Adeguare le pensioni
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Adeguare le pensioni

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Pubblicato il 29 Marzo 2004

Oltre 250 dirigenti dei Sindacati dei pensionati SPI, FNP e UILP di Brescia hanno partecipato all’assemblea tenutasi giovedì 25 marzo nel salone dell’Istituto Artigianelli in Brescia contro il carovita, per il potere d’acquisto delle pensioni, per la tutela dei non autosufficienti e in preparazione della grande manifestazione che si terrà a Roma il 3 aprile p.v.

Con questa mobilitazione sono state accolte le domande di tutela e di rappresentanza che ci sono state presentate nelle tantissime assemblee dei pensionati fatte negli ultimi mesi e con la manifestazione bresciana del 20 gennaio scorso.

Continuità e coerenza con una precisa fisionomia dei Sindacati dei pensionati anche dentro lo sciopero generale del 26 marzo.

Nella nuova politica dei redditi che i pensionati chiedono al Governo dovrà trovare priorità la restituzione del potere d’acquisto perduto dalle pensioni, l’eliminazione dell’eccessiva spesa sanitaria che grava sulle persone anziane, il superamento della solitudine delle famiglie di fronte alla non autosufficienza.

Gli obiettivi proposti esigono risposte dal Governo in tempi  brevi, perché questi problemi sono drammaticamente aperti nella vita concreta di ogni giorno di quasi tutti i 16 milioni di pensionati italiani e Brescia e la sua provincia non fanno eccezione.

All’assemblea è intervenuto anche il Segretario Nazionale della FNP-CISL, Antonio Uda.

“Giusto un anno fa – ha precisato Uda – svolgevamo un convegno centrato su questi aspetti. E c’era quasi sorpresa e diffidenza, che ponessimo l’accento sul carovita, quando le emergenze sembravano fossero altre. Ma tutte le analisi successive ci hanno dato ragione sulla giustezza delle nostre rivendicazioni e priorità. Tanto giusta era e rimane la nostra denuncia che oggi siamo alla immediata vigilia di una manifestazione che si preannuncia senza precedenti, tanto che non potrà lasciare le cose come stanno, né potrà rimanere inascoltato il grido forte e deciso di tanti pensionati per vedersi riconosciuto il diritto, al pari di tutte le altre categorie, a contrattare, a scadenze fisse, almeno ogni due anni, una revisione delle pensioni, in collegamento con l’evolversi della economia generale del Paese. Della ricchezza prodotta i pensionati non sono i “succhiatori”, ma i costruttori, in quanto esemplarissimi contribuenti e consumatori”.

All’attenta assemblea dei pensionati bresciani, ormai emotivamente mobilitati per la riuscita della manifestazione, Antonio Uda ha, sia pure sinteticamente ma con pari convinzione ricordato anche gli altri capitoli dell’emergenza anziani, a partire dalla inrinviabilità di un fondo nazionale per i non autosufficienti. Un problema, questo, che fa parte del grande capitolo della sanità, di primario interesse per la generalità della popolazione, ma sentito in modo assai più pressante dalla popolazione anziana, come confermato da più parti e, proprio in questi giorni, dal CENSIS.