Incidenti e morti sul lavoro sono, nella nostra provincia più che in altre, una denuncia quasi quotidiana alla distanza che ancora esiste tra la sicurezza sventolata a parole e quella effettivamente realizzata. Intanto si torna a parlare di un “Testo unico sulla sicurezza del lavoro”, cioè di una legge che raccolga, coordini e armonizzi normative e regolamenti che appaiono oggettivamente sovrabbondanti rispetto alla loro applicazione e d efficacia. A metà dello scorso febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato il relativo schema di disegno di legge, un documento che contiene molti spunti di interesse e significative novità.
Per un primo approfondimento del testo e per un confronto tra gli attori sociali e istituzionali, la Cisl di Brescia ha organizzato per la mattinata (ore 9) di venerdì 30 marzo, nell’Auditorium della propria sede in via Altipiano d’Asiago 3, un convegno a cui prenderà parte il Sottosegretario al Ministero del Lavoro Michele Montagnino.
Ad aprire i lavori sarà Paolo Reboni, Segretario territoriale della Cisl di Brescia, a cui seguiranno le relazioni di Emilio Del Bono, capogruppo dell’Ulivo in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. Cinzia Frascheri, responsabile nazionale del Dipartimento Salute e sicurezza sul lavoro della Cisl, Giancarlo Dallera, vicepresidente dell’Associazione Industriale Bresciana.
Sulle comunicazioni sarà poi aperto il dibattito al termine del quale sono previste le conclusioni di Renato Zaltieri, Segretario generale della Cisl bresciana.
Il PDF del cartoncino d’invito.
Lo sciopero generale nel pubblico impiego sarà il 16 aprile, insieme a quello già proclamato per la scuola. Una proposta in questo senso è stata fatta dalle segreterie nazionali dei sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil agli esecutivi. La protesta è stata indetta a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto, scaduto da quindici mesi. (Ansa)
Cgil Cisl e Uil Poste hanno confermato lo sciopero generale del Settore Bancoposta per il giorno 26 marzo. Rotte le trattative a livello regionale, è in atto il confronto a livello nazionale, da cui il sindacato regionale attende risposte certe per la Lombardia rispetto alle unità da assegnare alla sportelleria, che ha visto per cause diverse in questi ultimi mesi un’uscita di circa 680 unità. Il personale da assegnare alla sportelleria sarebbe reclutato da altri settori di Poste. L’Azienda nell’anno 2006 ha conseguito un utile netto di circa 550 milioni e gran parte del merito è da attribuire ai lavoratori, nonostante siano costretti ad operare sotto organico, con situazioni di grave criticità in molti uffici. La condizione è divenuta ormai insostenibile e si rende indispensabile che l’Azienda provveda al più presto ad assegnare nuovo personale alla sportelleria per garantire un servizio efficiente, a tutela del livello occupazionale. Allo stesso tempo, vanno reinvestiti al più presto parte dei ricavi nel settore Bancoposta, consentendo ad un’azienda strategica per il paese di affrontare la concorrenza interna, molto agguerrita e, dal 2009, quella dei paesi europei. In mancanza di risposte adeguate e risolutrici per la nostra regione, Cgil Cisle Uil avvertono che lo sciopero generale rappresenterà solo un primo momento di conflitto.
“La convocazione del governo sta tardando. Non capisco perché Prodi a ogni piè sospinto annunci incontri che poi non avvengono. Capisco che hanno bisogno di mettersi d’accordo, è un bene che si presentino al tavolo con una proposta unica, ma è arrivato il momento di sapere quando e su cosa si muoverà il governo”. Così il segretario generale, Raffaele Bonanni, a Brescia per il consiglio generale della Cisl, ha richiamato all’ordine il governo, sollecitando l’avvio del pluriannunciato confronto su previdenza, mercato del lavoro, sviluppo e produttività. “Spero che il governo ci convochi – ha puntualizzato – per stabilire condizioni nuove per la ripresa economica, attraverso sviluppo e infrastrutture”. Quanto ai temi prioritari per il confronto, oltre alla spinosa questione della riforma previdenziale, Bonanni dopo aver sottolineato che la Cisl nel 2006 ha avuto 60 mila nuovi iscritti di cui 45 mila lavoratori attivi, ha indicato la necessità di più risorse per le infrastrutture, per la logistica, per il pubblico impiego, per la rivalutazione delle pensioni e, non ultimo, per un sistema di incentivi alla contrattazione di secondo livello. “Chiediamo sgravi fiscali per gli aumenti legati alla produttività – ha spiegato al consiglio generale della Cisl bresciana – perché così facendo si livella il contenzioso sui contratti, si agevola la funzione del contratto nazionale e si dà un viatico ai salari e all’economia che, come ben sappiamo, è rallentata anche da consumi troppo bassi”.
“L’intesa confederale unitaria, qui da noi ha problemi che nessun’altra dimensione territoriale evidenzia – ha sottolineato Renato Zaltieri, segretario generale della Cisl bresciana -. Il dialogo con la Camera del Lavoro è costantemente condizionato da una posizione ideologica tale che è difficile trovare punti di convergenza per un’efficace azione sindacale unitaria”. Un ulteriore banco di prova, in questo senso, sarà la gestione dell’intesa raggiunta nei mesi scorsi con l’Associazione industriali bresciani. “È un accordo importante – ha ricordato Zaltieri ai dirigenti cislini riuniti nell’auditorium della sede bresciana – un possibile segnale per un’inversione di rotta che ci collochi in una prospettiva nuova. Certo adesso dovrà essere verificato sui contenuti sapendo che l’abbiamo firmato unitariamente, ma che al di là della filosofia non abbiamo una posizione unitaria”. Quanto al tema della retribuzione e del potere d’acquisto dei salari, la questione, vista da Brescia ha più di un riscontro oggettivo. Gli ultimi dati relativi al 2006, infatti, mettono in evidenza che le retribuzioni dei bresciani sono aumentate del 6% (impiegati), del 7% (dirigenti) e anche del 9% (quadri e operai). “A livello lombardo però restiamo ancora indietro, i nostri dirigenti non superano il quarto posto e gli operai sono addirittura al settimo – ha spiegato Zaltieri -. La “leonessa” continua a ruggire, ma manca un progetto di sviluppo di ampio respiro e, dal punto di vista prettamente sindacale, un’azione contrattuale ancora più incisiva”.
La pensione integrativa è un tema che riguarda tutti i lavoratori. E quando si dice tutti significa ovviamente anche i lavoratori immigrati, gli stranieri che vivono nella nostra città e nella nostra provincia che costituiscono percentualmente una fetta sempre più rilevante della forza lavoro.
La Cisl bresciana, impegnata in queste settimane in fitto calendario di assemblee e incontri per spiegare le novità della riforma del TFR (vedi nella home page del nostro sito i diversi link dedicati al problema) e per mettere a disposizione dei lavoratori le informazioni necessarie alla scelta che entro giugno dovrà essere fatta in funzione della previdenza integrativa, ha organizzato una serie di incontri per alcune comunità straniere residenti a Brescia. Il primo degli appuntamenti si è svolto domenica scorsa ed ha accolto oltre 150 lavoratori originari del Burkina Faso.
Paolo reboni, Segretario della Cisl con delega ai problemi della immigrazione, ha illustrato in modo semplice ma non per questo superficiale i contenuti delle importanti novità che riguardano il futuro dei lavoratori.
Molte richieste di approfondimento hanno fatto seguito alla illustrazione del tema.
Giornale di Brescia – “TFR, incontro Cisl per orientare i lavoratori provenienti dal Burkina Faso”
Giornale di Brescia – “Dal Senegal a Sabbio per trovare un lavoro: la vita è un rischio”