano il paesaggio europeo),  senza però riuscire più a coglierne il significato”.

In quattro incontri, con il dott. Agostino Mantovani che ha parlato de “La Piramide Europea”; con il prof. Marco Rizzi che è intervenuto sulla “Tradizione classica e tradizione cristiana all’origine dell’Europa”; con il prof. Angelo Maffeis che ha trattato il tema “La chiesa e l’Europa”; e con il prof. Luciano Eusebi che ha proposto alcune “Riflessioni giuridiche sulle radici cristiane dell’Europa”; sono state affrontare da diverse angolazioni le modalità con cui il cristianesimo ha contribuito in modo decisivo all’emergere dell’idea e della coscienza stessa di quel complesso fenomeno geografico, storico e culturale che chiamiamo “Europa”, nella convinzione che anche le radici più profonde restano vive e vitali solo se ve ne è consapevolezza in quanti sono chiamati ad esserne cittadini e protagonisti.

La direzione scientifica del corso è stata assunta dal prof. Giacomo Canobbio della Cattolica di Brescia.