Amianto: nuovo appello della Cisl
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Amianto: nuovo appello della Cisl

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Pubblicato il 10 Gennaio 2003

“Siamo preoccupati e siamo crontrari al nuovo testo unificato del Disegno di legge sull’amianto (il numero 229 dell’ottobre 2002) predisposto dal Ministero del Lavoro. È un provvedimento ispirato unicamente a cambiare drasticamente le modalità di riconoscimento di esposizione all’amianto dei lavoratori con il congelamento di qualsiasi ulteriore riconoscimento e spesa conseguente”. Paolo Reboni, Segretario territoriale della Cisl bresciana che dal novembre del 2001 sta seguendo il problema, non ha mezzi termini sul provvedimento legislativo che il Governo vorrebbe far passare in Parlamento. “Premesso che l’intervento avrebbe scarsa efficacia economica, in quanto la stragrande maggioranza dei settori sono stati già esaminati e i lavoratori hanno avuto i trattamenti pensionistici compensativi – continua Reboni – l’approvazione del testo unificato così come predisposto dal Ministero del Lavoro avrebbe il solo risultato di creare una disparità di trattamento tra lavoratori di uguale storia lavorativa ma che arrivano all’esame amministrativo della loro richiesta in periodi successivi, con una facile, scontata e prevedibile ulteriore esplosione del conflitto giudiziario e conseguenti spese amministrative per le casse dello Stato.”

La Cisl è anche fortemente preoccupata per l’intenzione del Governo di smantellare l’esperienza degli ultimi sei anni per quel che riguarda il riconoscimento della “inalidità da aminato”, basata sul lavoro congiunto a livello territoriale, provinciale e regionale, dell’INAIL, dei sindacati e delle imprese: “Mettere in capo, come è scritto nel Disegno di legge, al solo INAIL una valutazione così complessa significa – aggiunge il Segretario Cisl – cancellare elementi di raccordo e di omogeneità che invece sono assolutamente indispensabili. A Brescia l’INAIL sta dimostrando grande impegno e sensibilità nello svolgimento del lavoro per la definizione delle pratiche per il riconoscimento ai lavoratori interessati del diritto alle agevolazioni. Ad oggi l’Istituto sta seguendo oltre 1500 pratiche, 260 delle quali sono già state definite con il riconoscimento dei soggetti aventi diritto alla pensione Altre 500 domande di lavoratori di LEALI , ALFA e della Cartiera di Toscolano, devono essere invece visionate a livello regionale”

Per la Cisl le questioni tecniche e procedurali da affrontare sono sostanzialmente tre: mantenere l’attuale struttura e modalità di indagine  da parte dell’ Inail, estesa ai lavoratori del settore pubblico e militare finora non previsti dalla normativa; definire il termine di 360 giorni per la presentazione delle richieste sulla base della normativa esistente; successivamente al termine dei 360 giorni , adeguare i nuovi trattamenti per l’esposizione all’amianto (che saranno riferibili quasi esclusivamente agli addetti alle attività di bonifica ed altre poche eccezioni) alle prestazioni previste per i lavoratori addetti alle attività usuranti.

“Fin dal novembre 2001 la Cisl e la FIM di Brescia – conclude Paolo Reboni – ha posto il problema del rischio amianto ai parlamentari Del Bono e Maninetti: la disponibilità che ci hanno assicurato deve ora tradursi, questa almeno è la nostra speranza, in uno sforzo di sensibilizzazione tra i parlamentari”.