Pensioni. Sì al confronto e risparmi alle famiglie

“Apprezzamento da parte della Cisl riguardo la possibilità di confronto e dialogo su un tema delicato ed importante come quello della previdenza sociale”. Lo dichiara in una nota Maurizio Petriccioli, Segretario confederale della Cisl al termine dell’incontro con il governo a palazzo Chigi. “Il fatto che il governo – sottolinea Petriccioli – abbia confermato la disponiobilità al dialogo per esaminare comunemente temi come quelli del lavoro usurante, della contribuzione dei lavoratori flessibili, assicurando di non toccare l’età pensionabile delle donne nel sistema privato e del rilancio della previdenza complementare, è una base condivisa per aprire una discussione complessiva”. “Solo attraverso una solida coesione sociale ed un forte senso di responsabilità da parte di tutti, infatti – continua Petriccioli – sarà possibile governare sistemi complessi come quello previdenziale”. “La manovra che tende a stabilizzare il settore delle tutele – spiega Petriccioli – introduce elementi che la Cisl considera positivi. Giudichiamo, ad esempio, un traguardo importante il fatto che i futuri ricavi legati all’innalzamento graduale dell’età pensionabile delle donne del P.I., così come quelli derivati dalla stabilizzazione del sistema previdenziale, siano utilizzati in un fondo specifico destinato alle politiche sociali, alla famiglia ed in particolare al tema della non-autosufficienza”. “Siamo infatti fermamente convinti – conclude Petriccioli – che i tagli sulla spesa sociale non possano essere più distratti per altre utilizzi e funzioni”. (www.cisl.it)

Lavoratori in cassa integrazione in deroga: informazioni e consigli

“I lavoratori in cassa integrazione in deroga devono verificare che siano state attivate tutte le procedure previste da questa forma di sostegno al reddito per non compromettere il loro diritto a percepire le relative indennità”. Enzo Torri, Segretario della Cisl bresciana, sintetizza così la necessità per i lavoratori di accompagnare con grande attenzione l’eventuale ricorso alla cassa integrazione in deroga.

“La Legge e l’accordo di attuazione firmato tra la Regione Lombardia e Cgil Cisl e Uil lo scorso maggio, prevedono che l’attivazione della richiesta di cassa integrazione in deroga avvenga con accordo sindacale (che l’azienda provvede a trasmettere alla Regione per la sua validazione) e, da parte del lavoratore, con la sottoscrizione di un documento di Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) e dell’offerta di servizi (documento che rimane in copia al lavoratore e un originale depositato in azienda).

Successivamente, entro 45 giorni dal momento in cui viene collocato in cassa integrazione, lo stesso lavoratore deve iscriversi presso uno degli operatori accreditati dalla Regione per i servizi al lavoro per confermare la propria disponibilità a effettuare, ad esempio, un corso di formazione durante il periodo di cassa integrazione. Questo atto è vincolante per ottenere il pagamento della cassa integrazione in quanto l’Inps, prima di procedere alla sua liquidazione, verifica se questa iscrizione è avvenuta e in caso contrario non procede al suo pagamento.

L’elenco completo degli operatori accreditati dalla Regione per i servizi al lavoro è consultabile nel sito della Regione Lombardia www.dote.regione.lombardia.it

A Brescia sono 70 questi operatori accreditati, realtà pubbliche e private.

“La Cisl è intervenuta presso vari Centri di formazione per superare le difficoltà che alcuni lavoratori ci hanno segnalato – conclude il Segretario della Cisl – e invitiamo chi ne avesse bisogno a mettersi in contatto con noi telefonando al numero 030 3844502 oppure scrivendo a [email protected]”.

Documenti utili:

Piano casa: aggressione al territorio

“Maggioranza e Giunta si ritrovano infine d’accordo sugli stimoli da dare alla speculazione edilizia e al consumo di territorio in Lombardia, cementificando anche i quartieri d’edilizia residenziale pubblica, per fare nuove case da destinare ai ceti medi”. Il Sicet, sindacato inquilini della Cisl Lombardia, esprime una forte critica sul provvedimento approvato ieri dal Consiglio regionale. “Dopo l’esperienza nefasta dei sottotetti – sottolinea il segretario generale lombardo, Pierluigi Rancati – si prepara dunque una nuova aggressione cementizia sulla città e il territorio, senza risparmiare i centri storici, le aree agricole e le riserve naturali della Lombardia. La legge votata dalla maggioranza di centrodestra non produrrà alcuna significativa controtendenza alla recessione economica o, più sommessamente, alla crisi del comparto immobiliare in Lombardia”.

Ancora una volta, come nel caso del riavvio dei piani di vendita o della sottrazione degli alloggi per l’utilizzo a canone moderato, si coglie l’occasione per intervenire sul patrimonio esistente con l’intento di cavarne una maggiore resa economica rispetto ai canoni pagati dagli attuali assegnatari, perseguendo scopi perfino concorrenti con le finalità d’istituto dell’edilizia pubblica. La realizzazione di nuova volumetria (ovvero sopraelevazioni o nuovi edifici su aree libere a verde presenti nei quartieri), fino ad una quota massima del 40% della cubatura complessiva, non aumenterà di un solo alloggio l’offerta abitativa destinata alla domanda sociale che alligna nelle graduatorie pubbliche. Si consente perfino agli enti proprietari (Aler e Comuni) la cessione o commercializzazione dei diritti volumetrici verso operatori terzi (imprese e cooperative) per la costruzione di immobili in regime di housing sociale.

“Ma i quartieri di edilizia pubblica esistenti, più che d’interventi di densificazione e aumento delle volumetrie avrebbero bisogno di interventi integrati di rigenerazione e riqualificazione – dice ancora Rancati – come d’altra parte la Regione aveva avviato con la stagione dei Contratti di quartiere. Ora si fa l’esatto contrario e, pur di spremere dai quartieri di edilizia pubblica “qualcosa” da gettare in pasto alle velleitarie ipotesi di rilancio a breve termine del settore immobiliare, si fa strame di qualsivoglia disegno pubblico sulla città e sulla risposta ai bisogni più gravi”. (www.lombardia.cisl.it)

Ideal Standard: sospesa la chiusura degli stabilimenti di Brescia e Novara

Stop alla procedura di cassa integrazione per 1750 lavoratori dell’Ideal Standard e la chiusura degli stabilimenti di Brescia e Gozzano (Novara).

Sono stati salvati per il momento anche gli oltre 600 lavoratori dichiarati in esubero. Riferisce Angelo Colombini, segretario nazionale Femca , il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia ha fatto queste proposte all’azienda. Ed ha rinviato ogni decisione al prossimo incontro, fissato per il 31 luglio. “Nella riunione di oggi al Ministero di via Veneto .- aggiunge Colombini – si è anche deciso di fissare tre incontri per discutere di logistica, del settore commerciale e di quello industriale. Saranno appuntamenti importanti per rivedere il piano industriale”. Di questi problemi i sindacati da tempo avevano segnalato le criticità. Così come l’assenza di investimenti ha portato la direzione del Gruppo a mettere in crisi un patrimonio ed un marchio di valore per il nostro Paese. Il Gruppo prima di sedersi intorno al tavolo negoziale al Ministero dello Sviluppo economico aveva detto ai sindacati non solo di volere chiudere le fabbriche di Brescia e Gozzano, ma anche di ridurre il personale a Roccasecca (Frosinone), Orcenico (Pordenone) e Trichiana (Belluno). Sempre ieri, i sindacati di categoria Filcem, Femca e Uilcem hanno organizzato un sit-in proprio per far sentire la voce dei lavoratori su una vicenda amministrativa che risale al 2006.

I sindacati hanno chiesto a Saglia un piano industriale, ormai da oltre due anni ed in modo particolare da quando nel luglio del 2007 il fondo di private equity americano Bain Capital concluse con American Standard Incorporation il contratto di acquisto dell’intera divisione Bath & kitchen. Un’operazione dal valore complessivo di circa 1,75 miliardi di dollari, realizzata attraverso una particolare operazione finanziaria meglio nota come leveraged buyout. Con tale operazione Bain ha potuto acquisire Ideal Standard sborsando solo una minima parte di capitali propri ricorrendo, per la maggior parte, a capitali di reddito forniti da finanziatori esterni come nel caso del Credit Suisse e di Bank of America intervenute per una somma complessiva pari a 1,55 miliardi di dollari. Con questa modalità l’indebitamento è stato trasferito sul patrimonio della società acquisita per poi essere successivamente rimborsato dai flussi di cassa generati dalla società stessa. Non c’è dubbio che Ideal Standard, al momento della vendita, poteva vantare della presenza di una divisione operante in Europa, Middle East, Africa, Asia e America latina, con 18 mila addetti distribuiti di 30 Paesi, con a disposizione importanti marchi internazionali. La Bain voleva realizzare un forte potenziale operativo attuando costanti miglioramenti sui costi, potenziando ulteriormente i marchi in modo da dare una accelerazione alla crescita per poi, con molta probabilità, rivendere realizzando così una forte plusvalenza. Ma errate valutazioni sulla valorizzazione del prodotto, sommate a problemi strutturali ed a condizioni di mercato eccezionali, spiega Angelo Colombini, segretario nazionale Femca, dovuti alla gravità dell’attuale congiuntura economica, hanno fatto si che la situazione precipitasse.

Oggi Ideal Standard può contare su soli 11 stabilimenti ed un numero di dipendenti intorno alle 7.000 unità. Il fatturato per il solo business della ceramica, nel 2008 è stato di 440 milioni di euro, rispetto ai 518 milioni del 2006. Dentro questo scenario Ideal Standard Italia, per la Femca, presenta aspetti di maggior preoccupazione perché registra, proporzionalmente, una contrazione di volumi e di fatturato tra i più alti rispetto alle consociate europee. Si è passati da 3.600.0000 pezzi del 2006 a 2.650.000 del 2008. mentre il fatturato per la sola ceramica, è passati da 211 milioni del 2006 al 151 milioni del 2008. Le previsioni per il primo trimestre del 2009 ci dicono che i volumi produttivi stanno registrando una ulteriore flessione posizionandosi al di sotto dei 2.000.000 pezzi prodotti.

“Non vorremmo – conclude Colombini – che il piano industriale diventasse l’alibi per assestare un ulteriore colpo sul personale, avendo in mente più il contenimento dei costi che il consolidamento e le prospettive del Gruppo. Noi crediamo invece che il Gruppo possa uscire rafforzato da questa fase d’incertezza rilanciando l’attività industriale proprio partendo dal marchio che, nonostante tutto, è ancora leader del mercato mondiale”. Intanto negli stabilimenti si respira aria di grande attesa. (www.conquistedellavoro.it)

Ideal Standard. In 120 senza lavoro?

Dopo la manifestazione di inizio settimana a Milano davanti alla sede della Bain Capital, la multinazionale americana della ceramica sanitaria che controlla Ideal Standard, i lavoratori si preparano a nuove iniziative di protesta. Il gruppo industriale che controlla in Italia cinque stabilimenti, di cui uno a Brescia, ha comunicato di voler ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per 1.740 lavoratori a partire dal 1° settembre prossimo, e l’intenzione di chiudere due stabilimenti, tra i quali quello di Brescia, dove lavorano più di 120 persone.

Grande è la determinazione dei lavoratori, pronti a partire per Bruxelles a manifestare davanti la sede centrale del fondo finanziario americano che dal 2006 controlla il gruppo Ideal Standard. I sindacati chiedono che l’azienda ritiri immediatamente questo piano industriale, aprendo un confronto serio sulla situazione. Diventa ora decisivo l’incontro fissato per mercoledì 15 luglio al Ministero dello sviluppo economico; al tavolo, come richiesto dai consiglieri regionali bresciani di minoranza, siederà anche un rappresentante della Regione Lombardia . Le Rsu dello stabilimento di Brescia hanno programmato per venerdì 17 luglio, alle 20, una iniziativa di solidarietà alla quale è invitata la cittadinanza bresciana.

Ancora due morti sul lavoro

Un muratore di 21 anni è morto durante la notte in seguito alle ferite e alle lesioni riportate in un incidente sul lavoro avvenuto a  Piancamuno (Brescia). Elia Cantoni, 21 anni di Gianico (Brescia) é stato travolto ieri da un manufatto in cemento in un cantiere  edile. Le condizioni del giovane erano apparse subito gravissime ed é stato portato con l’eliambulanza del 118 all’ospedale civile  di Brescia dove è morto la scorsa notte.

Un altro incidente sul lavoro è costato la vita ad un giovane peruviano che abitava a Darfo, in Valcamonica. La vittima è Daniel Octavio Dominguez Ramon, operaio di 27 anni. È morto questa mattina ad Avise, nell’alta Valle d’Aosta, dopo essere caduto, insieme a un collega, da un traliccio elettrico alto 12 metri. Il giovane era dipendente di una ditta di manutenzioni elettriche di Darfo. (ANSA)

Disoccupazione all’8,3% nell’area OCSE

Il tasso di disoccupazione nell’area Ocse è salito all’8,3% nel mese di maggio, segnando un +0,3% su base mensile e un incremento del 2,4% su base annua. Lo rende noto la stessa organizzazione in un comunicato. Nella zona euro,il tasso di disoccupazione si attesta invece al 9,5% (+0,2% nel confronto col mese precedente e +2,1% su maggio 2008)

Lavanderie industriali e contratto

Oggi la Femca Cisl ha presentato l’ipotesi di piattaforma separata per il rinnovo del ccnl delle lavanderie industriali. La piattaforma prevede, tra le altre cose, l’introduzione della contrattazione territoriale alternativa a quella aziendale, al fine di estendere e qualificare all’insieme del settore la contrattazione di secondo livello, coinvolgendo anche le piccole imprese. Per la parte economica la Femca chiede, in conformità con le procedure previste dall’accordo sulla riforma del modello contrattuale del 22 gennaio, un incremento salariale medio di 114 euro, l’istituzione di un elemento di garanzia retributiva dal valore di 20 euro, il riallineamento in termini di variazione dei minimi contrattuali degli eventuali scostamenti fra inflazione prevista e quella reale. La piattaforma prevede ancora il rafforzamento della bilateralità, con la richiesta di strumenti nuovi quali il fondo sanitario grandi rischi e il welfare aziendale con sostegno al reddito dei lavoratori in difficoltà. Nello specifico sono previste indennità in caso di malattia di lunga durata, sostegno alle spese scolastiche e in caso di sospensione dal lavoro di lungo termine.

Si richiede inoltre, in tema di formazione professionale, la possibilità di utilizzare i periodi di minore attività produttiva per lo svolgimento dei piani formativi aziendali, estendere le agibilità e il diritto individuale dei lavoratori per la formazione, definire l’impegno delle aziende a costruire e realizzare progetti formativi con la partecipazione delle RSU e delle organizzazioni sindacali territoriali. Si richiede ancora di ridurre i tempi di durata dell’apprendistato previsti dall’attuale contratto e migliorare i diritti dei lavoratori, rendendoli coerenti con le evoluzioni sociali, in materia di malattia, servizio civile e volontariato, pari opportunità, congedi parentali, orario. Al fine di porre l’adeguata attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro si richiede di implementare la normativa esistente, anche prevedendo 16 ore di formazione per le tematiche ambientali. (www.ildiariodellavoro.it)

CONQUISTE DEL LAVORO sul Web

Un portale di servizio dell’informazione economico sindacale. È questa la sfida lanciata attraverso internet da www.conquistedellavoro.it, il nuovo sito realizzato dall’omonimo quotidiano sindacale della Cisl, specializzato nel racconto delle trasformazioni sociali e del mondo del lavoro.

“Si tratta di una evoluzione quasi obbligata della nostra storica testata, Conquiste del lavoro, fondata 60 anni fa da Giulio Pastore, che rimane tuttora l’unico quotidiano sindacale al mondo”, spiega Paolo Mezzio, segretario organizzativo della Cisl. “Abbiamo pensato di aggiungere alla versione cartacea, che oggi va solo in abbonamento, anche una versione on line più snella ma non meno curata ed approfondita sul piano sindacale, capace di raggiungere tutti i nostri iscritti, le Rsu e soprattutto i giovani che navigano su internet. Una avventura esaltante della redazione di Conquiste del lavoro che si aggiunge a quella di un potenziamento della nostra web- tv a cui stiamo lavorando da alcuni mesi”. La navigazione nel portale di Conquiste è semplice, il linguaggio è diretto ed ha l’ambizione di rivolgersi in particolare ai giovani. La homepage viene puntualmente aggiornata in tutte le sue sezioni. Dalle “Rubriche” (che serviranno da stimolo e approfondimento del dibattito sui temi di stretta attualità) alle “Breaking news” che forniscono notizie generali dell’ultim’ora; dalle “News” strettamente sindacali che saranno in una seconda fase inviate anche sui telefonini ai servizi di “Primo piano” sui temi del giorno in sintonia con la versione cartacea di Conquiste del Lavoro. C’è anche un “Box multimedia” che collega, con un link esterno, alla web tv Cisl, e che offre reportage, interviste e gallerie fotografiche.

Nello spazio centrale, viene riportata la prima pagina del quotidiano in versione integrale; la sezione “Accadde oggi” con le vecchie prime pagine del cartaceo e Via Po, il settimanale culturale che esce nel numero del sabato. Sarà attivo l’aggiornamento delle notizie grazie al servizio Rss che si può attivare direttamente sul portale.

http://www.conquistedellavoro.it/