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Devolution: una riforma pericolosa
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Devolution: una riforma pericolosa

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Pubblicato il 7 Ottobre 2004

Il presidente della Camera ”condivide le preoccupazioni dei sindacati” sulla riforma del federalismo. Lo hanno sottolineato i Segretari di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, al termine dell’incontro con Pier Ferdinando Casini, a Montecitorio. Dopo la lettera inviata nei giorni scorsi ai Presidenti di Camera e Senato per poter “esporre le proprie posizioni sugli aspetti maggiormente rilevanti e critici” della riforma, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti hanno ribadito al Presidente della Camera tutta la loro contrarietà nei confronti di una riforma “che – sottolineano –  rischia di compromettere cose importanti per questo Paese”. In particolare, si fa riferimento alla parte del provvedimento che regionalizzerà i sistemi sanitari, scolastici e di assistenza sociale.

”Va detto con chiarezza che una modifica della Costituzione fatta a maggioranza non troverebbe il nostro consenso” ha detto il Segretario Generale della Cisl, Savino Pezzotta ricordando che: “La riforma costituzionale introduce effetti contraddittori in una fase in cui il Paese già sta perdendo elementi di coesione sia sociale che territoriale” “Oggi . ha osservato il Segretario Generale della Cisl – abbiamo bisogno di forti autonomie piuttosto che di forme di devolution che non si sa dove portano”. “Fare 21 sanità, 21 mercati del lavoro, e 21 polizie regionali ci sembra che sia un disegno di riforma costituzionale tirato per i capelli”.

“Abbiamo espresso anche dubbi sulla parte relativa al rafforzamento del premier, – ha detto Pezzotta ai giornalisti, parlando dell’incontro con Casini –  perché indebolisce il Parlamento e il rapporto con le parti sociali, inoltre, abbiamo rilevato il grande assente nella riforma, ovvero il ruolo dei corpi intermedi”. ”Abbiamo anche detto con molta chiarezza – ha spiegato il Segretario Generale della Cisl – di prestare molta attenzione alla netta separazione tra la legislazione concorrente ed esclusiva. Ci sono materie dove la concorrenzialità dello Stato, rispetto alla legislazione regionale, è indispensabile. Penso alla scuola, alla sanità e al mercato del lavoro. La frammentazione eccessiva porta ad avere qualche contraddizione sull’unitarietà’ delle relazioni sindacali”.