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A destinazione le firme per il Burundi
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A destinazione le firme per il Burundi

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Pubblicato il 15 Giugno 2004

È stata Marina Ponti, Vice Direttrice della “Campagna Obiettivi di Sviluppo” delle Nazioni Unite, a ricevere per conto del Segretario Generale dell’ONU, le 70.588 firme raccolte a Brescia, Como, Piacenza e Canton Ticino in calce a una petizione per un intervento dell’ONU in Burundi. La consegna è avvenuta questa mattina a Roma, nella sede della Cisl Nazionale, presente il Segretario Generale Savino Pezzotta, i Rappresentanti dei gruppi promotori della raccolta di firme, e il Segretario Generale della Cisl di Brescia, Renato Zaltieri, che ha affiancato l’iniziativa del gruppo bresciano dando continuità locale alla grande mobilitazione per l’Africa lanciata dalla Cisl a livello nazionale.

A promuovere la raccolta delle firme per chiedere un intervento delle Nazioni Unite in Burundi è stato inizialmente il Centro Giovanile Kamenge sorto per una iniziativa di un missionario saveriano nel quartiere della capitale burundese Bujumbura, quartiere “simbolo” dei massacri tra Hutu e Tutsi del 1994; un Centro dove migliaia di giovani, di ogni etnia e religione, si ritrovano insieme a studiare e lavorare con la speranza di contribuire a costruire un futuro senza guerra per il loro Paese.

Renzo Petraglio, insegnante ticinese che da tredici anni trascorre l’estate al Centro Kamenge per corsi di formazione ai giovani burundesi, ha spiegato che un Paese liberato dalla guerra di bande e mafia che lo insanguina potrebbe essere davvero “una nazione dove è bello vivere, aprirsi alla vita, e cogliere le occasioni di sviluppo che questa terra offre con straordinaria larghezza”.

Lino Ronda del Gruppo Kamenge di Piacenza ha dato conto delle molteplici modalità con cui l’appello all’ONU è stato proposto e sottoscritto: “La risposta più bella ed entusiasmante è venuta dai giovani che si sono fatti essi stessi promotori della diffusione dei contenuti dell’appello, un modo tangibile per dire una concreta volontà di pace”.

Del coinvolgimento della Cisl bresciana ha brevemente parlato Renato Zaltieri sottolineando il raccordo tra l’iniziativa a carattere locale e l’impegno che la Cisl nazionale ha assunto per mettere al centro dell’attenzione di tutti la realtà del continente africano.

Dal canto suo Marina Ponti, Vice Direttrice della “Campagna Obiettivi di Sviluppo” delle Nazioni Unite, ha ringraziato i promotori dell’iniziativa ricordando che è proprio da questo tipo di sensibilizzazione che è possibile incidere sugli atteggiamenti e sulla cultura delle persone: “Ciò è tanto più necessario e importante in Italia visto che proprio l’Italia negli ultimi anni è andata via via riducendo il suo impegno alla cooperazione internazionale. Oggi l’Italia con il suo 0,16% del Prodotto Interno Lordo è al penultimo posto tra i Paesi che destinano risorse alla cooperazione”.

Savino Pezzotta, Segretario Generale della Cisl, ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa messa in atto dai Gruppi Kamenge ed ha sottolineato che essa è uno dei modi per far seguire i fatti alle manifestazioni. “È facile infatti scendere in piazza quando ci sono interessi politici in campo, più difficile quando di mezzo ci sono i poveri. Noi lo facciamo consapevoli della inattualità di una simile battaglia ideale, sapendo però che è inattuale solo se guardata con gli occhi di una società confusa ed egoista come quella in cui viviamo”. Le oltre 70.000 firme consegnate al Rappresentante dell’ONU in Italia testimoniano però che c’è un popolo che vuole guardare ai problemi del mondo, in particolare a quelli del Burundi, con occhi nuovi e una rinnovata speranza.

Per quanto riguarda la nostra città è utile ricordare che in sole due settimane il Gruppo Kamenge di Brescia, rappresentato questa mattina a Roma da Vito Ronchi, assieme alla Cisl, ha raccolto 7.306 firme, suscitando ovunque un interessamento alla realtà burundese che è andato ben oltre la semplice sottoscrizione della petizione.