Si svolgerà sabato 1 luglio nell’Auditorium della Cisl di Brescia, l’Assemblea dell’ANOLF, l’Associazione promossa e sostenuta dalla Cisl per l’accoglienza e l’integrazione dei cittadini stranieri. L’ANOLF di Brescia, acronimo di Associazione nazionale “Oltre le frontiere”, conta oltre mille iscritti e svolge una intensa attività di orientamento e di promozione culturale, ma soprattutto di consulenza per l’inserimento lavorativo, per i permessi di soggiorno e per le pratiche di ricongiungimento familiare. Attiva dal 1989, l’Associazione costituisce a Brescia un punto di riferimento costante per gli stranieri ed ha allacciato rapporti di collaborazione con le istituzioni e le diverse espressioni del sociale organizzato. Si spiega anche per questo la presenza annunciata all’Assemblea ANOLF di sabato del Vice Sindaco di Brescia, Luigi Morgano, del responsabile del Centro Migranti della Diocesi e di una decina di Associazioni di cittadini e lavoratori stranieri provenienti da diverse parti del mondo.
La riunione avrà inizio alle ore 9 con la relazione di Paolo Reboni, Segretario della Cisl bresciana con delega ai problemi dell’immigrazione, a cui seguirà una comunicazione sulle politiche per l’immigrazione da parte dell’On. Emilio Del Bono, capo gruppo dell’Ulivo in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati. Parteciperà ai lavori anche il Responsabile del Dipartimento nazionale Cisl per le politiche migratorie, Oberdan Ciucci.
Nella seconda parte della mattinata, l’Assemblea ANOLF farà da cornice alla premiazione del concorso letterario riservato agli immigrati, promosso dal sindacato di via Altipiano d’Asiago per ricordare, ad una anno dalla morte, Ciso Gazzoli, l’iniziatore dello sportello stranieri della Cisl.
Nei giorni scorsi la Commissione esaminatrice del concorso, composta da Paolo Bonzio, Rosangela Comini, Piera Maculotti e Rita Piccitto, ha valutato gli elaborati e assegnato i cinque premi previsti dal regolamento con l’aggiunta di due segnalazioni speciali per altrettanti componimenti poetici.
In allegato pubblichiamo la graduatoria ufficiale delle quote flussi 2006 precisando che le 3.317 quote previste per Brescia ad oggi non sono totalmente disponibili.
La graduatoria elenca 2.755 posizioni ma non contiene alcune categorie previste dal Decreto che verranno integrate in un secondo momento.
È possibile visualizzare la graduatoria ufficiale e all’interno di essa attraverso la funzione MODIFICA → TROVA →inserire il numero della assicurata è possibile vedere la propria posizione.
Confronto decreto flussi e graduatoria ufficiale.
“La Cisl si è battuta per il NO e per questo siamo molto soddisfatti sull’esito del referendum che testimonia la chiara volontà dei cittadini italiani di voler difendere i principi di uguaglianza e di solidarietà della Costituzione repubblicana”. È il commento del Segretario generale della Cils Raffaele Bonanni all’esito del Referendum sulle riforme costituzionali approvate nella scorsa legislatura dall’allora maggioranza di centro destra. “Ora si apra un vero dibattito dal Nord al Sud – ha aggiunto Bonanni – per una stagione di riforme da realizzare con il coinvolgimento di tutte le forze politiche e sociali che rappresentano la comunità nazionale. Lo strumento può essere una Costituente o una Convenzione per le riforme, aperta anche a tutte le espressioni della società civile, in modo da creare un clima di concordia nazionale e di consenso sulle riforme necessarie per aggionare la nostra Carta Costituzionale”.
La Cisl di Brescia organizza un dibattito pubblico su un delicato problema introdotto dalla recente riforma del fallimento e del concordato.
L’analisi e la riflessione, che avverrà con la forma del seminario, intendono approfondire le novità della riforma che rischia, ad avviso della Cisl, di ridurre le tutele per il credito economico per i lavoratori a vantaggio dei soliti poteri forti.
Coordinati dal responsabile dell’ufficio vertenze della Cisl di Brescia, Gualtiero Biondo e introdotti dalla relazione dell’avvocato Enrico Bartolini, ne discuteranno tre professionisti del settore: il dr. Pierfranco Aiardi, il dr. Riccardo Donadio e il dr. Ferruccio Gasparini; seguirà una riflessione sul nuovo ruolo del giudice e del tribunale nella procedura fallimentare, del dr. Gianluigi Canali.
Saranno in questo modo rappresentati, anche con un elevato livello di conoscenze, tutti i soggetti coinvolti che consentiranno alla Cisl bresciana di formulare delle opinioni al fine di ricercare maggiori garanzie per la tutela dei lavoratori, in uno dei momenti più drammatici tra quelli che possono toccare un lavoratore vale a dire la chiusura dell’attività produttiva.
L’incontro avverrà lunedì 19 giugno 2006 dalle ore 14.30 fino alle ore 18.30, nell’Auditorium della sede della Cisl di Brescia, in via Altipiano d’Asiago 3.
Questioni locali e questioni nazionali si sono intrecciate ieri nel dibattito del Consiglio generale della Cisl bresciana. Una riunione importante che ha segnato la ripresa del dibattito sindacale Cisl dopo le dimissioni di Savino Pezzotta e l’elezione di Raffaele Bonanni e di Pierpaolo Baretta (che ha partecipato ai lavori del “Parlamentino” della Cisl bresciana) alla guida della Confederazione nazionale. Renato Zaltieri, Segretario generale della Cisl bresciana, ne ha parlato chiaramente nella relazione introduttiva ai lavori sottolineando comunque la necessità di non fermarsi a recriminare sul passato ma di guardare avanti per affrontare e risolvere i molteplici problemi sui quali anche il sindacato è chiamato a dare il suo contributo per la “ripartenza” del Paese. Zaltieri ha affrontato ovviamente anche la situazione bresciana giudicando positivamente, con tutte le cautele del caso, i segnali di ripresa delle relazioni sindacali con l’Associazione degli Industriali Bresciani. Le preoccupazioni sono tante perché i dati non sono confortanti (in aprile il calo della produzione industriale è stato estremamente consistente) ma secondo la Cisl bresciana ci sono le condizioni perché anche la realtà produttiva ed economica del nostro territorio sia parte effettiva della ripresa economica in atto su scala Europea.
Documenti utili:
Nelle prime 200.000 domande ammissibili per il Decreto Flussi 2006, essenzialmente quelle presentate nei primi 18 minuti (dalle ore 14,30 alle ore 14,48 del 14 marzo 2006), sono presenti 6.443 domande di datori di lavoro bresciani .
Il decreto flussi 2006 prevedeva a livello nazionale 170.000 quote d’ingresso, a Brescia 3.317 e come è noto le quote sono suddivise sia per paese di provenienza dei lavoratori extracomunitari sia per tipologia di lavoro (tabella allegata).
Tale graduatoria può aiutare a capire in che posizione si è, ma non può stabilire se la propria domanda rientra nelle quote stabilite o per nazionalità o per tipo di lavoro.
Per esempio però se la propria domanda risulta al numero 58 della graduatoria nazionale (accettata alle ore 14,30.00.000 ) e la domanda si riferiva ad un contratto di lavoro domestico a Brescia è chiaro che, se tutti i documenti concorderanno, visto che le quote per tale lavoro sono 1.100 tale ingresso rientrerà nelle quote.
Come è altrettanto vero che se la propria domanda, sempre per lavoro domestico risulta superiore alla 1.100esima domanda presentata per Brescia (ore 14,33.00.000) non è detto che sia esclusa la possibilità di ingresso, perché nelle posizioni precedenti potrebbero starci domande relative ad altri tipi di lavoro o di paesi diversi.
È possibile visualizzare l’elenco della graduatoria e all’interno di essa attraverso la funzione MODIFICA → TROVA → inserire NUMERO DELLA ASSICURATA è possibile vedere la propria posizione.
Se ci costringeranno a farlo, devono sapere che siamo pronti a forme di protesta estrema, non esclusa quella dei blocchi stradali, a quanto pare l’unico linguaggio capace di riscuotere l’attenzione che una vertenza come la nostra non è ancora riuscita ad ottenere, e questo solo per il senso di responsabilità dei lavoratori.
Con questa premessa i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil della sanità privata daranno vita mercoledì 14 giugno ad un presidio di fronte alla Clinica Città di Brescia. Il nodo irrisolto che contrappone le rappresentanze dei lavoratori alle associazioni che raggruppano le proprietà delle strutture sanitarie private, è ancora il contratto.
Un contratto scaduto da 30 mesi che la sanità privata non è intenzionata a rinnovare fino a quando non otterrà più soldi dalle istituzioni pubbliche.
Un ricatto vergognoso e un limpido esempio della imprenditoria privata nella sanità che vuole continuare a privatizzare i profitti per scaricare i costi sui bilanci pubblici.
Mentre si discute di come recuperare risorse combattendo l’evasione fiscale e contributiva, fa impressione l’enormità dei dati risultanti dall’attività di vigilanza ispettiva dell’Inail nel 2005 anche in Lombardia. Nella nostra Regione sono state scoperte 2568 imprese non regolari, pari al 68% delle aziende controllate. Con la presenza di ben 5421 lavoratori in nero, più di 2 per azienda. Una quantità impressionante di denaro sottratto all’Inps, all’Inail e al fisco, con un danno grave per tutta la collettività e per i singoli lavoratori irregolari. Nei dodici mesi dello scorso anno 64 ispettori Inail Lombardia hanno recuperato versamenti non effettuati per quasi 22 milioni di euro. Il maggior numero di irregolarità si registra a Milano con 664 aziende non a posto, 2.277 lavoratori in nero e oltre 247milioni di euro di retribuzioni omessi dalle dichiarazioni. Seguono Brescia (500 aziende, 1.530 lavoratori irregolari, 128milioni di euro non versati), Bergamo e Varese. (Ansa)