
Bonomi ha illustrato il piano industriale che sta alla base della proposta per la creazione di un sistema aeroportuale integrato: “Le proiezioni ci dicono che entro il 2025 il traffico passeggeri è destinato a raddoppiare, mentre sappiamo che le grandi compagnie internazionali sono interessate al nostro mercato. Per cogliere queste opportunità serve un’unica strategia industriale. Integrando gli scali interessati saremmo uno dei primi cinque sistemi aeroportuali in Europa – ha sottolineato Bonomi -. Una modalità è quella di provare a dare vita ad un’unica società che controlli quelle attualmente esistenti. Il tema è quello della governance e Sea è pronta a condividere strumenti che contribuiscano a definire maggiore equilibrio tra le diverse società”. “La competitività si gioca sempre più tra sistemi territoriali e le infrastrutture aeroportuali sono una leva di competitività – ha aggiunto -. Non esiste il problema di un eccessivo numero di aeroporti, ciò che manca è una pianificazione, ma nessun governo l’ha mai fatta. Tocca quindi alle imprese muoversi e una strada è quella della specializzazione e la messa in rete di aziende diverse”.
“Ci sono specificità da valorizzare e c’è spazio per una integrazione, rispettando e comprendendo gli equilibri territoriali – ha cocluso – Quel che va evitato è che attorno a questa proposta di lavoro seria si scateni l’ennesimo derby tra localismi”.