Berlusconi e i postini bresciani
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Berlusconi e i postini bresciani

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Pubblicato il 7 Giugno 2004

Priorità alla corrispondenza elettorale. Meglio se quella di una parte. Negli uffici postali bresciani arrivano in questi giorni strane telefonate. Inviti, che tanto assomigliano ad ordini, a dare precedenza alla consegna della posta elettorale del Presidente del Consiglio. Durante la sua breve visita a Brescia per l’assemblea degli industriali, Berlusconi ha trovato modo e tempo per una dichiarazione al vetriolo contro i postini che “stanno dall’altra parte”. La Dirigenza locale di Poste S.p.A. ha preso molto sul serio la sortita del Presidente del Consiglio, tanto da mettere in moto un tam tam telefonico in cui la parola d’ordine pare essere una sola: Precedenza al Cavaliere!. Nel denunciare questa incredibile situazione, Cgil, Cisl e Uil Poste sottolineano che il Presidente del Consiglio farebbe meglio ad interessarsi delle difficoltà in cui si trovano ad operare i portalettere di Brescia, della cronica carenza di personale, e non della appartenenza politica dei postini a questo o a quel partito. “La realtà è che Poste S.p.A., con l’obiettivo di accrescere i ricavi, sta immettendo nel circuito tantissima corrispondenza elettorale – spiegano Punzi (CISL) – Sinico (CGIL) – Gonzini (Uil) – pur sapendo le difficoltà operative derivanti dal fatto che in provincia di Brescia mancano 80 portalettere. Il silenzio Aziendale sulle affermazioni del presidente Berlusconi è molto preoccupante, ma anche indicativo della ricerca di coperture politiche da parte della dirigenza di Poste S.p.A.”

“In ogni caso – concludono i sindacalisti – stante la situazione di organico, è evidente che la priorità che verrà data alla corrispondenza elettorale del premier avrà ripercussioni sulla consegna non solo della posta elettorale priva di così autorevoli raccomandazioni, ma anche sulla corrispondenza ordinaria”.