I pensionati lombardi anticipano Berlusconi

Per esprimere il malcontento di migliaia di pensionati lombardi, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, hanno scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. “Signor Presidente Berlusconi – scrivono Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil – abbiamo appreso che intende scriverci per spiegarci perché Lei ed il suo governo avete operato discutibili scelte nella proposta di legge finanziaria 2004 e nella legge delega sul sistema previdenziale. Abbiamo voluto anticiparLa per chiederLe di provare a vedere, una volta tanto, i problemi dalla parte di chi, come noi semplici cittadini e in prevalenza pensionati, si trova a far quadrare i conti, delle tante piccole realtà sociali, le famiglie, che costituiscono grande parte del sistema Italia”.

I sindacati dei pensionati lombardi giudicano disastrose le scelte del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che per di più non ha mantenuto la promessa della riduzione del prelievo fiscale. “Non è necessario spendere parole per dimostrare che la nostra capacità di acquistare beni e servizi in questi anni è stata erosa – sottolineano Spi, Fnp e Uilp -. Abbiamo perso in potere di acquisto “grazie” all’incremento dei prezzi dei prodotti, delle tariffe e “grazie” alle richieste di compartecipazione al costo dei servizi alla persona, alcuni dei quali, quelli sanitari ed assistenziali, sono per noi essenziali”. Il risultato, negativo, per tutto il sistema italiano, è la riduzione quantitativa e qualitativa dei consumi da parte di larghe masse popolari. E per rimotivare l’economia del Paese, sostengono i sindacati dei pensionati lombardi, occorre “intrecciare il problema della distribuzione della ricchezza con la qualità dell’offerta di consumi, in particolare dell’offerta qualificata di servizi”. Quanto alla discussa riforma delle pensioni, Spi, Fnp e Uilp ricordano che sistema previdenziale è frutto di scelte importanti a cui abbiamo contribuito per garantire a tutti, nel momento della fragilità, della vecchiaia, quanto necessario per costruire serenità. “È un patto un contratto che si firma nella giovinezza, all’inizio del lavoro, si onora durante gli anni versando i contributi, si riscuote alla fine del lavoro, nella vecchiaia – sottolineano -. Non si possono non rispettare i patti, i contratti sottoscritti e se occorre, come abbiamo già fatto con il suo governo nel 2002 si compiono le verifiche. Quella verifica ha certificato la linearità della situazione economico-previdenziale. La Legge prevede la prossima verifica nel 2005”. La lettera si chiude ricordando che il 24 ottobre i pensionati lombardi hanno aderito allo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil. “E, per favore, non ripeta che la gran parte di chi sarà nelle piazze sono pensionati e anziani, quasi fossero cittadini di serie B – concludono Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil della Lombardia -.Tenga conto che gli anziani ed i pensionati sono una parte importante di questa società, sono le stesse persone che hanno “fatto l’Italia”, pagano ancora le tasse, e tanti di loro hanno contribuito alle “Sue” fortune”.

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