Il sindacato per il rilancio dell’industria e del sud

Mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil per due “emergenze” da tempo oggetto dell’allarme lanciato dal sindacato: il Mezzogiorno e la crisi industriale. Per il rilancio dell’economia meridionale, oltre 5.000 delegati sindacali si riuniranno a Roma il 20 gennaio per una grande manifestazione. Il 15 febbraio, invece, appuntamento a Milano per la conferenza dei quadri e dei delegati sulla crisi del settore industriale.

Un’ora di lavoro per aiutare il sud est asiatico

CGIL CISL UIL esprimono la loro profonda solidarietà con le popolazioni asiatiche colpite dall’immane catastrofe naturale e lanciano una straordinaria campagna di raccolta fondi, attraverso la destinazione di un’ora di lavoro per iniziative di solidarietà, emergenza e ricostruzione sociale delle aree colpite anche al fine di alleviare le sofferenze di quelle popolazioni.

CGIL CISL UIL chiedono alle Organizzazioni imprenditoriali pubbliche e private ed alle singole imprese di associarsi a tale importante iniziativa di solidarietà, destinando altrettante risorse, attraverso le modalità che nei prossimi giorni potranno essere concordate comunemente.

Bresciani a Roma sull’immigrazione

Il sindacato “vuole una legge che non sia centrata sulla valutazione economicista del ruolo degli immigrati ma che accompagni il loro processo di inclusione, perché soltanto in questo modo si supera anche la clandestinità”. In questo passaggio del discorso di Savino Pezzotta, Segretario Generale della Cisl, c’è la sintesi della manifestazione nazionale degli immigrati svoltasi a Roma lo scorso fine settimana. C’erano anche due pullman di bresciani che hanno sfilato sotto lo striscione dell’ANOLF Cisl di Brescia.

Leggi l’intervento di Pezzotta.

La FIM Cisl sull’IVECO: recuperare razionalità

“Un conflitto devastante che rischia di avere conseguenze per il futuro dello stabilimento bresciano”. Il Consiglio generale della Cisl ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sulla grave situazione che si è determinata alla IVECO con lo sciopero ad oltranza deciso dalla FIOM nell’azienda delle lavorazioni plastiche, sciopero che ha determinato la messa in libertà di più di 2.000 lavoratori.

“Il Consiglio Generale – si legge nel documento – esprime apprezzamento per l’atteggiamento di responsabilità tenuto dalle rappresentanze sindacali della FIM di fabbrica e della FIM territoriale e condanna tutte le violenze da qualsiasi parte provengano. Fa appello alla FIOM e alla CGIL perché venga recuperato un livello di razionalità di questo conflitto che appare senza via di uscita e invita l’azienda a sedersi al tavolo dove chiarire le questioni controverse. Il Consiglio Generale CISL apprezza l’intervento effettuato dal Sindaco di Brescia ed esprime solidarietà ai lavoratori sospesi dal lavoro e sosterrà le iniziative che la FIM riterrà di portare in campo per tutelarli.”

Buon anno dalla Cisl

La Cisl di Brescia augura a tutti giornate piene di serenità e di speranza per un futuro di pace e di fraternità.

Quest’anno tutti gli uffici del Sindacato rimarranno chiusi il pomeriggio del 31 dicembre e il 7 e 8 gennaio.

Enzo Torri nella segreteria della Cisl

Enzo Torri entra da oggi, 17 dicembre 2004, nella Segreteria della Cisl di Brescia. Il Consiglio generale del sindacato lo ha eletto in sostituzione di Aldo Menini che aveva presentato le dimissioni dopo essere stato chiamato alla guida della Cisl di Mantova.

Proponendo l’integrazione della Segreteria, Renato Zaltieri, Segretario generale dell’UST Cisl di Brescia, ha dato conto della consultazione condotta tra le Categorie della Cisl. Un ampio giro d’orizzonte dal quale il nome di Torri ha ricevuto un consenso unanime.

Nato a Brescia 52 anni fa, sposato con un figlio, Torri è stato operaio di una azienda metalmeccanica della Val Trompia. Ha iniziato l’attività sindacale nel 1969, ed ha cominciato a lavorare a tempo pieno nella Fim Cisl nel 1980. Componente di Segreteria dal 1981 della Fim del Garda, ne è diventato Segretario generale nel 1987.

Dal 1993, con la riunificazione dei territori di Brescia e Garda, è entrato nella Segreteria della Fim di Brescia con l’incarico di segretario organizzativo. Dal 1997 è stato Segretario generale prima della Filta e poi della Femca, la nuova categoria nata dall’accorpamento di quella dei tessili abbigliamento e chimici gomma plastica. Aclista, impegnato nel sociale, Torri è stato anche presidente di una associazione di volontariato impegnata sui problemi del Sud del mondo.

Con l’Africa nel cuore

Ultimi preparativi alla Cisl di Brescia, in via Altipiano d’Asiago, per l’incontro di sabato pomeriggio, 4 dicembre, dedicato al volontariato per l’Africa. “Abbiamo ricevuto molte adesioni di gruppi, associazioni e realtà organizzate da sempre impegnate per l’Africa – spiega Paolo Reboni della Segreteria Cisl – ma speriamo molto che sabato pomeriggio vengano soprattutto i volontari, persone che hanno fatto un’esperienza in Africa, oppure persone che si stanno preparando per vivere questo tipo di esperienza. Ma aspettiamo anche chi, pur non avendo mai fatto direttamente una esperienza di volontariato in Africa, ha interesse, sensibilità e passione per il presente e il futuro di quel Continente e della sua popolazione”.

L’iniziativa della Cisl, intitolata “Volontari per l’Africa”, avrà inizio alle ore 14 con l’apertura degli spazi informativi allestiti dai diversi gruppi; sarà l’occasione per fare un viaggio virtuale attraverso i progetti messi in atto dal volontariato bresciano il tanti Paesi, dal Mozambico al Togo, dall’Angola al Burundi alla Tanzania. Ci sarà anche uno spazio del Commercio Equo e Solidale che presenterà e venderà prodotti provenienti anche dall’Africa.

Alle 14,30 l’appuntamento è nell’Auditorium, per la presentazione dell’incontro e per l’intervento del giornalista di Famiglia Cristiana Luciano Scalettari, profondo conoscitore della realtà africana, al quale è stato chiesto di fare “il punto sull’Africa oggi”.

Seguirà un momento di conoscenza e di condivisione in cui ogni volontario potrà raccontare la propria esperienza e confrontarsi con quella degli altri.

Alle ore 17, un altro giornalista, Joshua Massarenti, della redazione di Vita, quindicinale del non profit italiano, concluderà l’incontro affrontando la delicata questione dell’effettiva incidenza del volontariato nella complessità africana e la possibilità di contribuire alla costruzione di prospettive per il futuro.

Per la Cisl questa è una iniziativa che si inserisce in un breve ciclo cominciato il mese scorso con un incontro sulla cooperazione internazionale e proseguito con una riflessione sul ruolo del volontariato sociale nella nostra città e nelle nostra provincia. Dopo l’incontro di sabato pomeriggio sul volontariato e l’Africa, l’ultimo appuntamento è per lunedì mattina, 6 dicembre, sempre nella sede della Cisl, per l’incontro con Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, un testimone di pace e di impegno missionario che affascina e coinvolge migliaia di giovani in ogni parte d’Italia.

150.000 nelle piazze lombarde per lo sciopero generale

Oltre 150mila lavoratori hanno riempito ieri le piazze lombarde per lo sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl e Uil contro una Finanziaria “inutile e dannosa” e una riforma fiscale che “toglie ai poveri per dare ai ricchi”. Ai circa 100.000 manifestanti di Milano, favoriti da una tregua concessa dal maltempo, si devono aggiungere infatti gli 8.000 in piazza a Brescia, i 5mila di Bergamo, i 3.500 di Mantova, i 3.000 di Pavia e Varese, i 1.000 di Como. Cortei e manifestazioni hanno coinvolto tutti i capoluoghi di provincia e le altre città lombarde. La partecipazione dei lavoratori allo sciopero generale di oggi, il quinto nei tre anni e mezzo di governo Berlusconi, è la più evidente dimostrazione che nessuno più crede alle bugie di un premier che scarica su altri la colpa di scelte politiche errate. Il governo non ha ancora capito che all’Italia non servono messaggi elettorali e spot pubblicitari ma serie politiche sociali ed economiche. Il sindacato non ha la forza mediatica del presidente del consiglio,

ma ha le idee e l’impegno dei lavoratori che sono scesi in piazza, per dimostrare che sono pronti a fare la loro parte e continueranno ad opporsi ad un governo che si preoccupa degli interessi di un élite anziché dei problemi di migliaia di lavoratori, delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Dure critiche all’esecutivo e alla recentissima riforma fiscale anche dal segretario generale della Cisl Lombardia, Carlo Borio, che chiudendo la manifestazione a Lecco ha sottolineato: “Il piano di riduzione fiscale varato ieri è l’ennesima presa in giro. Evidentemente l’esecutivo non ha ancora capito che così facendo offende dieci milioni di iscritti al sindacato, tutto il mondo del lavoro, le famiglie italiane e le fasce più deboli della società che da mesi ormai lanciano grida di allarme e denunciano emergenze che non trovano risposte”.

Contro una finanziaria ingiusta

È in corso a Brescia la manifestazione che caratterizza lo sciopero generale contro la Finanziaria presentata dal Governo. Siamo davanti ad una legge “ingiusta, sbagliata e inadatta alla gravità della situazione economica produttiva e sociale, che rende il Paese più povero, più sfiduciato, più depresso”. Lavoratori, cittadini e pensionati sono oggi in piazza anche contro una riforma fiscale “iniqua, perché elimina la progressività delle imposte premiando i ceti più ricchi, inutile perché non rilancerà consumi, sbagliata perché sottrae risorse agli investimenti e al rafforzamento dello Stato Sociale nazionale e locale, producendo così una riduzione o un maggior onere a carico dei cittadini nell’erogazione dei servizi”.

Sull’immigrazione il governo continua a sbagliare

L’immigrazione non è un male da cui difendersi, ma una grande risorsa senza la quale il declino demografico e di sviluppo dell’Italia sarebbe inarrestabile. In questo senso vanno messi in opera tutti gli strumenti necessari a rendere funzionali al mercato del lavoro ed alla società intera le politiche dei flussi, di accoglimento e d’integrazione economica, sociale e culturale dei cittadini immigrati. Lo hanno ribadito Cgil, Cisl, Uil in un incontro convocato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con le parti sociali per valutare il documento di programmazione triennale del governo in materia di immigrazione. Nel corso dell’incontro i sindacati hanno espresso un giudizio totalmente negativo sul documento e ne hanno presentato uno proprio di valutazione e proposte. Queste alcune osservazioni avanzate:

  1. Il testo del documento governativo arriva con un anno di ritardo e poggia i propri cardini su di un regolamento d’attuazione ancora lontano dall’entrare in vigore;
  2. Il metodo di consultazione delle parti, oltre ad essere puramente formale, mette in luce un’ assoluta mancanza di volontà politica dell’Esecutivo a qualsiasi prassi sostanziale di confronto e di dialogo sociale;
  3. Nel merito il testo appare un assemblaggio confuso di dati generalmente non aggiornati, di non troppo buoni propositi, di spiegazioni tecnicismi che non pertinenti rispetto alla funzione di programmazione che dovrebbe invece avere il Documento.
  4. Lo strumento non appare idoneo a fornire le indicazioni ed i mezzi necessari ad affrontare il tema dell’immigrazione, di grandissima importanza per il futuro della nostra società, ma si basa pervicacemente su una supposta temporaneità del fenomeno e sull’illogico presupposto di doverlo arginare;
  5. Sono assenti, infatti,  dal documento linee ed azioni  programmatiche e previsionali sui flussi, sui fabbisogni di manodopera e sulle politiche per l’integrazione, con l’eccezione del piano sui CPT che è l’unica parte veramente programmatica del documento che noi non condividiamo, in quanto chiediamo il superamento di queste strutture.
  6. Volutamente nel documento sono state trascurate tutte le azioni tese a garantire l’accesso ai diritti civili degli immigrati attraverso il potenziamento degli uffici Consolari e dei Consigli Territoriali per l’immigrazione presso le Prefetture. L’assenza del Governo su queste problematiche determina la negazione di tutti i diritti stabiliti dalla Legge n. 40/98 (Turco-Napolitano).
  7. La funzione di programmazione  delle politiche d’immigrazione è lo strumento più importante per governare il fenomeno ed è quindi assai più grave che il governo la eserciti con leggerezza e pressappochismo, prigioniero della logica proibizionista della legge Bossi-Fini.

Sul tema dell’emergenza immigrazione, Cgil Cisl e Uil, confermano la manifestazione nazionale già convocata a Roma per il 18 dicembre, giornata internazionale del migrante.

RSU: alla Cisl il 42,8% degli eletti

Le elezioni per il rinnovo delle RSU del pubblico impiego hanno fatto registrare un dato inequivocabile: una partecipazione significativa pari al 79% degli aventi diritto. Ciò conferma la sensibilità e l’alto senso di responsabilità dei lavoratori nel scegliere i propri rappresentanti all’interno dell’azienda. Il dato di voto scorporato per settori evidenzia che ha votato il 64% dei lavoratori della sanità, il 91% del parastato, il 78% dei ministeri, il 76% delle agenzie fiscali e l’85% degli enti locali.

Ma motivo di soddisfazione è anche il consenso registrato dal sindacato confederale che ha avuto l’83% dei voti espressi, il che conferma al di là dei limiti e delle difficoltà che Cgil Cisl e Uil non solo rappresentano la sintesi delle diverse professionalità presenti, ma giocano un ruolo fondamentale nella difesa dei diritti e nella promozione della persona sul luogo di lavoro.

Per il Sindacato confederale ha votato l’87% dei lavoratori nella sanità, il 75% nel parastato, il 97% nei ministeri, il 68% nelle agenzie fiscali e l’88% negli enti locali.

Per quanto riguarda la CISL il risultato del voto nelle RSU presenta luci e ombre.

Negli enti locali i componenti RSU CISL eletti rappresentano complessivamente oltre il 50% (238 CISL, 182 CGIL e 22 UIL) con un incremento di voti rispetto al 2001.

Negli uffici ministeriali la CISL, con 27 eletti, risulta il primo sindacato; nel settore si registra inoltre un significativo ridimensionamento del sindacato autonomo che diminuisce del 7%.

Nelle agenzie fiscali il predominio della lista CISL appare ancora più significativo (35,3% di consenso con un incremento pari al 6,2%) con 14 seggi rispetto ai 9 seggi della CGIL ed ai 3 seggi della UIL.

Per quanto concerne gli enti pubblici non economici, la CISL registra una leggera flessione rispetto al 2001 (da 12 a 10 seggi) anche se la CISL mantiene la maggiore rappresentatività: 10 seggi CISL, 9 alla CGIL e 6 alla UIL.

Le ombre di questa tornata elettorale vengono invece dalla sanità dove la CISL perde 4 seggi rispetto al 2001.

In sintesi, rispetto ai 752 delegati eletti complessivamente, la CISL ne ha avuti 322 (pari al 42,8%), la CGIL 273 (pari al 36,3%), la UIL 76 (pari al 10,1%); altri sindacati 81 (pari al 10,8%).

“Nel ringraziare i lavoratori per il consenso al sindacato confederale ed ai nostri candidati – ha dichiarato Angelo Galeazzi, Segretario generale della FPS CISL di Brescia – garantiamo che alto sarà il nostro l’impegno e di quanti sono stati eletti nelle nostre liste nei tre anni di lavoro che ci aspettano, a cominciare dal sostegno alle forme di mobilitazione per rinnovare i contratti di lavoro scaduti da 11 mesi”.

Incidenti sul lavoro: meno morti, non in Lombardia

Gli infortuni mortali in Italia nel 2003 sono leggermente diminuiti, ma questo non è praticamente avvenuto in Lombardia, dove però sono diminuiti gli incidenti sul lavoro. Sono questi i dati principali diffusi oggi alla presentazione del Rapporto regionale 2003 Inail Lombardia. Se a livello nazionale infatti i morti sono passati dai 1.481 del 2002 ai 1.394 dell’anno scorso (il che comunque significa una media di 4 decessi al giorno), in Lombardia sono calati da 231 a 230, il dato quindi è pressoché invariato. In regione però sono calati gli altri infortuni più che nel resto del Paese: gli incidenti infatti a livello italiano sono diminuiti circa del 2%, mentre in regione sono scesi del 2,5% (del 5% in agricoltura) per un totale di 164.172 denunce. Alto è il numero degli incidenti in particolare fra gli extracomunitari e i lavoratori interinali, cioè fra chi ha meno informazioni sulla sicurezza. Fra i lavoratori stranieri in Lombardia il numero di chi si fa male non solo è in continua crescita (passato dai 15.926 del 2001 ai 22.553 dell’anno scorso) ma è anche più alta la percentuale. Se infatti in media si infortunano 44 lavoratori italiani su 1.000, fra gli stranieri la percentuale passa a 57 (soprattutto marocchini, albanesi e romeni), una percentuale che fra i lavoratori interinali sale a 77 su 1.000. “Il problema della sicurezza sul lavoro è acuto – ha detto il prefetto di Milano Bruno Ferrante – non ci devono consolare le tendenze al ribasso. C’è bisogno di nuove risorse per tutelare i lavoratori, soprattutto gli extracomunitari”. Anche perché, ha sottolineato il direttore generale vicario dell’Inail, Francesco Barela, sono più difficili da raggiungere, non solo per problemi di lingua ma perché cambiano spesso posto di lavoro. “Per questo l’istituto – ha proseguito il direttore regionale Paolo Vaccarella – ha già predisposto degli opuscoli informativi”. In tutto questo una nota positiva è la diminuzione degli incidenti mortali in itinere, quelli cioè che avvengono andando o tornando dal lavoro: anche se gli incidenti sono aumentati del 9%, è diminuito infatti del 10% il numero di quelli mortali (che sono passati da 70 a 63), merito anche della patente a punti. (Ansa)