Amianto: cinismo e bugie

“Gli emendamenti annunciati dal Governo al suo stesso provvedimento che nega i benefici pensionistici ai lavoratori esposti all’amianto, non risolvono tutte le assurdità del maxi decreto.” Paolo Reboni, Segretario territoriale della Cisl di Brescia, prende nuovamente posizione sugli sviluppi dell’incredibile vicenda che colpirà migliaia di lavoratori.

“Gli emendamenti confermano, per tutti coloro che non hanno ancora avviato la richiesta di pensione, la cancellazione dei diritti acquisiti, sebbene in possesso  dalle certificazioni di esposizione all’amianto di oltre 10 anni  rilasciate dall’Inail. È dunque ancora più legittima e giustificata la richiesta unitaria di tutti i sindacati italiani di stralciare l’articolo 47 anche dal maxi emendamento e riprendere il disegno di legge in discussione alla commissione lavoro del Senato – spiega Reboni – inoltre è contraddittorio trasformare la tutela della salute dalla riduzione del tempo di esposizione, cioè con un pensionamento anticipato, alla prosecuzione del tempo di lavoro con una maggiorazione della pensione, quasi facendo affidamento sulla certa minore aspettativa di vita degli esposti.”

Il Segretario territoriale della Cisl bresciana chiede ai parlamentari bresciani, in particolare agli onorevoli Saglia, Maninetti, Delbono e Tolotti che il 20 ottobre avevano partecipato all’iniziativa di denuncia della Cisl, di sostenere anche in Parlamento quanto dichiarato alla presenza delle lavoratrici e lavoratori esposti all’amianto.

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