Poste e sorprese (purtroppo brutte)

Nonostante le proteste e la preoccupazione dei lavoratori, dei cittadini e degli amministratori pubblici, continua la ristrutturazione del sistema postale sul territorio bresciano. E quando la Direzione di Poste S.p.A. non si riesce a garantire alcuni servizi la soluzione, ormai ampiamente sperimentata, è quella di trasferirli negli uffici postali dei Comuni limitrofi. E così nei prossimi giorni il servizio recapito del Comune di Poncarale potrebbe essere trasferito all’ufficio postale di Bagnolo Mella, quello di Azzano Mella a quello di Capriano del Colle, quello di Puegnago a San Felice del Benaco, quello di Corzano a Pompiano, quello di Orzivecchi a Orzinuovi.

Ancora una volta sono i piccoli Comuni a pagare lo scotto di una cattiva organizzazione del lavoro. A nulla è servita nei giorni scorsi – commenta Giovanni Punzi Segretario Generale della CISL  Poste – la presa di posizione dell’Associazione Comuni Bresciani in merito al pessimo servizio di recapito sul territorio bresciano. E mentre è in atto il blocco delle prestazioni straordinarie nel settore recapito, Poste S.p.A. ha affidato la distribuzione della corrispondenza in alcuni Comuni della Provincia di Brescia a società private. In Franciacorta migliaia di cittadini si sono visti presentare sull’uscio di casa lavoratori che indossavano una pettorina blu con la scritta Stiamo consegnando per Poste Italiane”.

L’iniziativa della Direzione postale di Brescia ha il sapore di una sfida aperta verso le parti sociali e le associazioni bresciane, quasi di provocazione visto che le campagne pubblicitarie esaltano i servizi di bancoposta ma le cronache dei quotidiani locali mettono in risalto i disservizi postali, i ritardi nella consegna della posta e le lunghe attese agli sportelli. “La Cisl è d’accordo con l’Associazione Comuni Bresciani nel ritenere ormai indilazionabile – conclude Punzi – l’apertura di un tavolo di confronto sul servizio postale nella realtà bresciana, anche per impedire alla Direzione di Poste S.p.A. di nascondere con i giochi di prestigio mediatici, che in realtà si traducono in carichi di lavoro ingestibili per gli uffici postali che si vedono gravati anche dei servizi dei Comuni vicini, la gravità della situazione”.

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