“Info Burundi”. Un progetto che continua

Continua l’iniziativa del sito della Cisl bresciana per dare spazio e voce ai problemi africani. Un piccolo progetto per fare informazione e cultura nato nel solco della grande sfida lanciata da Savino Pezzotta, Segretario nazionale della Cisl, per una attenzione nuova alle grandi questioni della giustizia, della povertà e dello sviluppo dell’Africa.

Attraverso l’esperienza che da qualche anno sta vivendo in Burundi Flavia Bolis, una giornalista bresciana trasferitasi nel cuore dell’Africa con il marito, medico farmacista, per avviare un piccolo laboratorio di produzione di medicinali, il nostro sito pubblica di mese in mese una corrispondenza che aiuta a riflettere e a capire di più la complessità, l’urgenza e la drammaticità dei problemi di un Continente che troppo a lungo è stato dimenticato al suo destino.

Per leggere le corrispondenze che Flavia Bolis realizza per questo progetto della Cisl bresciana basta fare clic sul banner “Ascoltiamo l’Africa”.

Dicembre 2005 – VINCERE LA SFIDUCIA SEMPRE IN AGGUATO

Gli auguri della Cisl per il Natale e il nuovo anno

Don Lorenzo Milani, la sua esperienza e la sua straordinaria testimonianza di prete e di educatore sono al centro di un ciclo di incontri che anche la Cisl bresciana ha concorso a programmare.

Scavare le parole alla ricerca del loro significato più vero era uno degli esercizi quotidiani della scuola del Priore di Barbiana.

E così vogliamo fare anche noi oggi con gli auguri che ci scambiamo, scoprendo, aiutati dalla esigente radicalità di don Milani, che solo dentro un desiderio autentico di fraternità c’è spazio per un sincero “Buon Natale”.

Auguri vivissimi.

Stampa il biglietto di auguri.

Pezzotta al Consiglio generale della Cisl bresciana

È convocato per il 13 dicembre il Consiglio Generale della Cisl bresciana. Una riunione importante per discutere a tutto campo sul sindacato in rapporto alle sfide sociali, alle relazioni industriali e alla politica.

La situazione economica è ancora estremamente difficile. Il lavoro è a rischio e i livelli occupazionali ne risentono in maniera evidente. La crisi mette in difficoltà i bilanci delle famiglie. Le risposte istituzionali in tema di politiche per lo sviluppo tardano a venire. E intanto Brescia prepara gli “Stati generali dell’economia”, ma il movimento sindacale ne è stato escluso.

In questo scenario la Cisl bresciana vuole rilanciare con forza la sua iniziativa, a partire proprio dalla convocazione del suo massimo organismo decisionale, chiamato a confrontarsi su “La questione sindacale – La Cisl dentro la contraddizione italiana”.

Dopo l’introduzione di Renato Zaltieri, Segretario generale della Ust Cisl di Brescia, la relazione d’apertura del dibattito sarà proposta da Gian Primo Cella, docente di sociologia economica nella Università di Milano.

Ai lavori del Consiglio, che avranno inizio alle ore 9 nell’Auditorium della sede Cisl in via Altipiano d’Asiago a Brescia, sarà presente Savino Pezzotta, Segretario Generale della Cisl,che interverrà a conclusione della mattinata.

Per il concorso del Civile

In vista del concorso indetto dagli Spedali Civili di Brescia per “Ausiliario Specializzato addetto ai Servizi Assistenziali”, la FPS CISL, il Sindacato dei lavoratori pubblici e dei servizi, organizza un corso di preparazione per i lavoratori che hanno presentato domanda per la prova concorsuale.

Gli interessati possono scegliere tra due opportunità: dal 3 al 5 gennaio 2006 oppure dal 9 al 12 gennaio 2006.

Il corso si svolgerà nella sede della CISL in via Altipiano d’Asiago, 3 a Brescia e sarà realizzato in collaborazione con il personale docente dello IAL CISL.

Per informazioni è possibile telefonare al numero 0303844650.

Parole straniere. Un concorso in memoria di ciso gazzoli

La Cisl e l’Anolf di Brescia indicono un concorso per raccontare, attraverso la voce dei protagonisti, storie di integrazione, accoglienza e nuova cittadinanza.

L’invito a partecipare è rivolto ai cittadini stranieri residenti nel bresciano che possano far pervenire o consegnare il loro elaborato(sotto forma di poesia o racconto breve) a questo indirizzo: ANOLF – via Altipiano d’Asiago, 3 – 25128 Brescia.

È un’iniziativa attraverso la quale la Cisl e l’Anolf vogliono ricordare la testimonianza di generosa disponibilità di Ciso Gazzoli, per tanti anni direttore dell’Anolf, morto improvvisamente nel giugno 2005.

Il regolamento del concorso è scaricabile dal sito www.brescia.cisl.it oppure può essere ritirato negli uffici Anolf e Cisl di Brescia.

La premiazione del Concorso avverrà giovedì 1 giugno 2006, alle ore21, nella sede della Cisl di Brescia in via Altipiano d’Asiago, 3.

Documenti utili:

    L’esigente radicalita’ di don milani

    Si è svolto nella sede della Cisl di Brescia il secondo appuntamento del ciclo di incontri promosso dalla Sindacato, Acli, Diocesi e Università Cattolica su “Don Lorenzo Milani – attualità di una scelta profetica e di classe”. Molteplici gli argomenti che verranno approfonditi nel corso dell’iniziativa che ha in calendario due incontri anche nel 2006.

    Nell’Auditorium Cisl di via Altipiano d’Asiago si è discusso del tema: “Il prete di Barbiana e le lotte dei lavoratori – Don Milani tra fiducia e speranza nel sindacato”. A parlarne è stato Paolo Landi, uno dei ragazzi che frequentarono la scuola aperta a tutti i giovani senza discriminazioni politiche o partitiche voluta dal sacerdote fiorentino.

    Ad introdurre la serata è stato Renato Zaltieri, Segretario generale della Cisl di Brescia con un intervento che è possibile leggere e scaricare nel link sottostante.

    Leggi il testo dell’intervento del Segretario generale della Cisl Renato Zaltieri e il programma completo dell’iniziativa.

    Contro la finanziaria una piazza piena di gente

    Nonostante il freddo e la neve, questa mattina Piazza della Loggia era strapiena di lavoratori, giovani e pensionati per la manifestazione collegata allo sciopero generale di 4 ore contro la Legge Finanziaria. Il relatore officiale è stato nella nostra città, Mario Comollo, Segretario nazionale della UIL preceduto da diversi altri interventi tra i quali anche quelli di Mario Clerici, Segretario generale dei Pensionati Cisl di Brescia ed Enzo Torri, componente della Segreteria dell’UST CISL di Brescia. Come in tutte le città in cui si è svolta la manifestazione sindacale anche a Brescia è riecheggiata la profonda insoddisfazione del mondo del lavoro per una Legge Finanziaria che non aggredisce la crisi economica che attanaglia il nostro Paese, che non ha interventi a favore delle famiglie monoreddito e che tagliando i contributi agli Enti Locali metterà in ginocchio i Comuni per quanto riguarda i servizi ai cittadini.

    “Siamo in piazza contro una finanziaria dannosa per lavoratori e pensionati e dannosa per lo sviluppo del paese. Ma non siamo in piazza solo contro, ma anche perché, secondo noi, questa finanziaria deve rispondere a tre priorità, che sono: industria e sviluppo, tutela dei redditi e mezzogiorno”. Così Savino Pezzotta ha aperto a Milano, a Piazza Duomo il comizio a conclusione della protesta di oggi che lo stesso segretario ha tenuto a definire non come “una ritualità” ma come “uno sciopero indispensabile” proclamato con un anticipo “mai visto nella storia del sindacato, a sostegno di una piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, nella quale indicavamo quelle che per noi erano le priorità che realisticamente, compatibilmente con i conti pubblici, si potevano affrontare in questa finanziaria, chiedendo un confronto. Dopo due mesi constatiamo l’assoluta, totale, arrogante indifferenza di un governo che ha scelto di ignorarci. Che ha scelto di approvare la finanziaria con il voto di fiducia, senza discuterla con nessuno”.

    Ed ancora, riferendosi alla recente riforma de TFR approvata dal Consiglio dei Ministri ”Mi sembra che far partire subito la riforma avrebbe voluto dire rispondere alle esigenze dei lavoratori. Così, invece, mi sembra che si sia voluto ascoltare di più altre sirene. In questo modo i lavoratori perdono una opportunità che veniva data loro dopo tanti anni e che era stata promessa. Abbiamo discusso per sei mesi su questa riforma – ha proseguito – alla fine si era trovato un punto di incontro e ora si rinvia tutto al 2008. Chi voleva farsi una pensione integrativa con lo smobilizzo del Tfr – ha aggiunto ancora Pezzotta – non lo può fare e parliamo di persone che se non ci sarà una pensione integrativa hanno già un trattamento previdenziale al 40-50%”.

    Lo sciopero generale in lombardia

    Bergamo Ore 9,30 corteo dal Piazzale della Stazione a P.zza Matteotti Enrico Panini
    Seg. Generale Flc Cgil
    Brescia Ore 9,30 corteo da P.zza Garibaldi a P.zza Loggia Mario Comollo
    Seg. Nazionale Uil
    Brianza Ore 9,30 corteo da Piazzetta Filicaia a P.zza Arengario (Monza) Domenico Pesenti
    Seg. Gen. Naz. Filca Cisl
    Como Ore 9,30 corteo da Via Milano a P.zza Duomo Susanna Camusso
    Seg. Gen. Cgil Lombardia
    Cremona Ore 9,30 P.zza del Duomo Massimiliano Dolci
    Seg. Gen. Cgil Cremona
    Crema Ore 9,30 Piazza del Duomo Mario Daina
    Seg. Gen. Cisl Cremona
    Casalmaggiore Ore 9,30 P.zza Garibaldi Mino Grossi
    Seg. Gen. Uil Cremona
    Lecco Ore 9,30 corteo da P.le della stazione FS a P.zza Garibaldi Claudio Negro
    Seg. Reg. Uil Lombardia
    Legnano – Magenta Ore 9,30 corteo da P.zza Monumento a P.zza San Magno (Legnano) Osvaldo Domaneschi
    Seg. Reg. Cisl Lombardia
    Lodi
    (Casalpusterlengo)
    Ore 9,30 corteo dalla Lever a P.zza del Popolo (Casalpusterlengo) V. Fulghesu
    Seg. Reg. Uil Lombardia
    Mantova Ore 9,30 corteo da P.le Mondadori (APAM) a P.zza delle Erbe Franco Giorgi
    Seg. Reg. Cisl Lombardia
    Milano Ore 9,30 corteo da Porta Venezia a P.zza Duomo Savino Pezzotta
    Seg. Gen. Nazionale Cisl
    Pavia
    (Vigevano)
    Ore 9,30 Corteo da P.zza Calzolaio D’Italia a P.zza Ducale (Vigevano) Carlo Borio
    Seg. Gen. Cisl Lombardia
    Sondrio Ore 15,00 presidio in Via XXV Aprile Mauro Romeri
    Seg. Gen. Cgil Sondrio
    Daniele Tavasci
    Seg. Gen. Cisl Sondrio
    Ezio Ferrari
    Seg. Gen. Uil Sondrio
    Vallecamonica Ore 9,30 corteo da P.le Autostazione a P.zza Municipio – Boario Roberto Benaglia
    Seg. Gen. Fim Cisl Lombardia
    Varese Ore 9,30 corteo da P.zza Repubblica a P.zza Monte Grappa Lucio Saltini
    Seg. Naz. Spi Cgil

    Pezzotta: la nostra protesta non si ferma

    È stato il Governo che ha voluto lo sciopero del 25 novembre, perché ha avuto tempo e opportunità per evitarlo e non lo ha fatto. Il Governo sappia che la mobilitazione del mondo del lavoro non finisce il 25 novembre ma prosegue e proseguirà finché ci saranno contratti da rinnovare, finanziarie da far convergere sulla rotta dell’equilibrio sociale e di nuove prospettive per tanti, assenza di confronto. Savino Pezzotta, che oggi ha illustrato insieme a Epifani ed Angeletti le modalità organizzative della mobilitazione, manda un messaggio dai toni pacati ma dai significati durissimi. Come a dire: alle nostre obiezioni di merito la sola risposta è stata l’indifferenza, ma il Governo non potrà dimenticarsi le richieste sindacali dopo le quattro ore di sciopero, che comunque si prevedono ricche di partecipazione nelle principali piazze italiane.

    Le motivazioni che portano Cisl Cgil Uil e altre sigle del mondo sociale e sindacale alla mobilitazione sono note: la Finanziaria chiede sacrifici e opera tagli senza mettere in piedi, in cambio, politiche di intervento sociale e di rilancio industriale. A livello sia nazionale che regionale restano non affrontati i problemi del settore tessile, metalmeccanico, chimico, dei trasporti. Sul Pubblico impiego e dintorni, passando anche per i Postali e per il trasporto pubblico locale, si abbattono le conseguenze dei tagli agli Enti locali. Nessuna risposta a richieste non certo dell’ultima ora, come il Fondo per i non autosufficienti.

    Ma è soprattutto l’atteggiamento del Governo che desta preoccupazione da parte del segretario generale della Cisl. Messi praticamente di fronte al fatto compuito con la presentazione lampo di un testo che non hanno avuto nemmeno il tempo di leggere, i sindacati non hanno mai avuto una vera opportunità di discutere la Finanziaria e magari avanzare qualche buona idea. Allora Cisl Cgil e Uil hanno provato a bussare più forte. “Due mesi fa – sottolinea Pezzotta – programmammo lo sciopero generale per aprire un confronto con il Governo sulle nostre proposte ma non c’è stata nessuna risposta”. Il Governo anzi, evidenzia il sindacalista, persevera nel fai da te. “Ci aveva anche escluso manovre correttive: ne ha fatte due e lo stesso maxiemendamento si configura come una terza”.  Tirando le somme, “ci troviamo con una manovra di Bilancio approvata in Senato senza che nessuna delle richieste dei sindacati sia stata accolta. Lo sciopero vale innanzitutto verso il Governo, ma è anche diretto a tutte le forze politiche, nell’ottica delle prossime elezioni, come illustrazione delle richieste dei sindacati”. Un modo elegante non solo per lanciare un avvertimento e chiarire che le necessità di lavoratori, pensionati e fasce deboli sono necessità con un Governo o con l’altro, ma per rispondere, senza dar loro troppa enfasi, a chi insiste nel sostenere che lo sciopero è politico.

    “Non ci fermeremo allo sciopero generale”, ha avvertito Pezzotta, ricordando la protesta del 2 dicembre dei metalmeccanici a sostegno del rinnovo contrattuale e l’iniziativa a Reggio Calabria decisa assieme alle regioni meridionali. Lo sciopero del 25 – per Pezzotta – indica anche alle forze politiche gli obiettivi immediati che il sindacato vuole siano risolti. La mobilitazione sta crescendo è questo un segnale vero che il movimento sindacale mette in campo nel pieno rispetto della sua autonomia”.

    Unita’ di intenti per uscire dalla crisi

    Nel dibattito sulla crisi economica a Brescia aperto da qualche settimana dal “Giornale di Brescia”, dibattito che accompagna la preparazione degli Stati Generali dell’economia previsti per il prossimo dicembre, è stato chiesto un contributo anche al Segretario generale della Cisl di Brescia Renato Zaltieri.

    “Una storia straordinaria di impresa e di lavoro come quella bresciana – ha scritto Zaltieri – non può lasciare avanzare l’idea che il capitalismo azionario soppianti il capitalismo produttivo. Occorre che Brescia riesca a decidere il ruolo e il senso del lavoro nel presente e nel futuro della nostra città e della nostra provincia”.

    Qui di seguito il testo dell’intervento del Segretario generale della Cisl bresciana.

    CONDIVIDERE UN PERCORSO
    PRIMO PASSO PER USCIRE DALLA CRISI

    La crisi non si risolve sbattendo i pugni sul tavolo per richiamare tutti all’ottimismo. Sono trovate buone per un titolo di giornale, non per dare risposte alla gente che fatica ad arrivare a fine mense e che si domanda se l’azienda in cui lavora ce la farà ad andare avanti. Nel raffronto tra ottobre 2004 e ottobre 2005 la cassa integrazione erogata a Brescia è aumentata del 374%. E si tratta di “cassa integrazione straordinaria”, quella delle situazioni più gravi che riguardano la chiusura o le ristrutturazioni aziendali. A me piacerebbe tanto parlare d’altro. Ma non si può. E a quegli osservatori che dicono che il sindacato insiste sulla crisi senza avere, in fondo, poco o niente da dire, rispondo che la loro è un’ignoranza colpevole, qualcosa di più grave di una distrazione. Non posso e non voglio riprendere qui il contenuto delle proposte sindacali sulla difficile situazione che anche Brescia sta attraversando. Ricordo a tutti che c’è, che è stato presentato pubblicamente, che è in distribuzione in tutte le sedi sindacali, che è stato spedito a tutti coloro che hanno una qualche responsabilità o qualche titolo di rappresentanza sociale, politica, economica o istituzionale. Mi limito a richiamare l’attenzione su un aspetto soltanto che non può essere estraneo al dibattito aperto su queste pagine e al dibattito che dovrebbe alimentare anche in altre sedi questa grande attesa per gli Stati generali. È il problema del ruolo e del senso del lavoro nel presente e nel futuro della nostra città e della nostra provincia. Una storia straordinaria di impresa e di lavoro come quella bresciana non può lasciare avanzare l’idea che il capitalismo azionario, con il corollario di quella arrogante superiorità che vorrebbe imporre, soppianti il capitalismo produttivo. Questo è il rischio che sta sotto, dietro e dentro la crisi. Ma se questo problema resta sullo sfondo, la risposta, qualunque risposta avrà respiro corto. Tutte le questioni emerse fin qui nel dibattito sono importanti, ma io credo che bisognerebbe iscriverle dentro un disegno progettuale per lo sviluppo. Il presente va gestito, e ognuno deve fare fino in fondo la sua parte. Ma sul futuro a breve, medio e lungo periodo, togliamoci ogni illusione: non saranno i timidissimi segnali di ripresa o l’indebolimento dell’Euro a risolvere i nostri problemi. Quali sono le scelte di fondo per Brescia 2010, 2020, 2030? Mi rendo conto che è una sfida impegnativa, ma lo sarebbe molto meno se fosse un percorso condiviso. Oggi, più di ieri – ha detto nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica affrontando il tema della crisi – serve unità, serve volontà collettiva, serve collaborazione, concertazione tra imprenditori, lavoratori e istituzioni. Sono convinto che lo snodo vero è questo; è da qui che può venire davvero il rilancio economico e industriale della nostra realtà provinciale e del nostro paese. Sarei felice di essere smentito, ma io non credo che gli Stati generali vadano in questa direzione. Anche questo però può diventare il punto di partenza per una stagione nuova del dialogo sociale a Brescia. Credo sia un dovere per tutti, per il sindacato, per gli attori del sistema economico, per la politica.

    Renato Zaltieri

    Il contributo è stato pubblicato nell’edizione del Giornale di Brescia di domenica 13 novembre 2005.

    Don Milani e le lotte dei lavoratori

    Secondo appuntamento, martedì 15 novembre, del ciclo di incontri promosso dalla Cisl, Acli, Diocesi e Università Cattolica su “Don Lorenzo Milani – attualità di una scelta profetica e di classe”. Aperta sabato 5 novembre con un convegno dedicato all’insegnamento di don Milani sulla pace e la non violenza, la proposta di incontri che vuole indagare l’attualità di un prete scomodo come certamente fu il parroco di Barbiana prosegue martedì, alle ore 18 nell’Auditorium Cisl in via Altipiano d’Asiago, 3 a Brescia. Relatore della serata, intitolata “Il prete di Barbiana e le lotte dei lavoratori – Don Milani tra fiducia e speranza nel sindacato”, sarà Paolo Landi, uno dei ragazzi che frequentarono la scuola aperta a tutti i giovani senza discriminazioni politiche o partitiche voluta dal sacerdote fiorentino.

    L’incontro, aperto a tutti, sarà introdotto da Renato Zaltieri, Segretario generale della Cisl di Brescia.

    Leggi il programma completo dell’iniziativa.

    In regione la protesta dei lavoratori avicoli

    È pienamente riuscito lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di settori agricoli, forestali e dell’avicolo. Il presidio organizzato davanti al Palazzo della Regione Lombardia ha visto la presenza di molte delegazioni provinciali ed è stato fortemente significativo e rappresentativo del lavoro nei diversi settori interessati dallo sciopero ed ha registrato la presenza anche di RSU di industrie alimentari lombarde venute a condividere e sostenere le motivazioni alla base dell’iniziativa.

    Una delegazione sindacale, su richiesta di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Regionali, è stata ricevuta da un delegato del Presidente Roberto Formigoni e dalla Vice Presidente Viviana Beccalossi.

    Nell’incontro la delegazione sindacale ha ribadito la propria contrarietà – sia per il modo che per il contenuto – alla proposta di Riforma Previdenziale Agricola, preannunciata dal Ministro Alemanno che sarebbe contenuta in un maxi emendamento alla Finanziaria 2006.

    E soprattutto alla rivisitazione “al ribasso” dei trattamenti di disoccupazione agricola che se adottata, insieme al ridimensionamento sostanziale introdotto dall’art. 147 della precedente Finanziaria e poi sospeso, ma di prossima efficacia, colpirebbe gravemente il reddito di lavoratori agricoli già penalizzati per via della “stagionalità” del loro lavoro e dei loro contratti.

    La delegazione istituzionale ha chiarito di non saper assolutamente nulla dei contenuti della Riforma della Previdenza agricola non essendo intervenuto, allo stato delle cose, alcun confronto cn le Regioni.

    Quanto all’avicolo ha confermato di ritenersi impegnata nell’occasione dell’incontro di domani a Verona con il Ministro Maroni, a sostenere le richieste di ammortizzatori per tutti gli organici  che potrebbero essere coinvolti nella crisi produttiva e per evitare pesanti ricadute sull’occupazione.

    Insieme ai provvedimenti a sostegno – selezionato e mirato – di imprenditori delle realtà avicole coinvolte, vanno adottati provvedimenti a sostegno del lavoro. Pena la perdita d intelligenza e professionalità essenziali a produzioni di qualità e sicure per l’alimentazione.

    L’occasione è stata utile per ribadire la necessità di risorse per i lavori forestali, una programmazione di lungo periodo e lo sviluppo dei livello occupazionali che negli ultimi anni hanno subito una lenta erosione sia nel numero che nelle giornate di lavoro.

    Questo confronto troverà un ulteriore approfondimento nell’incontro già fissato per la giornata domani presso la Direzione Agricoltura e Foreste della Regione Lombardia.

    Nel confronto, spazio ha trovato la richiesta di un intervento della Regione Lombardia a sostegno  della definizione positiva della contrattazione integrativa degli allevatori aperta da troppo tempo.

    L’incontro si è concluso alle 12 e nei prossimi giorni concretamente se ne potranno misurare gli effetti.

    Alla Regione Lombardia si è ricordato che qualsiasi politica che non si confronti e non ricerchi la condivisione con il mondo del lavoro ed i suoi rappresentanti rischia di mancare gli obiettivi che si pone e come, al contrario, in un momento in cui l’agricoltura si interroga su come svilupparsi e superare ritardi ed arretratezze, oltre che emergenze, sia importante misurarsi con il punto di vista del lavoro.