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Extracomunitari in agricoltura
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Extracomunitari in agricoltura

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Pubblicato il 2 Ottobre 2002

Nell’Unione Europea un lavoratore stagionale agricolo su 10 è extracomunitario. Lo stesso avviene in Italia anche se da noi la quota di stranieri è sotto il 3%, molto lontana dalle soglie di popolazione straniera presenti storicamente in Gran Bretagna, Francia, Germania. A questa realtà la Fai Cisl di Brescia, la Federazione dell’agroalimentare, dedica un convegno intitolato “Extracomunitari nel mondo agro-alimentare” che si terrà venerdì 4 ottobre alle ore 17 al Centro Pastorale Paolo VI in via G.Calini, 30 a Brescia.

Interverranno Narciso Gazzoli Responsabile Ufficio Stranieri Cisl, Albino Gorini,Segretario generale nazionale Fai Cisl, Renato Zaltieri Segretario generale Ust Cisl Brescia, Antonio Zampedri Vicepresidente Unione Agricoltori, Gianfranco Tosini Responsabile Ufficio Studi Aib Brescia e Souleymane Sancharè Segretario generale nazionale Anolf.

L’integrazione tra popoli e culture diverse, fa parte della storia, al di là del funzionalismo economico. “Tanto vale provare a prenderne atto e a pensare a soluzioni realistiche ed efficaci al completamento di questo percorso, che non siano la riproposizione del solo ordine pubblico – ha spiegato Oliviero Sora, Segretario generale della Fai Cisl – Molti dei problemi si saneranno col tempo. Soprattutto grazie al contributo delle seconde generazioni. Quel che è certo è che non possiamo considerare gli stranieri solo come manodopera, magari a basso costo, chiedendo loro di lavorare e di esistere dalle 8 alle 18 e di sparire subito dopo nel nulla.”