In tre milioni e mezzo senza contratto

Alla fine di luglio risultano in vigore 48 accordi contrattuali, che regolano il trattamento di circa 8,9 milioni di dipendenti. Si tratta del 72,5% degli occupati dipendenti e del 69,7% del monte retributivo. Lo rende noto l’Istat, aggiungendo che risultano invece scaduti 28 accordi, relativi a circa 3,4 milioni di dipendenti, vale a dire il 27,5% dei lavoratori dipendenti ed il 30,3% del monte retributivo. (Ansa)

L’inflazione corre più dei salari

Le retribuzioni a giugno nelle grandi imprese sono aumentate del 2,7%. Un dato che resta però di gran lunga inferiore all’inflazione che ad agosto è stata pari al 4% mentre a giugno è stata del 3,8%.

I dati sono stati diffusi dall’ISTAT nella periodica rilevazione su inflazione, salari e occupazione. Se invece si guardano le retribuzioni contrattuali orarie, a luglio sono aumentate dello 0,7% rispetto a giugno e del 4,3% rispetto a luglio 2007, l’incremento più significativo da ottobre del ’97 (+4,5%). L’Istat precisa anche che l’incremento è dovuto ai numerosi rinnovi contrattuali e agli incrementi tabellari di molti accordi recepiti nel mese. In particolare dai miglioramenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali di pelli e cuoio, calzature, gomma e plastiche, ceramica, commercio, scuola privata laica, banche centrali. Sono state inoltre registrate le prime rate di incrementi tabellari per gli accordi tessili, vestiario e maglierie e servizi smaltimento rifiuti municipalizzati. Allo stesso modo a luglio si sono fatti sentire gli aumenti retributivi fissati da contratti già in vigore (carta, energia elettrica, alberghi e pubblici esercizi, trasporto merci su strada, servizi di magazzinaggio, credito, lavanderie e tintorie) e l’adeguamento di indennità nei contratti olearia e margariniera, forze dell’ordine e militari-difesa

Per quanto riguarda l’occupazione nelle grandi imprese, l’Istat ha rilevato nel confronto tra i dati di maggio e giugno una diminuzione dello 0,2% al lordo della cassa integrazione e dello 0,1%al netto. Su base tendenziale il calo è stato dello 0,3% al lordo della cassa integrazione e dello 0,2% al netto. (Ansa)