I lavoratori stranieri e il diritto alle detrazioni

La Cisl della Lombardia ha chiesto alle imprese della Regione di garantire ai lavoratori stranieri la detrazione per i figli a carico, anche se privi dell’apposita documentazione, che potrà essere provvisoriamente sostituita da un’autocertificazione. Questo per sopperire alle lungaggini burocratiche che impediscono agli extracomunitari di ricevere per tempo la documentazione dai paesi d’origine. La legge prevede, infatti, l’obbligo per il lavoratore dipendente proveniente da Paese extra Ue, che intende beneficiare del diritto di “deduzione” per i figli a carico che vivono nei luoghi natii, di presentare “documentazione validamente formata nel Paese d’origine, ai sensi della legge ivi vigente, tradotta in italiano ed asseverata come conforme all’originale dal consolato italiano nel Paese d’origine”. Molti lavoratori, però, non sono riusciti a produrre, nel mese di tempo loro concesso dalla norma, la documentazione richiesta, con la conseguenza che già nel 2003 non poche aziende lombarde, in quanto sostituti d’imposta, hanno provveduto a conguagliare nella busta paga di dicembre dei lavoratori le detrazioni già effettuate durante l’anno, con il risultato di ridurre drasticamente la retribuzione. Questo è avvenuto non certo per disinteresse o cattiva volontà delle persone. Infatti, per i consolati italiani la predisposizione di tale documentazione richiede, di media, più di un anno di tempo. “La norma è stata inserita frettolosamente e malamente nel testo della legge 326/03 – spiega Osvaldo Domaneschi, segretario regionale della Cisl Lombardia -. Essa determina una pesante vessazione nei confronti di tutti gli immigrati la cui famiglia è rimasta in patria. Di fatto si rende difficile e costoso (la documentazione va pagata) il beneficio di un diritto elementare (quello di pagare meno imposte perché si hanno figli da mantenere). La qualcosa è resa ancora più odiosa dal fatto che a pagarne le conseguenze sono figli e famiglie povere o poverissime. Per queste persone le rimesse dei genitori immigrati servono a soddisfare i bisogni primari, se non per sopravvivere, ed ogni euro è importante”. Anche se è difficile sapere con precisione quanti sono gli interessati, le segnalazioni raccolte dall’Anolf nelle diverse sedi Cisl della Lombardia fanno pensare ad alcune decine di migliaia di lavoratori stranieri.

Etichette: , ,