La Cisl sul bonus bistrattato

Dichiarazione di Renato Zaltieri, Segretario della Cisl di Brescia, dopo l’ordinanza del Tribunale del lavoro che ha dichiarato discriminatoria la scelta del Comune di escludere i figli di genitori stranieri dal bonus bebé.

Non avrei mai pensato, soprattutto in un periodo di divisione come quello che sta vivendo il movimento sindacale, di trovarmi a dover esprimere solidarietà alla Cgil. Ma va fatto, e la Cisl lo fa convintamente, perché l’attacco della Lega, che ha invitato i bresciani iscritti a quella organizzazione a disdire la tessera sindacale, è un segno di insofferenza politica e di preoccupante nervosismo.

Se il Governo di Palazzo Loggia, di cui la Lega è azionista di minoranza anche se impone a tutte le altre componenti la sua politica e le sue priorità, avesse deliberato sul bonus bebè tenendo conto del dibattito sociale che ha accompagnato la nascita del provvedimento, delle richieste e dei suggerimenti che rispettosamente da più parti sono stati sottoposti al Sindaco, oggi la Giunta non si troverebbe nella situazione in cui è.

Questo non significa che la Cisl sia d’accordo con l’azione giudiziaria patrocinata dalla Cgil. Pensavamo fosse un errore quando si cominciò a parlarne, ne siamo ancora più convinti adesso che si vedono gli effetti pratici dell’ordinanza del Tribunale, e cioè il ritiro della delibera – che significa cancellare il sostegno economico a tutte le famiglie – e l’annuncio del progressivo disimpegno della Loggia sui provvedimenti in favore dei cittadini stranieri. Cosa ci sia dunque da festeggiare è difficile capirlo.

L’unica cosa evidente è che non si possono affrontare problemi con implicazioni così grandi e ricadute generalizzate appellandosi ai giudici. Salvo che si voglia radicalizzare uno scontro sociale sperando di trarne benefici che niente hanno a che vedere con il merito della questione sollevata.

Io spero che la Giunta municipale di Brescia possa ripensare il provvedimento in un iter decisionale più partecipato, cercando la collaborazione delle parti sociali. Sono sicuro che in questo modo si potrebbero anche superare le difficoltà di bilancio che sembravano essere d’ostacolo all’allargamento del bonus bebè. Penso che un atteggiamento nuovo da parte di Palazzo Loggia potrebbe, in un’ottica di reale sussidiarietà che è parte della migliore tradizione bresciana, generare idee, energie e risorse inaspettate.

Cavalleri nuovo segretario Fai Cisl

L’agro-alimentare bresciano è un settore produttivo che nel 2008 ha retto meglio di altri il contraccolpo della brusca frenata dell’economica internazionale. Le esportazioni hanno fatto registrare livelli di incremento importanti e nei diversi comparti del settore le aziende di maggiori dimensioni hanno migliorato il loro posizionamento sul mercato. Sul futuro pesa l’incognita della crisi. Ma dal Congresso della Fai Cisl, la federazione di categoria che associa i lavoratori dell’agro-alimentare bresciano, il segnale non è quello dell’attesa ma quello di rilancio d’impegno da parte di tutti. Lo ha detto chiaramente Oliviero Sora, il Segretario generale uscente della Fai Cisl aprendo questa mattina ad Erbusco i lavori congressuali: “Ci sono molte azioni che insieme, amministrazioni locali, associazioni del settore e sindacato, potrebbero fare per tutelare questo nostro patrimonio: creare una piattaforma logistica capace di concentrare, valorizzare e promuovere tutti i prodotti agricoli bresciani di qualità; favorire l’ingresso dei prodotti locali nelle grande distribuzione; sostenere le piccole realtà produttive collocate in territori svantaggiati anche in chiave di tutela del patrimonio culturale ed ambientale; riunire tutte le rappresentanze della filiera agro-alimentare ad un tavolo di concertazione per pianificare strategie ed azioni comuni; incentivare la collaborazione tra il settore agro-alimentare ed il settore turistico; sostenere l’industrializzazione e l’aggregazione delle aziende agricole per ottimizzare le economie di scala”.

Non un libro dei sogni, dunque, ma un programma di lavoro sul quale il sindacato degli addetti in agricoltura e nell’industria alimentare chiama a corresponsabilità imprese e parti istituzionali: “Credo sia doveroso un deciso cambio di passo nelle relazioni industriali – ha aggiunto Sora – per uscire dalle ritualità e dai tatticismi in cui talvolta queste relazioni finiscono, per cercare al più presto livelli più alti di dialogo e di confronto per fronteggiare la crisi al meglio delle nostre possibilità”.

Il Segretario della Fai non si nasconde le difficoltà, consapevole di alcuni problemi di dialogo nel settore addirittura clamorosi: “So che ai più può apparire incredibile – ha spiegato infatti – ma una nostra controparte importante come l’Associazione Provinciale Allevatori sta negando da sei anni il rinnovo del contratto integrativo. Un atto di miopia e di arroganza gravissimi. La riforma del sistema contrattuale potrebbe portare una soluzione: resta da vedere se e quando cambierà l’atteggiamento culturale dei responsabili di questa associazione”.

Sora ha poi sottolineato la necessità, parlando delle sfide che attendono la rappresentanza del mondo del lavoro, di “recuperare autenticità, entusiasmo, voglia di mettersi al servizio degli altri, soprattutto di chi ne ha maggiormente bisogno, che si tratti di un diritto da far valere, di una consulenza, di un consiglio, di un gesto concreto, di qualche segno di fraternità”. Non a caso l’impegno della Fai Cisl per il prossimo quadriennio sarà soprattutto quello di moltiplicare le occasioni di confronto, aumentare e qualificare la consulenza e i servizi per i lavoratori.

Parlando dell’Europa il Segretario generale della Fai ha ricordato che occorre a quel livello un supplemento di impegno, mettendo in evidenza i problemi della Politica Agricola Comunitaria dopo l’allargamento a 27 dell’Unione Europea. Riferendosi alla realtà provinciale ha parlato poi del buon risultato ottenuto con il Contratto Provinciale di lavoro per gli addetti in agricoltura

Particolarmente significativo l’inserimento nella relazione congressuale del contributo del prof. Gabriele Canali, docente di economia ambientale dell’Università Cattolica, che ha proposto un check up del sistema agro-alimetare rimarcando il ruolo della produzione di qualità per lo sviluppo del settore, ponendo la questione di un utilizzo del territorio bresciano che prescinde dalla possibilità di dare sbocchi all’agricoltura, e invitando alla sperimentazione tecnologica sulla trasformazione dei liquami per dare sostenibilità ambientale ad una attività locale importante come quella suinicola.

Concludendo la relazione Sora ha ricordato la forte presenza (quasi il 25% del totale) dei lavoratori stranieri nel settore, protagonisti di una immigrazione stabile, radicata e fortemente integrata.

Le ultime battute sono state di ringraziamento e di saluto ai delegati e agli operatori della Categoria: per Oliviero Sora quello del Congresso è stato l’ultimo atto di 21 anni di attività sindacale a Brescia, la sua esperienza continua ora a livello regionale dove è stato eletto nella Segreteria della Fai Cisl Lombardia.

Al termine di un dibattito che ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti di tutte le associazioni bresciane degli imprenditori agricoli, i delegati partecipanti al Congresso hanno nominato il nuovo Direttivo che a sua volta ha eletto Daniele Cavalleri nuovo Segretario generale; completano la Segreteria Roberto Ortolani e Roberta Dalola.

Trentasette anni, diplomato in agrotecnica all’Istituto “Dandolo” di Bagnano, Cavalleri ha lavorato per diversi anni in due delle più importanti aziende vitivinicole della Franciacorta; delegato sindacale dal 1996 è entrato nella Segreteria della Fai Cisl nel 2001. L’elezione odierna ne fa uno dei più giovani Segretari generali di categoria della Cisl.

La Cisl scuola accetta la sfida

Le decisioni del Governo sulla scuola, dal maestro unico alle classi speciali, dall’abbandono del tempo pieno ai tagli generalizzati delle risorse, “sono funzionali al realizzarsi di un preciso progetto culturale e politico che implica una idea del senso e della funzione della scuola antitetica alla nostra”. Lo ha detto questa mattina il Segretario generale della Cisl Scuola, Enrico Franceschini, nella relazione che ha aperto il Congresso di una delle più importanti categorie della Cisl bresciana.

Davanti ai 200 delegati riuniti al Centro Paolo VI in rappresentanza dei 5000 iscritti alla categoria, Franceschini ha insistito sulla “sfida radicale e profonda, culturale prima di ogni altro aspetto” portata al mondo della scuola e alla società nel suo insieme: “Una diversa idea di scuola implica infatti una diversa idea di cittadinanza, di società, di stato, di relazione tra i cittadini e la politica. Un’idea di scuola di stampo funzionalistico, più attenta agli sbocchi che ai processi educativi, che riduce al minimo essenziale l’opportunità di acquisire saperi, linguaggi, conoscenze”.

“Noi abbiamo un altro progetto di scuola – ha continuato Franceschini – centrata sull’integrale sviluppo di ogni potenzialità della persona umana, sulla garanzia di pari opportunità sostanziali per tutti”.

Il messaggio che il sindacato scuola della Cisl rilancia non è contro le riforme, ma per una riforma che nasca da una visione condivisa, da un progetto comune che muova dal positivo che già esiste.

Fare insieme, pensare plurale, ritrovare unità sono altre parole chiave della relazione congressuale proposta da Franceschini. Sul versante organizzativo interno alla Cisl il Segretario generale della Scuola ha richiamato la necessità di avere “consapevolezza di essere parte di un tutto, comprendere cioè che nessuno, singolo o struttura, può andare da solo, che sempre e comunque si è insieme”.

Parlando del rapporto con i lavoratori e gli iscritti, Franceschini ha sottolineato che l’impegno della Cisl Scuola è “sentire, condividere, trovare risposta ai vari problemi, piccoli e grandi, degli iscritti e di chiunque abbia bisogno. In questo atteggiamento c’è il nostro “farci carico” dei problemi sociali ed economici del Paese. Sta in questo quella dimensione di responsabilità riformatrice che, dalle origini ad oggi, caratterizza il nostro essere e fare sindacato”.

Per Franceschini anche la crisi economica in atto ha bisogno, per essere affrontata e superata, di un recupero della dimensione formativa: “La radicalità della crisi ci offre l’occasione vera di trasformare i vincoli e difficoltà in opportunità. Rimettiamo al centro il lavoro, ripensiamo il senso del capitale economico, riconnettiamo i due vertici di un triangolo ideale, lavoro-capitale, con il terzo, che è essenziale e fondamentale, quello dell’istruzione e della formazione come elementi indispensabili per la piena cittadinanza attiva e la reale occupabilità”.

Allo stato delle relazioni interconfederali e all’ormai perdurante “ma non irreversibile rottura dell’unità sindacale”, Franceschini ha dedicato un ampio passaggio del suo intervento: “L’unità è per noi un valore – ha spiegato – ma non sempre e non a qualsiasi costo. Implica il reciproco riconoscimento e il rispetto reciproco per scelte diverse”. Ai colleghi della Cgil bresciana, il Segretario della Cisl Scuola ha ricordato l’inutilità degli scioperi decisi in modo unilaterale dalla loro organizzazione, e ha chiesto con franchezza “di dissociarsi esplicitamente dai comportamenti assunti da altre loro categorie e di operare all’interno della Camera del Lavoro di Brescia per ricostruire condizioni di unitarietà”.

Dopo la relazione di Franceschini i lavori della mattinata, proseguiti con il dibattito che ha visto la partecipazione di numerosi delegati, sono stati conclusi dall’intervento del Segretario generale della Cisl bresciana: “La centralità del lavoro deve essere la bussola di tutte le azioni che verranno intraprese per fare fronte alla crisi economica – ha detto tra l’altro Renato Zaltieri – così come è importante far emergere una volontà coesa e determinata tra le parti sociali e le istituzioni, il contrario, insomma, di quanto, per inequivocabile responsabilità del Governo, è avvenuto e continua ad avvenire su un tema così importante e decisivo come quello della scuola”.

Il congresso della Cisl Scuola terminerà in serata con l’elezione del nuovo Consiglio generale, che a sua volta eleggerà il nuovo Segretario generale e i nuovi componenti di Segreteria.

Cisl scuola a congresso

Domani (venerdì 30 gennaio) il mondo dell’istruzione e formazione della Cisl apre la stagione congressuale del sindacato di via Altipiano d’Asiago

CISL SCUOLA A CONGRESSO – DIFENSORI DI UN BENE COMUNE

È ormai una tradizione che sia la Scuola ad aprire la stagione dei Congressi di Categoria della Cisl bresciana. Così accadrà anche domani, venerdì 30 gennaio, al Centro Paolo VI di Brescia, quando con la relazione del Segretario generale Enrico Franceschini, prenderà il via l’assemblea congressuale della Cisl Scuola di Brescia.

In rappresentanza dei quasi 5800 iscritti al sindacato bresciano del mondo dell’istruzione e della formazione, saranno riuniti 200 delegati, chiamati a discutere e valutare il lavoro svolto dal 2005 ad oggi dal gruppo dirigente eletto nel precedente Congresso, nonché a definire le linee di azione del prossimo quadriennio.

Una giornata intensa di confronto e di dibattito che l’attualità, in modo particolare la cosiddetta “riforma Gelmini”, non mancherà di alimentare.

Che la sfida del momento sia quella del senso e del ruolo della scuola e della formazione nella società italiana, della sua possibilità di continuare a dare non solo conoscenza ma anche a promuovere valori comuni, lo sottolinea del resto il titolo del Congresso: “In prima persona, al plurale. Difensori di un bene comune”.

I lavori congressuali avranno inizio alle 8,30 e termineranno nel tardo pomeriggio con l’elezione del nuovo Consiglio generale della Categoria e della nuova Segreteria.

Per l’occasione sarà a Brescia il Segretario nazionale della Cisl Scuola Francesco Scrima.

Agro-alimentare per lo sviluppo

Sabato 31 gennaio ad Erbusco il Congresso della Fai Cisl Brescia

IL SISTEMA AGRO ALIMENRTARE BRESCIANO – UNA RISORSA DELL’ECONOMIA LOCALE

1500 iscritti, una presenza significativa in tutti i settori del comparto agro-alimentare bresciano, un gruppo di dirigenti e di delegati tra i più giovani di tutta l’organizzazione sindacale. La Fai Cisl di Brescia arriva così al suo quarto Congresso territoriale che celebrerà sabato 31 gennaio, a partire dalle 9.30, nella sala convegni del ristorante Pio Nono ad Erbusco. Una scelta logistica non casuale visto che quasi un terzo degli iscritti alla Fai Cisl è costituito da lavoratori del settore vitivinicolo. Un legame con il territorio sottolineato anche dal saluto che in apertura di giornata porteranno ai congressisti il Sindaco di Erbusco, Isabella Nodari, e al Presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta, Ezio Maiolimi.

Il Congresso entrerà nel vivo con la relazione del Segretario generale uscente, Oliviero Sora, da qualche mese eletto nella Segreteria regionale della Fai e dunque, sabato, all’appuntamento conclusivo dei suoi ventuno anni sindacali nella Fai di Brescia.

Parte integrante della relazione sarà l’intervento del prof. Gabriele Canali, docente di economia ambientale nella sedi di Piacenza e Cremona dell’Università Cattolica: un contributo scientifico per leggere la realtà agro-alimentare lombarda, rilevarne debolezze e punti di forza, indicare le prospettive di medio e lungo periodo anche alla luce della crisi economica mondiale che stiamo attraversando.

A chiusura del dibattito che seguirà la relazione sono previsti, in una sorta di tavola rotonda centrata sulla domanda di quali sinergie sono possibili tra impresa e lavoro per affrontare i problemi posti dalla crisi, gli interventi di Annibale Ferodi (Unione Provinciale Agricoltori), Costante Arosio (Coltivatori Diretti), Aldo Gritti (Confederazione Italiana Agricoltori) e Antonio Zampedri (Consorzio AB Carni).

Altri contributi saranno quelli del Segretario generale della Cisl bresciana Renato Zaltieri e del Segretario nazionale della Fai Augusto Cianfoni.

A chiudere la mattinata congressuale sarà Domenico Amigoni, già direttore dell’istituto di cooperazione internazionale della Cisl regionale, che darà conto di un progetto di sviluppo realizzato in El Salvador anche attraverso la solidarietà della Fai bresciana.

I lavori del Congresso termineranno nel tardo pomeriggio con l’elezione del nuovo gruppo dirigente.

Crisi: le banche firmano un patto sociale

Questa mattina, nella sede della provincia di Brescia, Provincia, Camera di Commercio, il Banco di Brescia – UBI-, le Banche di Credito Cooperativo e Cgil Cisl e Uil di Brescia e della Valle Camonica hanno firmato l’accordo per l’anticipo dei trattamenti di Cassa Integrazione Ordinaria e Cassa Integrazione Straordinaria ai lavoratori dipendenti delle imprese che hanno espressamente richiesto il pagamento diretto dell’indennità da parte dell’INPS, previo accordo sindacale tra le parti.

“L’accordo recepisce in sostanza – ha dichiarato Renato Zaltieri, Segretario generale della Cisl bresciana – quanto da noi richiesto, fin dai primi giorni di dicembre 2008 per quanto attiene l’apporto delle banche, in termini di intervento sociale, alla situazione di crisi. Abbiamo anche affrontato il problema del posticipo delle rate di mutuo per la prima casa, seppur con tutte le difficoltà che questa casistica rappresenta, salvaguardando comunque le migliori condizioni di legge previste”.

“Sarebbe certamente importante monitorare la situazione e conoscere i dati degli effetti del presente accordo sui lavoratori e lavoratrici – ha concluso Zaltieri – elemento, questo, indispensabile per comprendere o migliorare l’accordo se la situazione economica lo richiederà.”

Leggi il testo dell’intesa.

La Cisl bresciana a congresso

Dopo l’elezione dei delegati avvenuta, per ciascuna Categoria, all’interno delle assemblee degli iscritti svolte nei luoghi di lavoro, la stagione congressuale della Cisl bresciana entra, a partire da venerdì 30 gennaio , nella sua fase conclusiva.

Nell’arco di un mese sono in calendario i 18 Congressi delle Categorie che complessivamente mobiliteranno quasi 1800 delegati; toccherà a loro eleggere i 223 componenti l’assemblea congressuale dell’Unione Sindacale Territoriale CISL che si terrà il 5 e 6 marzo, nel Testro dell’Istituto Piamarta di Brescia con lo slogan: “Affrontare la crisi, contribuire allo sviluppo, cogliere le opportunità.”

Leggi il calendario completo dei congressi della Cisl.

Bialetti: esternalizzazione e licenziamenti

Nello scorso mese di dicembre la direzione della Bialetti Spa di Coccaglio, ha annunciato la necessità di riduzione di personale pari a 75 dipendenti rispetto agli attuali 350 lavoratori.Il percorso è reso necessario dalla pesantissima situazione di mercato riguardante il pentolame, unica produzione del sito bresciano, a cui si aggiunge una situazione economico/ finanziaria di forte indebitamento appesantito dalla perdita notevole subita dal titolo in borsa che passa dalla quotazione iniziale di  2,50 euro alla attuale di 0,27 euro.

L’operazione è inserita in una generale riorganizzazione con una strategia di abbassamento dei costi che porterà alla esternalizzazione di una lavorazione, il rivettato leggero, a basso valore aggiunto e pertanto ritenuta eccessivamente costosa. Tutto quanto si inserisce in un percorso di ridimensionamento del personale che ha già visto la chiusura nel mese di dicembre  di un’altra realtà del gruppo nel territorio di Omegna, che occupava 40 lavoratori.

La Fim di Brescia non condivide la scelta effettuata dalla direzione aziendale,

“In questi giorni stiamo cercando di lavorare per costruire percorsi alternativi alla mobilità,  – spiega Alessandra Damiani dei metalmeccanici della Cisl bresciana – anche attraverso l’utilizzo di periodi di cassa integrazione straordinaria che possano aiutare  un percorso di gestione dell’attuale esubero denunciato dalla azienda stessa.

Auspichiamo pertanto che il tavolo di confronto possa individuare un percorso condiviso che sappia dare una riposta non solo ai 75 lavoratori coinvolti nel processo di esternalizzazione e riorganizzazione, ma anche al futuro del sito bresciano”

“Donne e lavoro” al Liceo Calini

All’inizio sguardi stupiti, quasi increduli. Ma poi curiosità e grande attenzione. È la sintesi di una “lezione” sui generis svolta nei giorni scorsi al Liceo Scientifico Calini. Protagonisti sono stati i giovani di due classi terze che hanno approfondito alcuni aspetti della storia del lavoro femminile a Brescia nella prima metà del Novecento. A proporre l’incontro è stata la Cisl bresciana e la Federazione dei Pensionati del sindacato di via Altipiano d’Asiago. Lo spunto sono stati un libro di interviste intitolato “Si imparava a lavorare in silenzio”, ed una mostra fotografica che come titolo ha invece una espressione ricorrente delle testimonianze raccontate nel volume: “E la paga la dava in famiglia”. Ad introdurre questa singolare occasione di incontro-confronto tra generazioni sono stati il preside del Calini, prof. Gaetano Cinque, e la professoressa Laura Forcella che hanno sostenuto con convinzione l’iniziativa. Fernanda Del Basso, a nome del gruppo donne impegnate nel sindacato dei Pensionati della Cisl, e Gippo Comini, uno degli autori del volume, hanno spiegato ragioni e obiettivi della pubblicazione: il bisogno di non smarrire la memoria di una dimensione cosi importante della storia del lavoro, con lo straordinario contributo fornito dalle donne alla ricostruzione sociale ed economica del nostro Paese. “Sono i racconti di chi ha lavorato nelle filande, nei cotonifici e negli oleifici – ha spiegato il prof. Comini – di donne che hanno fatto le cameriere, donne alle prese, ieri come oggi, con il lavoro in fabbrica e poi quello in famiglia, non meno impegnativo”.

Di grande significato e di forte impatto emotivo il racconto in diretta fatto ai giovani studenti del Calini da Elda Cipriani una delle testimoni della condizione lavorativa femminile a Brescia di mezzo secolo fa: “S’imparava a lavorare in silenzio – ha raccontato – perché era inconcepibile lamentarsi o mettere in discussione qualche comando impartito. Ma sentivamo il peso delle condizioni di precarietà in cui lavoravamo, delle disuguaglianze, a cominciare da quelle salariali, delle discriminazioni e delle arroganze del padrone”.

Straordinariamente efficace a completamento del racconto sono state le immagini della mostra fotografica allestita nell’Aula Magna del Liceo: una galleria di volti, di situazioni, di fatiche che hanno catturato l’interesse dei giovani liceali suscitando domande e commenti. “Il libro e la mostra – ha detto a chiusura della mattinata Giovanna Mantelli, componente della Segreteria della Cisl bresciana – sono anche un omaggio e un segno di riconoscenza a tutte le donne che hanno lottato perché anche noi avessimo condizioni di lavoro e quindi di vita migliori, pagando anche di persona. Mutata la società, migliorate tutele e garanzie, oggi il rapporto donne-lavoro è ancora segnato da molti ostacoli. Strette tra le esigenze del lavoro e i bisogni della famiglia, la carenza di servizi di sostegno, i nuovi impegni di cura delle persone anziane, oltre che alle prese con stipendi e pensioni bassi e ruoli dirigenziali ridotti all’osso, le donne di oggi forse faticano meno ma scontano un livello di stress molto più alto delle loro nonne e zie”.

Riflettere sul passato aiuta dunque a ragionare sul presente, favorendo, a partire dalla scuola, la crescita di una cultura e di una sensibilità per la realizzazione di pari opportunità e pari dignità per le donne, nel lavoro e nella società.

L’iniziativa sarà ripetuta nei prossimi mesi in altre scuole superiori di città e provincia.

Numeri e idee: la Cisl per il 2009

Verrebbe da dire, paradossalmente, che il populismo e la demagogia sparse a piene mani nei mesi scorsi contro il sindacato facciano bene alle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori.

A confermarlo sono i numeri del tesseramento 2008 della Cisl bresciana che tocca quota 91.000, registrando un aumento degli iscritti soprattutto tra i lavoratori attivi

Un dato complessivo molto positivo, con indicazioni significative su tutte le Categorie della Unione Sindacale Territoriale Cisl di Brescia.

Una rappresentanza importante che il sindacato di Via Altipiano d’Asiago intende far valere con forza in questo momento delicato per il lavoro e per il sistema economico: “Occorre dar vita ad un Patto locale per il lavoro – ha detto il Segretario generale Renato Zaltieri – per affrontare la crisi, arginare i licenziamenti e utilizzare al meglio tutti gli strumenti a sostegno dell’occupazione”.

Il dettaglio del tesseramento e delle proposte della Cisl nei link sottostanti: