Immigrazione e integrazione sabato alla Cisl

“Piattafoma per il dialogo”. È questo il titolo della iniziativa che la Cisl di Brescia promuove nella mattinata di sabato 2 dicembre (dalle ore 9 alle ore 12,30) per riflettere su immigrazione e integrazione a Brescia, una realtà complessa dalla quale emerge sempre più la necessità di comprendere le reciproche ragioni per favorire processi di reale integrazione. Il tema è quanto mai stringente se, come ha fatto una recente ricerca sulla comunità senegalese del residence Prealpino e la comunità italiana di Bovezzo, si tenta una verifica dei passi compiuti fino ad oggi con le presenze straniere più radicate nel tempo.

Dopo l’apertura di Paolo Reboni, che nella segreteria della Cisl si occupa in modo particolare della immigrazione, sono previsti gli interventi di saluto di Francesco Paolo Tronca, Prefetto di Brescia, e Paolo Corsini, Sindaco di Brescia.

Seguiranno le relazioni di Anna Casella Paltrinieri, Docente della Università Cattolica di Brescia e autrice della ricerca citata, di Niang Cheikh delle Associazione Lavoratori Senegalesi Brescia e di Sourang Abdoulahat, Console del Senegal a Milano.

Le conclusioni saranno svolte da Renato Zaltieri Segretario generale Cisl Brescia.

Il programma del convegno.

Pensioni integrative: una proposta della Femca Cisl

Dopo le polemiche è il tempo della grande confusione. I temi sono quelli del TFR (che sta per trattamento di fine rapporto, la liquidazione che un lavoratore percepisce quando conclude la vita lavorativa) e delle pensioni integrative. Governo e sindacati hanno firmato un accordo per cui i lavoratori potranno decidere di trasferire i soldi del loro TFR, fino ad ora gestiti dalle aziende, ad un fondo contrattuale di pensione integrativa di loro scelta. Compagnie di assicurazione e Istituti finanziari sono partiti di gran carica con campagne pubblicitarie, trasformando fondi di investimento in fondi integrativi e polizze vita in rendimenti previdenziali.

Ma non è tutto oro quel che luccica e su una materia così delicata sono necessari approfondimenti e informazioni molto chiare.

La Femca Cisl di Brescia, categoria che rappresenta oltre 2300 lavoratori del settore chimico tessile e calzaturiero, intende muoversi in questa direzione e per lunedì 4 dicembre ha programmato una giornata di formazione non solo per il proprio gruppo dirigente ma aperta a tutti i lavoratori interessati.

Adriano Linari, presidente del fondo previdenziale del comparto energia, moda, chimica e affini, terrà la relazione di apertura cercando di indicare quali opportunità  si aprono  per i lavoratori dell’industria. Sugli aspetti tecnico-operativi interverrà invece Fabio Cappuccio, esperto di previdenza complementare. La giornata di studio prevede ampio spazio per il dibattito con domande e risposte su tutti gli aspetti del provvedimento. I lavori del convegno, introdotto da Francesco Saottini, Segretario generale della Femca Cisl di Brescia, inizieranno alle ore 9,30 di lunedì 4 dicembre nell’Auditorium della Cisl di via Altipiano d’Asiago, 3 a Brescia.

Una lettera dei lavoratori di Cologne

Dopo la presa di posizione della FAI CISL di Brescia (“Il Comune di Cologne fa la guerra ai lavoratori” reperibile in questo stesso spazio dedicato alle notizie) i lavoratori della azienda la cui produzione è stata bloccata dal comune di Cologne, hanno scritto una lettera ai direttori dei quotidiani locali. Eccone il testo:

Caro Direttore, siamo dei lavoratori dipendenti della ditta Principe Pet Food, con stabilimento sito nel comune di Cologne Bs, produciamo alimenti per cani e gatti in crocchette, ditta trasferita da un paio d’anni da Bergamo e che opera nel mercato da decenni, una società finita sotto la lente del Comune di Cologne e costretta a sospendere l’attività dall’inizio dell’anno corrente per ben tre volte, causa, a detta del comune, di emissioni di odori sgradevoli (dovrebbero chiudere tutte le cucine di Cologne perché emettono odori di pesce o carne cotta).

Queste sospensioni hanno causato grandi disagi per noi lavoratori, costretti ad anticipare le ferie e non abbiamo potuto programmare con le famiglie il periodo di riposo estivo, oggi siamo in attesa di una revoca di sospensione dell’attività da parte del Comune, se ciò non avverrà al più presto per noi lavoratori sarà un duro Natale 2006.

Ringraziamo della sua cortese attenzione.

I lavoratori della ditta Principe Pet Food

Il comune di Cologne fa la guerra ai lavoratori

A Cologne c’è un’azienda con 15 dipendenti che rischia di chiudere i battenti. Stavolta non c’entra né la concorrenza dei cinesi e tanto meno la crisi del mercato. La “Principe Pet Food”, questo il nome dell’azienda che produce alimenti per animali domestici, è sull’orlo della crisi a causa del Comune di Cologne che per la seconda volta nell’arco di pochi mesi ha emesso una ordinanza di sospensione dell’attività. “La vicenda – racconta Daniele Cavalleri della Fai Cisl che tutela gli interessi dei lavoratori – ha avuto inizio ad aprile con il primo stop imposto dal Comune, deciso – si legge nell’ordinanza – per le ripetute lamentele sull’odore proveniente dagli impianti di produzione. Nell’ordinanza c’era anche un preciso richiamo alla proprietà perché si dotasse delle necessarie autorizzazioni regionali. L’azienda a quel punto ha presentato alla Regione la documentazione richiesta ed il 6 di novembre ha ricevuto l’autorizzazione alla ripresa della attività, condizionata alla realizzazione di interventi impiantistici per mettere sotto controllo le emissioni.” Si arriva così al 30 maggio con la revoca da parte del Comune del provvedimento di sospensione dell’attività. “Un mese e mezzo di blocco dell’attività – aggiunge il sindacalista – in cui i lavoratori hanno dovuto fare ricorso a ferie, festività e permessi per non perdere lo stipendio. Un sacrificio non da poco, sopportato da tutti i dipendenti con la speranza di dare certezza al proprio posto di lavoro”. Il Comune di Cologne torna però all’inizio di agosto ad interpellare la Regione per conoscere le sue valutazioni sulla realizzazione delle prescrizioni. Gli uffici del Pirellone rispondono dando atto all’azienda di aver fatto quanto richiesto e chiarendo che la loro efficacia potrà essere stabilità da un monitoraggio delle emissioni. Il Comune non è soddisfatto e chiede alla Principe Pet Food nuovi “impianti di abbattimento delle emissioni olfattive”. A questo punto l’azienda ordina ad una ditta specializzata un impianto che costa oltre 100.000 Euro la cui entrata in funzione è prevista per i primi giorni di dicembre. Ma l’ufficio tecnico del Comune di Cologne ha emesso nel frattempo una nuova ordinanza di sospensione della attività anche se la Regione non ha mai modificato il proprio provvedimento di autorizzazione. “Il Sindacato non vuole entrare nel merito di questa specie di guerra delle carte che l’Amministrazione comunale ha ingaggiato con l’azienda – conclude Cavalleri della Fai Cisl – Abbiamo detto e continuiamo a dire al Comune di Cologne che se tiene giustamente in conto le lamentele dei suoi cittadini, deve anche farsi carico del fatto che il blocco dell’attività mette oggettivamente a rischio il posto di lavoro di quindici persone. Ci appelliamo al Sindaco per una nuova valutazione dei dati a disposizione dell’Amministrazione comunale, non da ultimo l’installazione di un impianto che risponde alle garanzie richieste. Lo impone prima di tutto il buonsenso. Il Comune non può non conoscere gli effetti di mercato di un blocco della produzione che complessivamente è arrivato a 92 giorni. Occorre un pronunciamento che tranquillizzi i lavoratori e dia loro certezza del posto di lavoro”.

La notte bianca dei precari

Scarica il volantino.

Nuova manifestazione per la sanità privata

Un passo avanti e due indietro. La vertenza della sanità privata (che a Brescia conta 4.000 lavoratori) è ancora senza sbocchi. Il cartello delle associazioni che raggruppano le diverse proprietà della sanità privata si è di fatto rotto dopo la scelta della Fondazione Don Gnocchi di firmare il rinnovo contrattuale; ma la vertenza si è purtroppo inasprita con le altre associazioni datoriali. Questa mattina, venerdì 10 novembre, i lavoratori della sanità privata bresciana hanno nuovamente manifestato il loro disagio con un presidio dei delegati sindacali in piazza della Loggia. È stata una nuova occasione di sensibilizzazione su una vicenda che ha dell’incredibile con dei datori di lavoro che negano ormai da quasi 3 anni il rinnovo contrattuale ai propri dipendenti. La preoccupazione dei rappresentanti dei lavoratori è stata al centro, nel pomeriggio, di una riunione di FP CGIL, FP-FPS CISL, FPL UIL svoltasi nell’Auditorium della Cisl bresciana.

Ormai appare sempre più inevitabile il ricorso a forme di protesta che avranno purtroppo pesanti ripercussioni in tutte le case di cura, case di riposo e ambulatori sanitari privati. Solo una immediata riapertura della trattativa potrebbe – è stato ribadito nel presidio e nella riunione di oggi – scongiurare l’inasprimento della vertenza.

Fim Cisl: progettare l’integrazione

La Fim Cisl di Brescia ha organizzato un seminario di formazione per i suoi delegati. L’iniziativa rientra in un progetto che vedrà la sua realizzazione nel corso dei prossimi mesi, finalizzato ad approfondire i molteplici aspetti della integrazione dei lavoratori stranieri nella dimensione lavorativa e sindacale del territorio bresciano. Nelle aziende del settore metalmeccanico la Fim Cisl di Brescia stima una presenza di lavoratori stranieri quantificabile in 130.000 addetti. Il seminario avrà luogo a Villa Pace di Gussago il 27 e il 28 novembre prossimi.

Scarica il programma dell’iniziativa.